Il Blog di Giuseppe Previti

” E QUELLO SGUARDO BLUES….” di MARCO DI GRAZIA- AUGH EDIZIONI – O6-09-2021

MARCO DI GRAZIA torna con una serie di racconti, sei per l’esattezza, che parlano della terra del Delta, là dove è nato il Blues. Racconti che parlano di musica, di musicisti,
ma anche di gente comune, di violenza, di demoni, di leggende, di amori, di alcol, di razzismo, dell’eterno conflitto tra bianchi e neri.
Nel primo racconto LADY CANTAVA IL BLUES la giovane Lady è la protagonista che era venuta con il figlioletto a cantare il blues in un paesino delle campagne toscane;
in PREACHER JACK  un uomo attraversa varie metamorfosi, cattivo,buono, ancora cattivo, riscatta il suo passato turbolento trovando la fede e diventando predicatore, ma
poi le vicende della vita lo rendono assetato di vendetta, percorrendo chilometri su chilometri, annunciando il suo arrivo cantando una struggente canzone; poi UNA IMPERA-TRICE A NEW YORK, con la  storia della cantante Bessie Smith, una stella del blues che assume  due scalcinati detective  per proteggersi dalle minacce del Ku Klux Klan; ancora HOOKER E IL BLUES DAGLI UNDICI METRI, la storia appunto di Hooker, che dedica la sua vita al gioco del pallone, il calcio è sempre stata la sua passione, come pure il
suonare la chitarra; e poi ELEONORA LEE & THE RED DEVIL’S MOON, la storia di Martha Rae, o meglio..la leggenda; e infine SONNY DINERO, che sognava una vita migliore in un mondo sbagliato che non poteva dare che finali sbagliati.

E QUELLO SGUARDO BLUES, altri sei racconti fra la via Aurelia e il Missisipi, è il secondo libro di racconti confezionato da MARCO DI GRAZIA,, segue quindi FRA LA VIA AURELIA E IL MISSISSIPPI, pubblicato nel 2018.
Come nella precedente raccolta evidente la commistione con la collaborazione tra tre autori/amici, il che non guasta….!/ che hanno apportato contributi diversi , dalla musica
alla fotografia alla scrittura. E tutto questo porta al CROSSROADS, o meglio al BLUES.
E cos’ nasce questa forma di “recital”, così lo definisce DI GRAZIA, che ci racconta così il Blues e i suoi protagonisti. Sei i racconti che costituiscono quello che l’autore definisce MY GOD IS BLUES, in una forma narrativa che integra le varie contribuzioni, e che ha appunto il blues al centro di tutto. Va anche aggiunto che questi racconti con al centro il blues sono narrati ,ma anche supportati da musiche, disegnati, immagini. Insomma una maniera di accompagnare la scrittura, anche se non è che poi ne avesse tanto bisogno,
evocativa come era di per se stessa.
La qualità di questo libro è la capacità di raccontare, di narrare,ovviamente lo fa tramite la pagina scritta, ma sottintendo o addirittura facendoci sognare che si può raccontare anche con la musica, con la grafica, con la fotografia. Questo perché il Blues è anzitutto “narrazione” e quindi la voglia di comunicare qualcosa.
In questo libro si narra (o si”canta” se preferite) un qualcosa che è un modo di  vivere e di intendere la vita. Con il Blues si entra in uno scenario che non è altro che la vita stessa
che noi viviamo.
Sei racconti nella prima raccolta,sei nella seconda, fanno conoscere il blues. Blues che non è altro che storie di donne e di uomini, e di fatti che li concernono. Con al centro il
blues, il blues che non ha confini, è un qualcosa dove si parla di persone e di cosa accade loro, oltre che della musica.
Tutti i personaggi, una giovane con un figlio da crescere, uomini che si vogliono vendicare o che cercano un loro posto nel mondo e sempre un futuro migliore. Storie diverse
ma anche di commozione,di dolore, di voglia di vivere.
E QUELLO SGUARDO BLUES è un passo ulteriore nel cammino già intrapreso nella precedente raccolta, in questo caso MARCO DI GRAZIA ha interagito con un musicista,
MARCELLO ROSSI, creando uno spettacolo e una comunione che dura da vari anni. Rossi suona la chitarra e Di Grazia legge brani dei racconti e di storie blues.
Poi si sono aggiunti il disegnatore  CRISTIANO SOLDATICH e il fotografo ANDREA BERTI, e quindi con il disegno e la fotografia si è completata questa maniera di congiungere varie forme espressive, al centro del c.d. CROSSROADS, il BLUES.
Ci si può chiedere cosa potrebbe vedere oggi uno….Sguardo Blues, certamente non sarebbe una visione edificante tra le tante difficoltà e le tante incomprensioni del mondo di oggi.Comunque vedrebbe molto Blues…
Blues significa essere tristi, abbattuti, depressi, principalmente per la crisi dovuta all’astinenza da alcol.Il blues ha radici profonde nella storia d’America, specie tra gli afroame-
ricani, ma non solo, del resto anche in questi racconti appaiono dei protagonisti bianchi. Il blues, come il jazz, hanno una importanza notevole nella musica del XX secolo.
Blues inteso come un canto,una musica per cantare tutte le storie che ci riguardano, storie semplici e popolari, perché si rivolgono alla popolazione più infima, agli strati più
deboli. I racconti sono scritti con mano agile, un libro che ti trascina e ti emoziona, tra personaggi che a volte si conoscono, altre no. ma sempre hanno una empatia che con-
quista il lettore.
A chi piace la musica piacerà sicuramente  questa seconda raccolta di racconti di MARCO DI GRAZIA,una musica  che sgorga dall’anima e poi diventa voce, pianto,violenza,
furia, a testimonianza che la vita è sesso,vizio,verità, malvagità. Ecco tutto questo lo potrete trovare in sei…. Sguardi in Blues.

 

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui