Il Blog di Giuseppe Previti

” IL GIORNO DEL SACRIFICIO” di GIGI PAOLI- GIUNTI- O1.O4.2021

Un lunedi di mattina di  fine settembre fa piombare Firenze in una situazione da incubo mentre il giornalista Carlo Alberto Marchi sta raggiungendo il Palazzo di Giustizia
per il suo lavoro di cronista giudiziario.Scatta l’allarnme e anche lui si precipita verso il Polo universitario. dove l’accesso è inibito da un cordone di poliziotti e da un gran
numero di ambulanze, si parla di morti, di gente armata che sparava a vista. Quando Marchi riesce a superare lo sbarramento gli si presenta una scena raccapricciante, sanguer dappertutto, una decina di corpi a terra, altri coperti da lenzuoli bianchi. Si parla di attentato, e tra i morti vi sarebbe anche l’attentatore, che si è ucciso al grido di  “Allah Akbar”.
La città è in subbuglio e molto impaurita, tanto più che è stato diffuso un videomessaggio di fonte anonima dove una voce annuncia che altro sangue scorrerà a Firenze,”Il giorno
del sacrificio” sta arrivando, e quindi si annuncia un nuovo attebntato. Ma dove ? Ci sono solo cinque giorni e per gli investigatori, una volta tanto poliziotti e carabinieri lavorano uniti, e lo stesso Marchi deve fare una corsa contro il tempo, cercando di capire qualcosa tra interpreti arabi, Iman e rabbini pacifisti, un morto misterioso in un grande albergo della città, , autorità giudiziarie e di polizia da cui ricavare notizie. Saranno giorni in cui la vita trascorrerà in un amen e Marchi rischierà grosso…..

Ecco ubna nuova storia con al centro il giornalista Carlo Alberto Marchi, IL giorno del sacrificio di Gigi Paoli, noto giornalista fiorentino,oltre che scrittore ormai afferamto.
Carlo Alberto Marchi è il cronista giudiziario de Il Nuovo, è appena uscito da una sfortunata esperienza sentimentale, con il direttorer del giornale non corre buon sangue, e poi
c’è il rapporto difficile con la figlia quindicenne che lui ha allevato da solo da una diecina di anni, dopo l’abbandono della rispettiva madre e moglie.
Il suo mestiere lo porta ad essere sempre di corsa, ora in una bella mattinata di fine settembre il capocronjsta gli dice di correre verswo l’Univeristà dove è successo qualcosa di grosso. Arriva là e c’è il caos, ambulanze,poliziotti, carabinieri, tanti morti,. tutti giovani. UN attentatore munitodi una pistola mitragliatrice ha sparato muna ventina di colpi,
seminando morte e terrore,per poi spararsi l’ultimo colpo al grido di “Allah Abkar.
E così bisogna correre per gli investigatori non c’è tregua, anche perché varie emittenti televisive internazionali stanno trasmettendo un video messaggio che rivendica l’attentato
e poi, con l’immagine della Cupola del Duomo sullo sfondo, promette ancora sangue e terrore.
Questa storia con protagonista  il cronista della giudiziaria Carlo Alberto Marchi, un uomo per bene , abituato a dire quel che pensa  e  a svolgere al meglio il suo lavoro mescola
vita pubblica e privata del personaggio, non per nulla molto spazio viene lasciato al rapporto con la figlia Donata, una quindicenne che lui ha tirato su da solo dopo l’abbandono
della moglie, avvenuto una diecina di anni prima.
Marchi è un buon giornalista, sa trovare le piste giuste,  ha saputo trovare un ottimo rapporto con i lettori, è sempre in prima linea pur non trascurando  il rapporto con la figlia
quindicenne che praticamente ha allevato da solo. Già, Marchi non ha molta fortuna con le donne, la moglie l’ha piantato lasciandogli anche la bambina(allora aveva 5 anni) e
poi quando sembrava che avesse trovato un nuovo grande amore, anche  stavolta è stato piantato…
Adesso viviamo le giornate frenetiche di Marchi diviso tra i suoi doveri di genitore single, il suo mestiere, la nuova delusione sentimentale. Ma in prima linea c’è il mestiere di
cronista, con tutte le gioie e le delusioni tipiche di ogni attività, e del resto è un mestiere che Gigi Paoli conosce bene praticandolo da svariati anni,e forse per questo la sua narrazione è sempre molto circostanziata, ma anche emotivamente sofferta e partecipata, sa di quel che parla., e il lettore questo lo apprezza molto.>
In effetti il personaggio di Marchi resta molto impresso, appare molto reale, con i problemi e gli alti e bassi della vita quotidiana, ma lui ha l’abilità di non fermarsi mai. Il suo>
caporedattore lo incita sempre a correre per la città, deve correre in cerca di notizie, deve correre per tacitare il direttore a cui è inviso, deve correre da sua figlia, specie ora che
si paventa il ritorno della donna che li ha abbandonati tanti anni fa.
Una corsa contro il tempo, sia dal punto di vista materiale, perché Firenze è finita nel mirino del terrorismo internazionale, sia per cercare di salvare quel che resta della sua vita privata.
Il giorno del sacrificio  è un romanzo pieno d’azione, di suspense, di amore, ma anche di molta umanità, e questo è il suo pregio maggiore.
Paoli è onesto anche nel rapporto con la vita di chi fa un giornale, ce lo racconta senza enfasi ,con precisione e anche crititicità,, e non per nulla stigmatizza cosaqè diventtato il
giornalismo al giorno d’oggi,troppo sensazionale,troppo arrogante o di parte, spesso accusato di non riportare la verità.
Ma il nostro autore si conferma scrittore e cronista di razza, sia nella descrizione dei psrticolari, sia nella cura dei dettagli, sia nel tratteggiare i caratteri.
Co-protagonisti nel romanzo il colonnello0 dei Ros, Domenico Piazza,detto Sunday, e il capo della Mobile, Settesanti, che stanno guidando in perfetta collaborazione tutta la vi-
cenda, cosa abbastanza rara fra le forze dell’ordine. >E lo fanno sempre al servizio della verità e dell’interesse generale, come del resto il magistrato Teodori. Tutte figure che
ci possiamo immaginare ,almeno speriamo, prese dalla vita reale.
Una storia incalzante, con un susseguirsi di azioni, emozioni,interventi sul campo, ma senza mai trascurare l’aspetto psicologico e dei ” Buoni” e dei “Cattivi”.
Al centro di tutto questa figura di cronista, sfortunato in amore, bravo sul lavoro pur se il suo direttorenon lo può vedere, emeno male che i suoi  colleghi cercano di tenerlo calmo percé non commetta sciocchezze.
Una delle figure di spicco del romanzo è l’Artista, collega di lavoro di Marchi, che cerca di tenere su con le sue batture, gli inquirenti gli riservano sempre un trattamento preferenziale perché lo aprezzano , anche la figlia Donata, pur se sembra sempre incazzata, sa benissiomo cosa suo padre ha fatto per lei.
Un romanzo di grosso spessore, forse il più complesso e maturo di questa serie, sullo stile di una  spy-stoty, o più semplicemente la storia  di un  giornalista, dove si intrecciano tante cose, con Firenze al centro di tutto, una Firenze che qui ci fa stare con il fiato sospeso visto che è sotto attaco, ma alla fina è la solita Firenze che ci fa anche ridere, arrabbiare, “vivere”, con al centro di tutto tanti personaggi.
Una scrittura assai intensa, che ci testimonia la solitudine di un “cronista” alle prese con un caso assai difficile, ma a lui sta “correre”, “correre” per arrivare a una soluzione.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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