Il Blog di Giuseppe Previti

” UN REQUIEM TEDESCO” DI PHILIP KERR- FAZIEDITORE- 28.08.2021

Torna il detective Bernie Gunther nel capitolo conclusivo della triologia berlinese creata dal maestro del thriller Philip Kerr.

Siamo nell’inverno del 1947, i Russi stringono sempre più Berlino. Un colonnello russo, il misterioso ma potente Poroshin, affida a Gunther il compito di recarsi a Vienna
d0ve un ex-collega di Gunther in polizia, Emil Becker,è in prigione accusato di avere ucciso un ufficiale americano. Becker ha chiesto espressamente che sia Bernie Gunther
a indagare per trovare le prove per scagionarlo da un delitto di cui si proclama innocente.  Bernie accetta, ma troverà una Vienna ribollente e agitata ben più di quello che si
aspettasse.
Gunther non ha una buona considerazione  di Becker,  ma non lo ritiene colpevole dell’uccisione dell’ufficiale americano, pensa lo abbiano incastrato. Intanto gira in una
Vienna che pullula di soldati e polizie di più nazioni, i tedeschi non sono affatto amati dai viennesi, ma il nemico principale è considerato il comunismo. E una volta concluso il processo di Norimberga vengono così concluse delle alleanze abbastanza singolari ma cementate dal “nemico comune”, appunto il comunismo. E in nome di questi accordi si
commettono delitti e atrocità che in tempo di nazismo erano altrettanto tollerati.
Una umanità dalle tante sfaccettature circonda il nostro protagonista, molti gli ex nazisti o ricercati e riciclati e comunque disposti a tutto ,molte le belle donne altrettanto,,,,,
disponibili., pronte a mettere in vendita il proprio corpo pur di sopravvivere. E per il nostro investigatore non sarà facile districarsi tra questa umanità in cerca di soprav-
vivenza, senza tener conto della guerra latente tra le potenze occupanti, in un continuo gioco…si fa per dire…, di spionaggio e depistaggio.

Una Vienna assai ben caratterizzata è al centro del romanzo di Philipp Kerr, Un requiem tedesco, che conclude la triologia dedicata dallo scrittore irlandese a uno dei momenti >
più oscuri e convulsi dell’umanità. Un requiem per Berlino ha il pregio di farci rivivere l’odissea di un popolo, quello tedesco,  ma anche di chi lo aveva affiancato o contrastato,
con tutte le conseguenze che ne erano scaturite.
Al centro di queste vicende passate e presenti fa da collante la storia di quest0 affascinante protagonista, il duro e disincantato Bernie Gunther, che ricorda certi grandi persp-
naggi dell’hard boiled, altrettanto cinici e solitari ma anche fondamentalmente “giusti”. Ovviamente  si rivive il clima morale e storico di quel periodo.
Siamo dunque nel gelido inverno del 1947 in una Berlino praticamente assediata dai Russi nonostante la presenza delle altre potenze occupanti. Philip Kerr ,da quel grande
scrittore che è stato, ha scritto dei romanzi polizieschi di grande qualità, al servizio però sempre della Storia. Qui sul finire del ’47 ci troviamo in una Berlino dove è sempre
più latente il conflitto tra gli occupanti, la guerra tra Usa e Urss sembra vicina, con una dura contrapposizione ideologica, militare, comportamentale. Il tutto in una Berlino
freddissima e sofferente, veramente “devastata”, e al centro di un periodo in cui ci stiamo avvicinando alla “guerra fredda”.
Ancora una volta il protagonista è l’ex-commissario della Kriminalpolizie, Bernie Gunther, che lasciata la polizia e la Wermacht , ora fa l’investigatore privato, i momenti sono
quelli che sono, oltre tutto è in crisi con la moglie che lo tradisce. Gli viene offerto un incarico da un ambiguo quanto potente colonnello sovietico, ovvero indagare e scagionare
un suo ex-collega poliziotto, accusato di avere ucciso un ufficiale americano che dava la caccia ai nazisti. Gunther, pur consapevole della difficoltà dell’incarico e dei guai a cui
andrà incontro, accetta, anche per i cattivi rapporti con la moglie, e si trasferisce a Vienna dove l’imputato è detenuto.>
Qui si troverà al centro di indagini complesse, compaiono anche ex-nazisti famosi ufficialmente dati per morti ma evidentemente protetti dai Servizi dei vari Paesi che occupano la città. In più ci sono anche tante belle donne disposte a tutto pur di salvarsi e sopravvivere. Ovviamente la trama poliziesca permette di farci vivere il momento che vive la
città di Vienna, divenuta un centro di spie, che in molti casi lavorano indifferentemente per gli americani e i russi.
Un romanzo molto intenso, ben scritto, avvincente, interessante anche per la ricostruzione storica assai esauriente. Un  libro che può piacere agli amanti del genere, può essere considerato un vero e proprio classico del thriller, e va applaudita l’iniziativa della Fazi editore di riproporre Philipp Kerr. Uno scrittore  che non ha assolutamente fatto sconti alla storia del periodo nazista e di quello che è seguito, in particolare in quella Vienna impregnata di “nazismo strisciante”.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui