Il Blog di Giuseppe Previti

” L’ORCHESTRA JAZZ SI TINGE DI GIALLO” DI DINO MASSA- NULLADIE- O2-O8-2021

Mentre si stanno esibendo al Conservatorio di Napoli i componenti della appena nata orchestra ritmico-sinfonica jazz  del Conservatoruio di Napoli viene trovato chiuso in un
pianoforte il corpo di uno studente assassinato. Conduce le indagini il commissario di polizia Augusto Morandi che si farà coadiuvare da un docente di pianoforte  jazz,AntonioSimoni. E così questa strana coppia inizia una lunga e difficile indagine che li porterà a scavare a fondo sulla vita del Conservatorio. e di chi lo frequenta, mettendo in luce una grande rissosità interna, invidie, favoritismi, amori più o meno nascosti, e naturalmente il contrasto è ancora più acuito dalle divergenze tra chi difende le tradizioni della musica classica e chi si batte per l’inserimento della musica jazz nei programmi.
E naturalmente sullo sfondo si erge Napoli con i suoi vicoli, i suoi palazzi, i suoi abitanti, le loro contraddizioni, certamente un po’ il….sale di tutta la storia.

Dino Massa è un insegnante di pianoforte jazz con al suo attivo una interessante attività concertistica e una altrettanto rilevante produzione discografica.  Con L’orchestra jazz si tinge di giallo il nostro insegnante ci presenta un  romanzo giallo che si tinge…di jazz, Un’opera interessante dove coniuga la sua grande conoscenza e la sua grande passione per la musica e il jazz in particolare con le atmosfere tipiche di una storia che attinge a piene mani dal giallo classico.
Da una parte un conservatorio importante dove si vuole aggiungere un tocco di modernità alle atmosfere “classiche” con l’inserimento del jazz ma questo non è gradito a tutti i
docenti con continui battibecchi e continue contrapposizioni nella definizione di un programma comune.
Ma l’atmosfera si surriscalda quando viene ucciso uno degli allievi, un incallito Don Giovanni.  I rapporti  tra i vari professori, già di per sé difficili per  i motivi sopradetti. si
inaspriscono ancora di più, e per le troppe individualità che occupano la scena, e anche perché ben presto le indagini finiscono per coinvolgere insegnanti e allievi.
Una nuova coppia di investigatori, un “massiccio commissario” di origini genovesi, coadiuvato da due poliziotti un po’sopra le righe e da un professore di musica jazz, un po’
Watson,un po’ Goodwin, che diventerà un po’l’anima della vicenda.
Non so di quanto ci sia di autobiografico nel personaggio creato dall’autore, anche lui professore di pianoforte jazz, ma certamente la storia scorre agile,quasi a tempo di musica, rivelando tanti retroscena della vita di queste istituzioni di antico lignaggio, ma anche confezionando una trama avvincente che tiene avvinto il lettore.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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