Il Blog di Giuseppe Previti

” AI MORTI SI DICE ARRIVEDERCI” -DI LUIGI GUICCIARDI- DAMSTER 25.O3.2021

Alcuni preziosissimi dipinti di Guido Reni, un grande pittore del ‘600 italiano, dati per scomparsi, vengono ritrovati e e donati a un convento di suore della periferia modenese.
Per la loro collocazione ufficiale e relativa presentazione viene organizzato un grande evento, presenti le maggiori autorità civili e religiose della città di Modena.
In rappresentanza del questore interviene il commissario capo Giovanni Cataldo che poi  e mai poi può immaginare a cosa andrà incontro.Intanto  farà conoscenza con una donna affascinante, poi la misteriosa morte di suor Alda, colei che conosceva la storia e i segreti del convento. Morte che ben presto verrà classificata come omicidio. Ma mentre
De Cataldo e i suoi uomini vanno avanti con le indagini, nel convento viene uccisa una novizia., e poi c’è anche la strana morte di un giovanotto che ai tempi del liceo si era inna-
morato perdutamente innamorato di questa ragazza, anche se, timido com’era,non si era mai dichiarato.
Una storia ricca di sangue e di mistero che impegnerà a fondo  le doti investigative di Cataldo, che dovrà scoprire i segreti custoditi nel convento, ma dovrà anche esaminare fatti e persone che si muovono al di fuori di esso.
Bisognerà tornate indietro nel tempo per scoprire che questi delitti hanno radici assai lontane che purtroppo hanno lasciato un segno indelebile.

Luigi Guicciardi ci presenta una nuova indagine del commissario Cataldo in Ai morti si dice arrivederci. Già,come dice il titolo, non bisogna mai dimenticare o dire addio ai morti, ogni vittima ha diritto di avere giustizia e non può essere dimenticata.
Due dipinti di Guido Reni a lungo ritenuti perduti sono stati ritrovati, restaurati e donati a un monastero della città di Modena. Ma l’omicidio di una anziana suora, depositaria della storia e dei segreti del convento, da il via all’ennesima(la ventesima per l’esattezza)indagine del commissario Cataldo, per inciso ormai una certezza nel vasto mondo del giallo italiano, come del resto il suo autore Luigi Guicciardi.
Un Cataldo ormai avviato verso la sessantina, ma ancora legato al mondo delle indagini sul campo,e quindi deciso a rifiutare l’offerta del questore di fare un passo avanti nella sua carriera. Ora gli capita questa indagine che si svolgerà in massima parte all’interno di un convento immaginario situato alle porte di Modena. La storia inizia appunto prendendo spunto dalla collocazione nel convento di due dipinti di Guido Reni e in  onore del grande artista bolognese viene organizzata  una cerimonia che darà il vis s questa
nuova storia con protagonista questo poliziotto ormai modenese di elezione.
Un convento teatro di delitti, un convento dove vivono delle suore e delle novizie, dove nel tempo sono state ospitate ragazze madri, ragazze abbandonate o senza famiglia, ragazze con la vocazione di farsi suora. Suor Alda è un po’la memoria storica dell’istituto e sarà proprio lei la prima vittima, anche se l’assassino ha cercato di far passare il tutto come un suicidio. Un giallo che ben presto si prospetterà di difficile soluzione, cui saranno altre vittime, Interessante è lo studio della psicologia delle suore, determinante poi
nel far capire cosa è successo.
Un altro elemento di forza della storia è che si afferma il principio che i delitti del presente hanno le ombre lunghe,ovvero spesso derivano da eventi del passato, e appunto dai
segreti che sono custoditi nel monastero, certamente ambiente ideale per  nascondere dei misteri. Un ambiente non certo facile, vi è molta omertà tra le suore, Cataldo dovrà
cercare di entrare nella psicologia delle religiose, tra l’altro non è facile districarsi, tra quelle più anziane, che sono anche le più refrattarie ad aprirsi. Per Cataldp si tratta di saper interpretare anche i silenzi,i sospiri, le reticenze, d’altra parte aver ambientato la storia in un convento, oltre che rappresentare un omaggio al celeberrimo “Ivari9n nome della rosa”
rende la storia più stimolante perché il commissario dovrà scavare tra varie psicologie e interpretare il detto e ancor più il non detto.
Protagonista come sempre un Cataldo maturo e riflessivo, ormai dopo vari anni modenese a tutti gli effetti, ma anche un uomo solo, che ormai da  vari anni è stato abbandonato
dalla moglie, fuggita con un altro uomo, e che si è portata via anche i figli. E nel bel mezzo dell’indagine succede che Alice,la ex-moglie, ha perso il compagno in un incidente e si
ripresenta  nella città di Modena con l’intento di tornare con lui. Nel frattempo il commissario ha conosciuto, proprio nel convento incriminato, una donna affascinante, ma non
riesce a decidere quale svolta dare alla sua vita.
Venti romanzi, uno all’anno,intanto il personaggio è ormai entrato nell’immaginario collettivo. è uno di loro o di noi possiamo ben dire, e proprio per questo assume sempre più
importanza la considerazione che l’autore da alla parte umana del suo personaggio. E d’altra parte va anche detto che Guicciardi  ha comunque sempre cercato una narrativa di stile e di contenuti nei suoi racconti.
Come di consueto nei romanzi di Luigi Guicciardi la co-protagonista è la città di Modena, vista nella sua territorialità, centro e periferia, ambienti ricchi e ambienti degradati,vi è la Modena “bene”che poi si rivela un nido di vipere, come del resto lo è pure il convento. E al termine di questa indagine faticosa e ben poco edificante Cataldo
noterà con una certa amarezza che i delitti di oggi spesso hanno radici in un  passato più o meno lontano, un passato che non si estingue mai , ai morti non si deve dire addio
ma arrivederci perchè ogni vittima  ha diritto a vedersi resa giustizia.

 

GIUSEPPE PREVITI


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