Il Blog di Giuseppe Previti

” Il venditore di rose” di Dario Sardelli- Einaudi 03-07-2021

Un giovane venditore di rose, un bengalese, viene trovato ucciso maniera assai feroce.Infatti ci si è accaniti sul suo corpo, qualcuno ha infierito su di lui con un’arma assai affi-
lata.Si occupa del caso il vicequestore Piersanti Spina che guida il commissariato di Torpignattara. Ha una malattia particolare per cui non avverte né il freddo né il caldo,
né il dolore né il piacere, né tanto meno le ferite o le scottature.
E nel vedere come è ridotto il cadavere si domanda cosa abbia provato la vittima. Certo lui non si sarebbe accorto di nulla, visto che non percepisce alcunché.Ma anche  i poli-
ziotti che compongono la sua squadra sono un po’incerti nel giudicare il loro superiore, sanno che è dotato di questi poteri particolari ma non sanno che lui ne farebbe volen-
tieri a meno, lo ritiene più un incubo che una risorsa, anche se ormai ha imparato a convivere con il suo problema  e si tiene costantemente sotto cura.Ora si è fidanzato con
una anastesista che lo….controlla passo passo.
Ma torniamo al vicequestore Spina,investigatore di talento, non arretra difronte a nulla,non teme né i potenti né i prepotenti, sa come muoversi in questa bolgia che è questo
quartiere, dove tutto sembra possibile e dove in un calderone di razze, di comportamenti e di sopraffazioni, lui non molla e avanza verso la verità.

 

Siamo all’alba del giorno successivo a San Valentino, quartiere di Tor Pignattara, il popolo del mattino è già in movimento, lavoratori, studenti, pensionati, faccendieri,badanti
sportivi, sono già per le strade, quando in un grande spazio nei pressi dell’acquedotto Alessandrino, viene rinvenuto un cadavere, assai martoriato, coperto da un cartone. Arriva sul posto il vicequestore Piersanti Spina, che di primo acchito vede nella faccia del giovane una faccia che gli ricorda qualcosa, e ben prest0 gli rammenterà la faccia dell’uomo che la sera prima gli ha venduto un mazzo di rose al ristorante dove era con la fidanzata.
Il fatto che la vittima fosse appunto un ragazzo che vendeva le rose per vivere, per di più uno straniero, e che sia stato assassinato la notte di San Valentino viene  presentat0 a caratteri cubitali dalla stampa e impressiona l’opinione pubblica.
E così la squadra investigativa che coadiuva Spina  si mette all’opera. E’un gruppo abbastanza eterogeneo, Aldair sembra uno straniero ma è il più romano di tutti, come del resto
gli altri, compresa l’unica donna del team, la napoletana Pepe, dalle origini aristocratiche. Ma principalmente c’è lui, il nostro vice questore, afflitto da “insostenibilità congenita
al dolore”, che lo porta a non provare né piacere né dolore, e a doversi applicare molto per capire le sensazioni degli altri.
Si scoprirà che la vittima era un giovane bengalese di buona famiglia,  aveva un regolare permesso di lavoro, vendeva le rose più per orgoglio che per necessità.
Ci sarebbe un testimone, un barbone, che però è scomparso subito dopo il delitto, poi ci sono due giovani, di destra, che la notte si…dilettano nel picchiare questi poveri diavoli.
Tanti personaggi, tante storie in questo ambiente di frontiera, così sin rappresenta la vita del popoloso quartiere, dove trovi di tutto, moschee,lavanderie, bische, macellerie,
money transfer. negozietti dove trovi di tuto, spacciatori, bar, i vecchi del quartiere, i nuovi arrivi.
Il nostro protagonista ha dovuto imparare a convivere con l’assenza del dolore, non avverta paura, gioia,amarezza, fisicità e si è dovuto ingegnare a scoprire dalle facce degli altri
e dalle loro reazioni cosa provano, cosa temono,cosa li emoziona o li abbatte, e tutto questo lo aiuta nella professione che ha scelto.
Un eroe particolare che si stacca dalla fisionomia dei commissari seriali, lui non è dotato di super-poteri ma colpisce la sua determinazione, la sua voglia di arrivare in fondo, il
suo voler….spezzare il capello in quattro., anche in amore segue questi principi, ma non sempre le sue partner lo apprezzano.
Un intreccio da giallo classico con lo svilupparsi delle indagini e delle varie piste. Il tutto servito da una buona scrittura e da un buon senso del suspense e del mistero. Fatti,
amori, ambienti, con un occhio alla vita sociale della capitale.
Il lettore si fa coinvolgere volentieri da questa storia e anche questo conta !

 

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui