Il Blog di Giuseppe Previti

” IL MOSTRO DI MILANO” di FABRIZIO CARCANO- MURSIA 27.4.2021

Milano anno 1969.: 12 dicembre data nefasta, scoppia una bomba in Piazza Fontana. Ma nello stesso giorno una monaca è stata massacrata in un convento di periferia, e da
qui inizia la trama sanguinaria con al centro un serial Killer che si accanisce contro le donne.
raSulle tracce di questo omicida il capo della omicidi, il commissario Maspero con i suoi uomini, ma un’altra indagine è condotta  da un inquisitore del Sant’Uffizio che vuole
arrivare a scoprire l’assassino e i motivi della ferocia che porteranno alla morte di undici donne che a cavallo anni Sessanta/Settanta sono state uccise a coltellate a Milano.
Dal primo delitto della serie al luglio del 1971 si snoderà una moria di una ferocia inaudita a danno di undici donne e il romanzo, mescolando realtà e finzione ,  ricostruice
una serie di eventi, pescando abbndantemente dalla realtà.

A Milano tra gli anni sessanta e settanta vengono uccise a coltellate undici donne.Per lo più furono assassinate delle prostitute, ma c’erano pure donna dalla vita normale, con un
marito e con un lavoro.
Tutti delitti assai efferati, le donne venivano colpite con molte coltellate,  non tutte della stessa estrazione, ad esempio fra le vittime una giovane  laureata della Università Cattolica, una anziana religiosa, molte prostitute, tutte indistantemente straziate dall’assassino.
Lunghe indagini, molti i sospettati, ma non si arriverà a una incriminazione e, meno che mai, alla scoperta del colpevole. La città reagì tiepidamente a questi fatti, erano gli
anni di piombo e nessuno prestò credito all’esistenza di un mostro di….Milano.
Le vittime avevano storie molto diverse,  in comune il fatto che abitavano in una zona ben delimitata della città, alcune di loro avevano ricevuto l’assassino in casa, forse lo cono-
scevano.
A distanza di tempo si ouò ritenete che la mano omicida sia stata la stessa, quindi anche Milano avrebbe avuto il suo serial-killer. Ma il fatto sembra essere sfuggito ak grosso
dell’opinione pubblica. D’altra parte la città era alle prese con brigatisti,terroristi, clan criminali in lotta tra loro, rapine spesso conclusesi con il morto, sequestri di persona,
insomma tanta violenza,tanto odio,tanto sangue.>
Eppure la polizia indagò molto su certi aspetti comuni ai vari omicidi,ad esempio il gran numero di fendenti inflitti, la particolarità che non ci furono mai stupri o violenze
o atti sessuali, insomma una sorta di rituale sempre uguale, e quindi l’idea del serial-killer è conseguente.
Ultimamente sui giornali, in particolare sul Corriere, sono stati ricostruiti tutti questi casi, mentre il giornalista-scrittore Fabrizio Carcano, uno dei maggiori cantori del noir
lombardo degli ultimi anni ha dedicato un romanzo Il mostro di Milano all’esame di questi delitti avvenuti nella Milano degli anni ’60 e ’70. Lo stesso Carcano parla di undici delitti, tutte donne le vittime, tre conducevano una vita normale, otto erano prostitute, e vede un elemento che accomuna gli omicidi, intanto l’uso del coltello, vibrando
sempre una trentina di coltellate, inflitte sempre nella zona addominale e nelle parti intime. Altre caratteristiche comune  pensioni dove si affittavano stanze a ferrovieri, appartamenti di proprietà spesso di istituti religiosi. Ma nonostante questi elementi ricorrenti non fu mai perseguita con continuità l’ipotesi del serial killer unico.Carcano costruisce una storia  dove si  solleticano tutti quegli elementi che il cittadino medio apprezza, misteri,.ombre, paura, mali oscuri, vizi  e tutti questi assassini e che l’autore ci fa
rivivere in una Milano anni Cinquanta e Sessanta, con i suoi abitanti, i suoi climi, le sue immagini ma principalmente ci fa immergere in uno dei periodi più oscuri della storia del nostro Paese.
E il venerdi del 12 dicembre 1969 quando una bomba esplode nella Banca dell’ Agricoltura mietendo tante vittime “niente sarà più come prima”.
Ma se tutta l’opinione pubblica locale e nazionale è scossa da questo fatto, una mano assassina inizia a colpire tra le vie e le periferie della città. Vengono uccise molte donne, per lo più prostitute, e che volete che si preoccupi di queste donne perdute, “invisibili”ai più,. Milano quasi non si accorge di questo e continua la sua vita di tutti i giorni,. Il nostro autore ci fa conoscere il protagonista della storia, un commissario abbastanza tormentato da tanti…scheletri nell’armadio, una vita disordinata, poco ligio alle regole, un solitario
per natura. Si ritrova alle prese con questi casi, pur se poi alla fine siano in molti a voler risolta la questione.>
Quel che colpisce è l’abilità dello scrittore, nel far rivivere le ossessioni,le paure,i cedimenti, da una parte questa bolla che protegge l’assassino, ma piano,piano, quasi con sforso,
cominciamo a conoscere le sue pulsionj, i suoi pensieri, i suoi deliri.  Di contro questo commissario pieno a sua volta di vizi, di paure, di complessi, ma dentro di sè è profonda mente giusto, è deciso a cercare e a far prevalere la giustizia, per queste che ritiene esseri umani,che hanno gli stessi diritti di tutti, giustizia compresa.
Un crescendo di pathos,di paure, di “scavi” nel passato, nelle rigide regole della chiesa per cui con il commissario collaborano due investigatori del Santo Uffizio che man mano che la storia procede vanno sempre più oltre le richieste “ufficiali” di non fare troppo rumore e chiudere il caso alla svelta.-
Restano impresse le figure del commissario Maspero e dell’inquisitore che si ritrovano al Jamaica bar a fare il punto sulla situazione. E a stemperare l’atmosfera lo stupore della
cameriera che li considera due alcolizzati, il bel poliziotto e il sacerdote…..
In conclusione una storia di cronaca , una storia mai risolta da cui ha origine questo noir che non ha pause e ti tiene avvinto alla pagina.. Una storia tremenda dove ancora oggi
chi se ne è occupato propende per un omicida seriale che se la prendeva per lo più con le donne di vita, infierendo su di esse.Ma anche nei casi delle altre donne ilprocedimento era stato identico.
Un commissario un tempo considerato un fenomeno, dagli occhi di ghiaccio,bello come Delon, che si imbatte in questa storiaccia , ma che anche vive la Milano anni Sessanta,la
Milano dalle tante attività ma anche dai tanti traffici, dall’evolversi di una malavita sempre più violenta, dagli attentati terroristici,  ma anche la Milano di Pinelli e Calabresi,
la Milano invasa da olandesi e scozzesi per la finale della Coppa Campioni del Maggio Settanta.
Storie e episodi veri, personaggi ora veri ora inventati poliziotti, bosso o aspiranti tali, giornalisti, prostiture, gente qualunque.
Una Milano e un’epoca magistralmente ricreate.

 

 

GIUSEPPE PREVITI

 


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