Il Blog di Giuseppe Previti

” L’UOMO DEL PORTO” DI CRISTINA CASSAR SCALIA- EINAUDI 28-O5-2021

<blockquote>Un locale del centro cittadino ha una saletta nel sottosuolo che corrisponde alla grotta di un fiume sotterraneo, posto  molto alla moda in  Catania. Qui viene trovato una
mattina all’alba da chi fa le pulizia il cadavere di un  uomo accoltellato. E naturalmente se ne dovrà occupare il vicequestore Vanina Guarrasi, che tra l’altro sta vivendo un
momento delicato perché da qualche settimana è costretta a vivere sotto scorta.
La vittima è un professore di filosofia del locale liceo classico, un tipo solitario, appartenente a una famiglia assai facoltosa con cui da tempo aveva troncato ogni rapporto.
Viveva su una vecchia barca ormeggiata al porto, erra molto amato dai suoi allievi, tra l’altro si  batteva molto contro lo spaccio della droga, per tenerne fuori i ragazzi.
Nessun debito,nessun legame con la malavita, una relazione con una signora anch’essa molto impegnata sul fronte delle tossico-dipendenze. Ma di contro c’è qualcuno  che lo ha ucciso abbandonando il suo corpo in questo corso d’acqua che scorre sotto il centro storico.
Per Vanina Guarrasi un’indagine complicata anche perché non si puo’muovere liberamente, perché la mafia l’ha minacciata di morte e quindi la sua squadra e altri poliziotti non
la perdono di vista un istante.
La morte del professore appare molto misteriosa, e per risolvere questo caso occorrerà tornare molto indietro nel tempo e naturalmente un ruolo da protagonista toccherà ancora al commissario in pensione Biagio Patané.

Con L’uomo del porto Cristina Cassar Scalia ha scritto la quarta storia con protagonista il vicequestore Vanina Guarrssi. In questa storia si deve occupare dell’uccisione di un noto e stimato professore di filosofia del liceo classico di Catania,E’ stato trovato accoltellato nella grotta sotterranea di un pub. Era un tipo parti-
colare, un solitario che viveva in una barca ormeggiata in porto, aveva avuto un passato difficile con la famiglia troppo bigotta per le sue idee progressiste, tanto che
l’avevano diseredato. In città era molto considerato per l’impegno a favore dei giovani, cercando di salvarli dall’inferno della droga, coadiuvato in questo da un sacerdote e da una donna a cui era legato sentimentalmente. In sostanza un uomo buono e rispettato per le sue idee che lo avevano messo in contrasto con la sua famiglia, molto nota e molto facoltosa,.
E qui entra in scena il personaggio di Vanina Guarrasi, vicequestore, a capo della omicidi, e naturalmente anche la Sicilia che l’autrice ci descrive con molto amore per le sue bellezze,i uoi colori, la sua varietà di cibi e di atmosfere indimenticabili. Massima cuea dei cibi, dolci, salati, cotti, fritti, con prelibatezze varie e di tutti i tipi. E si riflettono la Sicilia e Catania nei caratteri dei colleghi e degli amici della Guerrasi, tutti dediti a lei e alla sua sicurezza. Ovviamente si parla di mafia e di mafiosi, anche se poi nel caso specifico il crimine è commesso da persone della Catania bene, quasi a voler significare che i delitti possono essere commessi da chiunque.
Anche se in verità il ruolo della mafia è imprescindibile nella vita di Vanina, le hanno ucciso il padre, la tengono d’occhio e le condizionano la vita.
Quello che la Cassar Scalia cerca di dirci è che la Sicilia cerca di andare avanti oltre la mafia,i giovani si battono per cambiare vita e cercano di arrivare a una nuova concezione della vita.
Con uno stile di lettura agile, colto ed efficace Cristina Cassar Scalia  ci parla via via in terza persona della protagonista, come via via degli altri personaggi, investigatori e personaggi vari.
Se al centro di tutto c’è l’omicidio del professore che viveva al porto, e da qui il titolo del romanzo, non meno spazio viene lasciato alla via del vice-questore Guarrasi.Infatti molto danneggiata è la sua vita, lei che lasciato Palermo per Catania, pensando così di scacciare dalla sua vita la mafia, e così facendo staccandosi- ma sarà poi vero ?!?- dalla compagnia dell’uomo amato, il magistrato Paolo Malfitano,.  Lei è un’accanita fan del cinema, colleziona vecchie pellicole sull’amata Sicilia, è una vera e propria buongustaia, pur se assolutamente inadatta a cucinare. Fuma molto, degusta….cioccolata su cioccolata, è  un po’la cocchina di tutti, la vicina di casa,Bettin,in testa a tutti, che la vizia in maniera indicibile. E poi il gruppo dei suoi colleghi, dal possente capo ai vari agenti, anziani e giovani senza distinzioni, che la proteggono e la venerano : e poi ancora il patrigno >>Federico, che lei non ha mai capito, e poi il commissario ultraottantenne, dal fiuto ancora validissimo , ma>
anche di fare ancora ingelosire la moglie.
In conclusione ancora un successo per questa autrice ormai affermata e sempre capace di attrarre  il pubblico dei lettori, a partire da questo inizio della storia che vede scoprire un delitto commesso addirittura in una grotta di un bar, che comunque esiste nella realtà.
E tra le abilità dell’autrice c’è anche quella di creare sempre suggestioni nuove e anche nuovi sviluppi nelle trame, oltre che fare sempre degli ottimo spot per la Sicilia.
Logicamente al centro di tutti Vanina Guarrasi, una poliziotta e una donna abbastanza indipendente nelle idee e nei comportamenti, in questo romanza abbastanza obbligata a seguire regole di prudenza per le minacce della mafia.
Come si può vedere c’è sempre qualche spunto nuovo che fa sì che il seriale funzioni proprio perché la narrazione si rinnova continuamente.

GIUSEPPE PREVITI

 


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