Il Blog di Giuseppe Previti

” LA RABBIA DEL LUPO” DI FABRIZIO SILEI- GIUNTI- 23-08-2021

Siamo a Firenze nell’anno 1937, è il compleanno di Pietro, il contadino, e il conte, conoscendo le sue passioni, gli offre per il suo compleanno una serata al Teatro Comunale.
Lo accompagneranno il suo giovane protetto, il commissario Vitaliano Draghi e la contessina Nausica. Ma i due uomini,quando escono dal teatro, la devono lasciare e recarsi
precipitosamente, pur in una serata di neve, alla Certosa del Galluzzo, dove sono stati trovati due morti,un ospite e il priore della stessa. Coincidenze sospette pensano subito
Draghi e Pietro, che come al solito lo ha accompagnato. Il primo cadavere appartiene a un ospite del monastero, che sembra aver sbattuto la testa, ma quel che è strano è che
i monaci ne ignoravano la presenza. Il priore è stato trovato morto nella sua stanza, in mano aveva due carte che potrebbero voler dire qualcosa, sulla scrivania un bicchierino
di amaro.E per di più in tasca la reclame di una nota casa di appuntamenti. Quali i legami tra questi personaggi, e cosa c’entra questo riferimento a un bordello ?
Il commissario e Pietro si recheranno dalla maitresse, ma qui esplode la rabbia di Pietro quando scopre un genitore che sta vendendo alla stessa la giovane figlia vergine in
attesa della visita a Firenze del Duce, che appunto predilige tali generi di fanciulle….
Altre morti, altri misteri e ricatti, al centro di una storia sempre intensa e interessante….

Tra Firenze e dintorni un contadino con il bernoccolo dell’investigatore e un giovane commissario…in formazione sono alle prese con un a storia piena di misteri e che li impe-
gnerà allo spasimo, anche con rischi di tipo personale, anche per il insicurezze del giovane poliziotto e per la rabbia crescente che pervade Pietro e lo rende molto agitato.
FABRIZIO SILEI,pur vivendo da vari anni nel pesciatino, è fiorentino puro sangue,, e quindi è molto indicato nel raccontarci storie e misteri di una Firenze anni Trenta, inserendo una vicenda  dai toni gialli in un periodo che cui sta portando a grandi passi verso la seconda grande guerra mondiale.
Ma il romanzo LA RABBIA DEL LUPO è anche interessante perchè tocca temi ancora oggi più che attuali, l’adozione, l’abbandono dei minori, lo status della donna, le differenze di classe, le lotte politiche. Il tutto raccontato con i toni scanzonati della commedia, pur se le atmosfere sono spesso drammaticamente feroci. Si toccano vari argomenti, alternando momenti forti ad altri più distensivi.
Commedia, dramma,storia, il tutto condito con un pizzico di “Giallo”. Qui si staglia in una veste nuova il personaggio del commissario Vitaliano Draghi, per molti uno che ha
fatto carriera spinto da forti protezioni. Ma lui, pur conscio dei suoi limiti e delle sue incertezze,e per questo si era sempre appoggiato al “Vecchio” e ai suoi suggerimenti, in
questa storia a un certo punto Pietro viene rapito da feroci assassini e quindi per Vitaliano è l’ora di dimostrare di che pasta è fatto.
Due protagonisti, una strana coppia, Draghi, figlio del fattore, giovane di belle speranze, innamorato da sempre della contessina Nausica, appoggiato dal conte proprietario della fattoria dove è nato. che lo ha fatto studiare e entrare in polizia, però affidandolo alle cure  del “Vecchio”. Ma ora il tempo passa, Pietro è in pericolo, il ragazzo deve decollare,
ogni secondo è prezioso, Pietro   che già vive male questi periodi della storia d’Italia, ora è in grave pericolo, il ragazzo deve decollare e decidere con la sua testa.
Una storia che parte da una serata all’Opera per poi passare subito ai misteri della Certosa, facendoci piombare in un’atmosfera alla Umberto Eco in IL NOME DELLA ROSA
con due investigatori all’opera, là due frati, qui un giovane commissario, che sembra far da spalla a Pietro, da cui però con il procedere dei fatti si sta via via affrancando. Due
personaggi complessi, anche Pietro qui ha le sue pene, una rabbia feroce per i tempi in cui vive lo pervade e sembra quasi ottenebrarlo.
Il romanzo è ricco di personaggi, tutti ben caratterizzati, è scritto con mano scorrevole, è ricco di riferimenti storici, non mancano momenti più comici alternati a quelli dram-
matici, insomma un affresco ben riuscito degli anni Trenta.

 

GIUSEPPE PREVITI


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