Il Blog di Giuseppe Previti

” UNA SIRENA A SETTEMBRE” DI MAURIZIO DE GIOVANNI- EINAUDI- 29.07.2021

Torna Mina Settembre, questa volta coinvolta in due situazioni che appaiono chiare, ma non a lei,i conti non le tornano. Una anziana signora viene scippata, cade e finisce
in coma. Niente di nuovo per la città, ma il caso viene risolto sin troppo alla svelta, qualcosa non la convince.
E neppure la convince il secondo episodio, legato a una trasmissione-trash di gran successo. in onda su una emittente locale. Si vede un bambino che in una montagna di rifiuti contende un tozzo di pane a un cane. E così la conduttrice, la popolarissima Susy, addita alla città le sozzure, le incurie, le ingiustizie, le negligenze dei consultori sociali che non si occupano di queste cose. E allora, quasi rispondesse a un appello,il Quartiere Spagnolo per disprezzo e rabbia diserta il Consultorio di Quartiere dove lavora Mina.
Questa però non si arrende e con l’aiuto del devotissimo Mimmo, il ginecologo che lavora nello stesso ufficio, e un po’indagando e un po’ grazie all’ex-marito, l’indisponente
magistrato Claudio De Carolis, decide di interessarsi a fondo della questione. Non sarà facile venirne a capo, specie in questa Napoli, la città delle sirene, che, come si sa, incantano, ma non sempre dicono la verità.
Fortunatamente su tutti veglia la Signora, che sa tutto della vita e niente ormai puo’sorprendere, e che quindi puo’mettere ordine anche a questa vuicenda.

“Nella città della Sirena le cose non sono mai come sembrano”. Già Napoli, ancora una volta magistralmente “cantata” da MAURIZIO DE GIOVANNI,che con il suo inconfondi-
bile stile ci racconta di bellezze e di brutture, di vizi e virtù, e naturalmente Mina Settembre, la protagonista, è Napoli ella stessa. Ma in questo nuovo romanzo c’è un’altra
protagonista, “la Signora”, che introduce la storia, la commenta, la spiega, la…prevede e la racconta allo scrittore che è venuto in visita. Come interpretare i fatti, come osservare e intrattenere la gente, ma mentre parla lavora alla cucina, prepara pietanze, si occupa delle verdure, tutto con grande solennità e con grazia naturale,perché cucinare è un atto
d’amore.
Ma dice anche che apparentemente ci sono tante storie, tanti personaggi che neppure si conoscono, ma che poi via via che fatti e caratteri s’incrociano dimostrano di appartenere a un disegno unico. E gli stessi Quartieri Spagnoli sono un insieme di strade che stanno andando verso più direzioni. E allora è indispensabile conoscere gli antefatti, solo partendo dall’inizio si può capire dove si sta andando.
Qui siamo in una zona tra le più antiche di Napoli, i Quartieri Spagnoli, dove  vivono molti disperati, dove le istituzioni poco possono, ma guai a fare venire meno il rispetto e la
dirittura morale. Conosciamo Ester,una ragazza disabile dalla voce incantevole, e il fratello Marco, disposto a tutto pur di farla guarire. Intanto una donna viene  scippata e finisce in gravi condizioni all’ospedale. Poi su una televisione locale compaiono le immagini di un bambino di nove anni in mezzo a una discarica cola di rifiuti dove contende un
pezzo di pane a un cane. Susy, una giornalista assai nota, commenta duramente il fatto, promette aiuto al ragazzo e lotta al degrado che contraddistingue i Quartieri Spagnoli.
Tanti pezzi da inserire nello stesso quadro, fatti che si intrecciano, e che-come diceva la Signora-portano a unire le varie storie.
Il sostituto procuratore De Carolis, ex marito di Mina e ora compagno di Susy. indaga su quello che appare uno dei tanti scippi che infestano la città. Intanto Mina e Domenico
si vorrebbero….amare, ma lei si ritrae sempre finché- galeotto fu il caso che sconvolge il Quartiere- uniscono insieme le forze per scoprire la verità e questo li porterà a palesare il loro amore.Dopo le varie storie intense e drammatiche di Ricciardi, i Bastardi e Sara,MAURIZIO DE GIOVANNI si diverte a mostrarci una tonalità meno drammatica. Qui siamo
nel pieno della commedia napoletana, ci si diverte, si ride, si piange, ci si indigna, ma poi l’autore ci richiama all’ordine, c’è un sottofondo pieno di dolore, con un popolo ai limiti
della sopravvivenza. <Insomma non si rinuncia al pianto e al riso,ma ci sono anche i risvolti drammatici e più legati al giallo.
Ma questa è una Napoli “visitata”a tutto tondo, ricchi e poveri, furbi  e povera gente, avidi e idealisti, puri di spiriti e anime malvage.
Qui del resto tutto sembra convivere, tutto sembra mescolarsi, palazzi nobili e fetiscenti, gente per bene e delinquenti, criminali d’alto bordo e di piccolo cabotaggio, diremmo
per necessità. Contro la piccola criminalità operano i Centri sociali, tipo quello dove lavorano Mina Settembre e Mimmo Gammardella, e che improvvisamente si vedono messi
all’indice,dopo una trasmissione televisiva che documenta il progressivo degrado della città.
Mimma e Mimmo. assistente sociale e medico, si battono ogni giorno per risolvere problemi, aiutare i bisognosi, aggiustare quel che era possibile, procedere con la mente e con
il cuore.
Claudio De Carolis sembra un magistrato tutto d’un pezzo, ma non vuole che i delitti restino impuniti, vuole dare un’altra possibilità a chi è colpevole,vuole una giustizia non solo
punitiva. E’legato alle protagoniste della storia, ma alla fine ne sa uscire….a testa alta.
Susy, la giornalista che vive con l’ex-marito di Mina,,è diventata famosa per una trasmissione-spazzatura.E i massimi ascolti si raggiungeranno con un bambino affamato che contende il cibo a un cane. Susy lancia i suoi strali contro tutto e tutti, ma quando viene a sapere che è tutto un trucco per fare salire l’audience della emittente non esita a denunciare in diretta la truffa.
Molti i temi toccati in questo romanzo, dalla poca affidabilità dei media all’orgoglio di chi vuole il rispetto altrui, povero o ricco che sia, alla volontà di non arrendersi mai. Una
Mina Settembre che si sembra crescere via via che le storie acquistano più forza. Qui condivide la scena con la Signora, la “regista”più o meno occulta della vicenda, una immagine poetica ma anche molto concreta.
E la riaffermazione che i valori etici non vengono mai meno !

 

GIUSEPPE PREVITI

 


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui