Il Blog di Giuseppe Previti

“DELITTO ALL’HOME RESTAURANT” DI ANNALISA VENDITTI- DEI MERANGOLI EDITRICE- 03-05-2021

Una ancora piacente signora in difficoltà finanziarie, ma che abita in un bell’appartamento nel centro di Roma, pensa di utilizzarlo, su consiglio di un’amica, come Home-
restaurant.
E così si prepara alla prima serata che avrà come commensali ex-compagni di classe. Ma chi è l’organizzatore della serata ? A lei sono stati indirizzati da una carissima amica.
La cena è stata preparata con molta cura dalla proprietaria, mentre il dolce viene offerto da una pasticceria a scopo promozionale. Ma la serata si trasformerà in una vera mat-
tanza perché è stato servito un qualcosa che provocherà la morte dei convitati tra atroci spasmi.
Ma chi ha ideato la vendetta ? Questo è uno dei tanti quesiti a cui dovrà rispondere il capitano dei carabinieri Giovanni Borgia a cui è affidata l’indagine,E’un caso complicato,
una vera sfida dell’assassino che muove le sue pedine come in un  puzzle di cui non è facile configurare e trovare tutte le tessere. E fa venire anche in mente il Gioco dell’oca dove
ogni passaggio in avanti e indietro è accompagnato da messaggi da decifrare.
In una Roma sempre viva e affascinante ma anche dai tanti lati oscuri sembra si viva una storia mozartiana….

Una donna  separata dal marito e alle prese con problemi finanziari decide di utilizzare il bellissimo appartamento dove vive per sfruttare la sua bravura ai fornelli per organizzarvi un Home – Restaurant. L’aiuta una sua amica esperta in public relations che le organizza una cena in cui si ritroveranno ex-compagni di classe, tutti affermati
professionisti.
L’anfitrione prepara una cena sontuosa ma poi succederà il finimondo dopo che ha portato a tavola il dolce. La donna è colta da un malore e quando si risveglia tutti i com-
mensali sono morti.E’ stato servito un qualcosa di avvelenato, sì da far pagare agli invitasti il prezzo di una vendetta senza scampo.
Si occuperà del caso il capitano dei carabinieri Giovanni Borgia, un uomo abbastanza complicato, vive solo con un cane, è sempre a caccia di donne, ma non vuole complicazioni
sentimentali. Qui deve affrontare una sorta di puzzle dalle tante tessere, che un abile enigmista manovra a suo piacimento via via che avvengono nuovi fatti e ci sono nuove vitti-
me. Con lui cooperano il maresciallo Ceccacci, che si diletta ogni tanto di esprimersi in dialetto romanesco, e un magistrato un po’melomane che cerca sempre di sdrammatiz-
zare le situazioni.
Ha una parte determinante nella vicenda una avvenente criminologa amica del magistrato, che collabora all’indagine pur se il capitano Borgia non gradisce molto le sue inter-
ferenze. Lei focalizza la sua attenzione sulla “vendetta” che è un fattore insito nella natura umana e può tracimare nel desiderio di uccidere per placare questa sete di vendetta.
La nostra storia si svolge in una Roma contemporanea, un  pò affannata ma sempre bellissima, con tanti ricordi del suo passato a cominciare ad esempio del nostro investigatore
che possiede un quadro del suo omonimo, Juan Borgia, figlio di papa Alessandro VI, finito poi assassinato, vittima di una serie di intrighi che lo fecero finire accoltellato a morte
sul greto del Tevere. Quasi quasi una premonizione…
Sarà comunque una indagine difficile, verrà anche attentato alla vita del capitano, che verrà salvato dalla giovane Micol con la quale condivide a volte il letto….senza però alcun
impegno reciproco. L’indagine porterà l’ufficiale a girovagare per Roma da vie famose ad altre meno celebri, ma la constatazione è sempre la medesima, Roma è come una
“signora sfiorita” per il tempo che passa e forse ormai incapace di tornare agli antichi splendori. Si inizia da una chiesa in Trastevere e poi si va a caccia degli indizi disseminati e
segnalati secondo un piano prestabilito, che sollecita anche il lettore a prestarsi al gioco e a mettere alla prova il suo estro investigativo. Una trama ricca di personaggi, tutti dai
caratteri ben delineati, con molti colpi di scena, in un continuo alternarsi tra tempi andati e attuali.
Un largo spazio nel romanzo viene lasciato anche alle opere liriche, che sono fonte di vari enigmi da risolvere. Una storia complicata ma avvincente, dove si vede che anche Roma
puo’ben  nascondere delle menti criminali pur se il suo patrimonio artistico, culturale ,paesaggistico puo’ fare pensare a tutt’altro.
Il romanzo presenta la postfazione di un grande enigmista, Peres, che  si definisce un “GIOGOLOGO”. E lui ci mostra i legami in questa serie di personaggi misteriosi e di fatti
sempre imprevedibili che  vogliono anche essere una sfida a misurarsi in giochi di logica e di società,ed infatti al libro  comprende una pagina che riproduce l’antico Gioco dell’Oca. Nel testo troviamo molti giochi di parole, doppi sensi, attraverso i quali si possono ricavare i motivi che hanno portato l’assassino a comprendere i suoi crimini.
Interessante è quest’uso di un gioco che magari oggi ai più non dice nulla, ma certamente a chi ha una certa età  ricorda la sua giovinezza, ossia il “gioco dell’oca”, in una tavola
dove ANNALISA VENDITTI riassume tutte le vicende che animano DELITTO ALL’HOME RESTAURANT.
Motivo che fa riflettere nella narrazione è che si parte dal concetto di “necessità”, ovvero il ricorrere a un termine che se pur condannabile è però messo al servizio della volontà
di punire i colpevoli di un qualcosa di efferat0, un sentimento assai vivo nella società di oggi, ed è un argomento che troviamo spesso in tanti romanzi di oggi, cioè il non lasciare
impunito chi ha commesso del male. E’ un sentimento non condivisibile per tante ragioni, anche se non è nemmeno giusto che certe colpe restino senza castigo. E anche in questo romanzo della VENDITTI fa vedere che le reazioni di fronte al Male non sono tutte uguali, all’insegna del motto “La cena è servita”, insomma al di là della ottima trama
poliziesca c’è anche un invito a riflettere.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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