Il Blog di Giuseppe Previti

” IL SUO FREDDO PIANTO” DI GIANCARLO DE CATALDO – O9-07-2021

Per il Pm romano Manrico Spinori della Rocca, il “contino” è un periodo di relativa calma, a parte che deve sempre tenere a bada la madre ludopatica e vivere le sue avventure….sentimentali. Ma improvvisamente la rivelazione di un pentito, apparentemente molto casuale, mette in subbuglio la procura. Infatti er Farina, un ex spacciatore con legami importanti nella mafia organizzata-rivela che in un vecchio caso di dieci anni prima, il dott . Spinori, allora ai suoi primi casi, non aveva trovato la soluzione giusta  nel caso dell’assassinio di Veronica, una escort transessuale assai famosa e dalle relazioni importanti. Era stato accusato un ex-ufficiale molto conosciuto, che travolto dallo scandalo
si era suicidato.Le prove allora erano parse schiaccianti, ma adesso sembra tornare tutto in discussione. Spinosi, persona per bene e molto scrupolosa, decide, pur tra i dubbi di chi lo circonda, di riaprire le indagini, facendo venire a galla una manovra destabilizzante di vasta portata. Coadiuvato dalla sua squadra di ottime investigatrici, con molti intop-
pi ma anche grazie a molte nuove rivelazioni, alla fine Manrico arriverà alla verità.

Una indagine che si presenta “pericolosa” per il Pm romano Manrico Spinori della Rocca, detto “il Contino”, per le sue nobili origini. Un  delitto avvenuto dieci anni prima e su cui lui aveva indagato, torna in evidenza per le parole di un pentito che contesta le risultanze di quelle indagini.Manrico, che è un uomo sempre molto avveduto e attento alle implicazioni umane di ogni caso, avverte come un rimorso, l’ipotetico assassino di una prostituta transessuale si era suicidato e così il caso era stato frettolosamente chiuso come
del resto da prassi.
GIANCARLO DE CATALDO  ha creato il personaggio di un magistrato, Manrico Spinori della Rocca, un nobile spiantato a causa delle forti perdite al gioco della madre ludopatica, una grande passione per l’opera, tant’è che dalla conoscenza delle trame operistiche ricava lumi per risolvere i vari misteri di cui si deve occupare. Adesso con
IL SUO FREDDO PIATTO si conclude una triologia ispirata ai canoni del giallo classico, ma nuova, pur nella sua serialità,in questa figura del protagonista, un uomo colto,
raffinato, che non rinuncia alla vita, ha molta fortuna con le donne, ma è anche un uomo che sente il peso della legge e della sua applicazione. Una figura elegante, un pensatore di gran livello,molto lucido, e che se dovesse esprimere una preferenza sceglierebbe di muoversi nella tragedia del palcoscenico piuttosto che nei misteri della vita e non per niente si chiama Manrico come il protagonista del Trovatore. Il nostro protagonista vive con la madre Elena, una “vittima “del gioco a cui non sa rinunciare e a cui ha sacrificato
tutti i beni di famiglia, ma tra madre e figlio c’è una grande intesa, magari con la mediazione  del maggiordomo Camillo.
Molto amato e ricercato dalle donne anche nel lavoro dove è coadiuvato  da una squadra di provette investigatrici, capitanate da Deborah, l’ispettrice,un tipo tosto, dal linguaggio franco ma che va subito al sodo. Comunque non  la tradisce mai il suo fiuto investigativo. Insieme a lei un drappello di donne, ognuna con i suoi problemi, ma si fanno in quattro
per il capo, e poi una giovane magistrata che entrerà nel gruppo.
Succede che un vecchio caso che aveva coinvolto tante persone, uomini di potere,affaristi, criminali più o meno pericolosi, ora che si ripresenta dopo le rivelazioni di un  pentito,
è come se fosse rimasta un’ombra sulla coscienza del procuratore Spinori che aveva condotto quella indagine. Veronica era una transessuale molto nota negli ambienti alti della capitale, dell’omicida era stato accusato un colonnello dagli incarichi delicati, che non  reggendo alla vergogna si era suicidato gettandosi dalla finestra. A Manrico era rimasta
come una ferita sulla coscienza e quel caso gli aveva insegnato che in una indagine non sono mai coinvolti solo sospetti,presunti colpevoli, indiziati, testimoni,potenziali delin-
quenti o potenziali omicidi, ma anche e soprattutto “ESSERI UMANI”.
E ora che un pentito gli dice che il colpevole non era quello Manrico medita e vuole riaprire il caso tanto più che Betty,un’altra transessuale amica di Veronica,è morta per overdo
se, e il poliziotto Pampinella, che a suo tempo scoprì il cadavere di Veronica, muore travolto da un furgone. Coincidenze sospette pensano il Pm e la sua squadra. Un  vero guaz-
zabuglio i fatti e sensazioni, menzogne,ricatti,usure,depistaggi, scambi di persone. Manrico si…arrabatta tra le donne dell’ufficio che lo marcano stretto e quelle del suo….harem
che le tentano continuamente….
Ma ripensa anche alle sue amate opere che gli consigliano idee e comportamenti e proprio da una di esse capisce che il delitto passionale potrebbe essere un diabolico diversivo….
IL SUO FREDDO PIANTO è come sempre per i libri di DE CATALDO ben scritto e ben strutturato, con molto spazio a un dialogo serrato e coinvolgente. Molto spazio ai mec-
canismi investigativi e giudiziari, ma anche mano salda nel tratteggio dei vari personaggi. Di ognuno,piccoli o grandi che siano,, spazio e significatività.  Come sempre co-pro-
togonista il Melodramma, cercando sempre di convincere il lettore che qualsiasi situazione delittuosa è già stata rappresentata in un’opera.
Come d’uopo nei romanzi del nostro autore altra co-protagonista una Roma affascinante, con la chiamata a rapporto dei romani di oggi ed in più dei “delicati”rampolli  dei nostri
tempi, spesso lontani da una società d’onore come si deve. E ancora la Roma delle periferie, degli espedienti per vivere, del ben poco di lecito per sopravvivere.
Un racconto molto “severo” nel riportare le ambientazioni, basterebbe la descrizione della villa dove è sorvegliato a vista il pentito. Storie sempre molto vive perché narrate con§
una assoluta aderenza alla realtà, parole,fatti, personaggi, mai sovrabbondando, e quindi ancora un grazie a questo grande maestro del Noir.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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