Il Blog di Giuseppe Previti

” LA STAGIONE DEI RAGNI” di BARBARA BARALDI -GIUNTI- 12.10.2021

In una notte d’estate del 1988, un fenomeno insolito viene vissuto da una ragazzo che passando in bicicletta sul ponte Vittorio Emanuele I° di  Torino vede che è completamente invaso da colonie di ragni con ragnatele che portano verso il Santuario della Grande Madre. Un evento prodigioso, che lui provetto fotografo immortalò con la propria macchina
fotografica.
Nel frattempo il magistrato Francesco Scalviati, sostituto procuratore a Torino, si è recato sul luogo di un efferato delitto avvenuto nei pressi di Pian del Lot, dove una coppia
è stata brutalmente uccisa in un luogo solitario. Siamo al terzo feroce omicidio effettuato con la stessa tecnica, abbattimento a pistolettate dei due. in più alla donna veniva aspor-
tata la milza. Un caso che diverrà assai eclatante, si scoprirà anche che sull’auto c’era il figlioletto della donna che è stato risparmiato e troverò soccorso in una casa vicina.
Per Scalviati una notte pesante, e dire che doveva trovare a casa, perché sua moglie Greta sta per avere una bambina. Tra i presenti sul luogo del delitto, Leda, una abile giornalista investigativa, reduce da una brutta esperienza in Libano, a cui Scalviati chiede di non esporsi personalmente in una indagine che potrebbe rivelarsi molto pericolosa
vista la determinatezza del serial Killer.
Ma intanto….piomba nella vicenda un agente FBI, Isaak Stoner, che è venuto in Italia richiamato dalle analogie tra i delitti di Torino e una serie di omicidi insoluti avvenuti qualche anno prima negli Stati Uniti.  Scalviati sembra restio a collaborare con l’americano, non se ne fida, non capisce  a che titolo sia li, ma resta però colpito da certi mezzi investigativi usati oltre Oceano, come i profiling, la teoria degli omicidi seriali, e quindi decide di dargli fiducia e farlo collaborare alle indagini.
TRa i mugugni della moglie che non lo vede mai, tanto da non riuscire a dare un nome di reciproco gradimento alla futura nascitura, e una serie di piste da seguire, con personaggi che entrano e escono dalla scena, il nostro magistrato, in una scia di sangue sempre più accentuata, resta sempre fedele alla sua idea di giustizia che deve essere uguale per tutti, e così va avanti nella indagine per catturare il mostro….

Barbara Baraldi ci trasporta con La stagione dei ragni in una Torino sempre più misteriosa ed esoterica con un coacervo di paure e ossessioni.
E già dall’inizio del romanzo si avverte un’atmosfera sconcertante. >Un ragazzo in una sera di fine estate percorre con la sua bici uno dei ponti della città e lo vede interamente coperto da ragni grossi come un pugno. Lui è sicuro che il giorno prima non ci fossero, pensa a un miraggio, ma è tutto vero, tanto che immortalerà con la sua macchina fotogra-
fica questo prodigio della natura.”Prodigio” dal latino “Monstrum”, ed ecco che si entra nelle pieghe di un romanzo dove si parla di una Torino dove un “Mostro” sta seminando il terrore. E la visione di questo ponte pieno di ragni non può che richiamare paura, sconcerto ,cattivi presagi. Ci troviamo nel 1988, a quell’epoca qui da noi la parola “serial killer” non è conosciuta, ci vorrà l’invio di un dirigente della questura torinese nella sede dell’FBI per apprendere  di queste nuove tecniche della criminologia.In Italia queste hanno ancora da venire, e proprio in questo romanzo c’è l’abbozzo delle nuove teorie di indagine che già in America fanno parlare di serial killer, di criminal profiling, del resto nel 1989 una coppia di analisti dell’FBI vennero chiamati in Italia per tracciare un profilo del Mostro di Firenze.
Ma   stiamo anche entrando in un’epoca famosa, gli anni Ottanta,, quando gli Afterhours cantavano “Non si esce vivi dagli anni ottanta”. Un’epoca certo di progresso ma anche di fasi oscure, di paure,  sono gli anni del “Mostro di Firenze”, del proliferare delle droghe, dell’Aids, della nube tossica, delle stragi di mafia, degli attentati terroristici.
E questa inquietitudine non può che albergare nella più misteriosa ed esoterica delle città, Torino. Una città ricca di fascino e di storie, belle,brutte, misteriose,affascinanti,osses-
sionanti e chi ne ha più ne metta. Con La stagione dei ragni entriamo in una sorta di viaggio in una Italia dalle tante sfaccettature, dove tante implicazioni susseguenti al boom
economico e demografico, ma anche dai sinistri campanelli d’allarme come la strage del cinema Statuto, che pure entrerà in questa storia. E poi la musica, con I Durann Duran,
i Simple Minds, Vasco Rossi, una colonna sonora che farà parte anch’essa della nostra storia, dove locali,musicisti, atmosfere soffuse giocano un ruolo essenziale.
Nasce la figura di un nuovo protagonista, un magistrato, del resto il libro vuole anche essere un omaggio oltre che ai suoi celebri colleghi “reali”, anche la ruolo cruciale che svolgono i magistrati nelle indagini coordinandole, e cercando sempre la verità.
Francesco Scalviati, il nostro personaggio principale,prende corpo via via che scorriamo le pagine del libro, è un uomo refrattario a manifestare le proprie emozioni, nella vita basta vedere il rapporto con la moglie Greta che sta per partorire, ma lui è alle prese con la caccia a un pericoloso assassino, e il suo senso della funzione del magistrato lo porta a
non lasciare il campo, gli sarebbe facile visto l’umore che circola in Procura sul suo operato, ma lui non deflette dal suo concetto di “servitore della giustizia”, anche se poi si precipiterà in ospedale per prendere in braccio quell’esserino che diverrà…Aurora Scalviati, altra figura mitica creata da Barbara Baraldi.
Scalviati non è un eroe, ma ha una grande umanità e non si tira mai indietro, nemmeno di fronte ai pericoli di uno scontro che a un certo punto lo vede dover affrontare in prima
persona un pericoloso assassino.
C’è poi Leda che si impone nella variegata massa dei tanti personaggi. Leda De Almeida, una giornalista ancora attaccata al mestiere,un omaggio alle tante eroine della carta§
stampata.
Varia la squadra dei comprimari: il blocco dei poliziotti, con il commissario Costanza,il sovrintendente Loiacono, l’agente Fornasier; Greta,la moglie, attrice e futura madre, un po’egoista nei confronti del marito; l’agente speciale Stoner(che ci ricorda i tanti “agenti speciali”televisivi); le figure dei cattivi. In conclusione un folto stuolo che cerca di con-
quistarsi un proprio spazio e un proprio ruolo.
Un miscuglio di storie e di personaggi, ben strutturato e ben raccontato da quell’eccellente protagonista del Giallo italiano che è Barbara Baraldi.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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