Il Blog di Giuseppe Previti

” VECCHIE CONOSCENZE” di ANTONIO MANZINI – SELLERIO – 22-07-2021

Una famosa archeologa, Sara, è stata uccisa nel suo appartamento. Sembra un caso di facile soluzione per il vice-questore Rocco Schiavone. tutto sembra indicare il colpevole
nel figlio della vittima. Ma lui ha scorto la “paura” negli occhi del sospettato e questo non lo convince.
Sofia Massenet, una delle maggiori esperte di Leonardo da Vinci su scala mondiale, è stata assassinata in casa sua ad Aosta con un colpo alla testa procurato da un oggetto con-
tundente. Sulla sua agenda una J ricorre spesso, e altro possibile indizio la sparizione di un anello preso a forza al cadavere. La vittima era sui settanta anni, la casa è piena di
libri, alcuni antichi e di grande valore.
Schiavone mescola come sempre lavoro, vita, ricordi, amici a questa inchiesta  che lo lascia perplesso. Non lo convince il figlio della vittima, un fannullone, un mezzo delinquente che è stato anche in carcere, ma lui non lo ritiene un assassino. E poi c’è una annotazione che lo fa riflettere, la donna aveva pubblicato un articolo che aveva fatto molto scalpore nel mondo degli studiosi e degli appassionati degli studi rinascimentali e leonardeschi.
Intanto si presenta a casa di Rocco Sebastiano, un amico d’infanzia, che non vedeva da anni, e  che si era dedicato alla caccia dell’assassino della moglie. Ma anche altri fantasmi
sorgono dal passato, amici e nemici, appunto…..vecchie conoscenze.

Rocco Schiavone è solo, molto autocritico, forse anche un  po’sfiduciato della vita, comincia a capire che anche questa durezza  che gli è propria e che gli serve da autodifesa non
basta per vivere bene, va dato spazio all’amore, al sentimento.
Gli tocca di indagare sull’omicidio di una professoressa in pensione, un’autorità nel campo degli studi leonardiani. Ma intanto lo preoccupa anche la sorte del vecchio amico
Sebastiano, che continua a dar la caccia a Enzo Baiocchi che gli ha ucciso la moglie. Schiavone in Vecchie conoscenze si conferma più ruvido e scontroso che mai, ma anche
un personaggio che colpisce sempre nei suoi comportamenti e nelle sue considerazioni.
Rocco appare solo,arrabbiato, triste, tornano più serrati i dialoghi con Marina, ma nella vita di tutti i giorni è irrimediabilmente un solitario  e la sua angoscia ci viene ben di-
pinta quando rivolgendosi alla sua scombinata squadra di lavoro “mi siete rimasti solo voi.Per quanto  sia duro e difficile ammetterlo non ho altri che voi”.

E’andato via anche Gabriele, il suo presunto figlioccio,e il dialogo fra loro si farà sempre più rado, nè decolla più di tanto il rapporto con Sandra. E così piano piano “decollano”nel romanzo gli altri, non più contorno, ma sempre più coprotagonisti. Ma questa nuova storia li porta sempre più alla ribalta e li pvecchio amicoorta a sorprendere tutti con
la piega che prende la vita dell’investigatore.
Vecchie conoscenze” vede un Manzini abilissimo e bravissimo nello sfruttare quella che ormai è più di una moda, ovvero al conferire meno risaltoalla trama più poliziesca nel racconto, qui si  è partiti dall’assassinio di una anziana professoressa, poi una serie di flash-back che si riallacciano alla vita di Rocco. Così ricompaiono Caterina la poliziotta,
Sebastiano il vecchio amico d’infanzia,il dottor Mastrodomenico, suo nemico giurato, e la vicenda cosi’ si arricchisce di tanti elementi coinvolgenti e anche…sconvolgenti.
Si ride,si piange.si lotta per vivere, e si erge  in grande evidenza la…corte di Rocco, ma come sempre c’è lui al centro di tutto, anche se appare stanco,deluso della vita,addolo-
rato, si sente tradito anche da chi dovrebbe essergli vicino.
Una storia che intriga, che presenta sempre molti conti da chiudere, c’è un delitto di stampo classico, poi un secondo delitto che porta allo scoperto più che mai la vita di Schiavone,con i suoi vecchi amici che gli fanno da scorta, ma che certamente non possono impedire la piega dolorosa che sta prendendo la sua vitaUn romanzo pieno di storie vecchie e nuove, certo fa specie la ricomparsa di tante figure del passato di Rocco, sembra di assistere a una sorta di resa dei conti con quel passato che non lo abbandona mai.Ma resta intatto l’amore dell’autore e del lettore per questo finto burbero dal cuore d’oro che mette sempre la sua intelligenza e capacità al servizio della collettività. E’un uomo pro-
fondamente umano che sente il bisogno di affetto e che avverte  sempre più il peso degli eventi.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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