Il Blog di Giuseppe Previti

“LA LUNGA NOTTE” di LEONARDO GORI – TEA 25.10.2021

6 Settembre 1943, Roma sta vivendo giornate terribili e decisive dopo il tremendo bombardamento del luglio precedente. La città vive in un clima e di precarietà, coprifuoco,
incursioni aeree, allarmi continui, con la popolazione sempre più sfiduciata che si precipita nei rifugi. Il capitano Bruno Arcieri è ancora in forza al Sim pur se non c’è più il suo
mitico Comandante, suo grande mentore e protettore. Ma i nuovi vertici sanno bene chi è e gli affidano una missione segreta assai importante, da essa potrebbero dipendere le
sorti della capitale, ma anche dell’Italia tutta. Solo un accordo con gli americani, che nel frattempo sono sbarcati già al sud, potrebbe evitare con un intervento diretto quella che
prevedibilmente sarà la dura risposta dei tedeschi all’annuncio dell’armistizio con gli  anglo-americani che Badoglio sta per firmare.
Arcieri viene incaricato di attivare e curare il contatto con i due importanti emissari dell’esercito americano che stanno arrivando a Roma per concordare una iniziativa comune  tra gli Alleati e il nuovo governo italiano.
Ma Arcieri attraversa anche un difficile momento personale. La sua fidanzata ,Elena Contini,che praticamente vive da reclusa nell’appartamento del capitano a Roma, considerate le leggi contro gli ebrei in vigore in Italia, viene coinvolta in una brutta storia. Un uomo che lei conosce, come del resto lo stesso Arcieri, viene ucciso sulle scale di casa loro e i sospetti si addensano sulla giovane, con Arcieri impegnatissimo a tenerla fuori dalle indagini,

LEONARDO GORI è l’autore della serie imperniata su Bruno Arcieri, che lo ha visto partire da capitano arrivare a colonnello, e vivere moltissime avventure,dagli anni Trenta,
quando era un semplice capitano, per poi passare ai Servizi, vivendo così sulla sua pelle tanti degli eventi avvenuti in Italia tra gli anni trenta e settanta, il tutto raccontato in
una serie di otto romanzi.
GORI con LA LUNGA NOTTE tesse la cronaca di tre giorni concitati per le sorti del nostro Paese sull’orlo del precipizio dopo che Badoglio ha assunto, su incarico del re,la guida della Nazione, dopo l’arresto di Mussolini. Sono giornate che cambieranno per sempre il destino del Paese, con troppi protagonisti più attenti alle sorti personali che non a quelle
dell’Italia.
Ovviamente in un libro che mescola realtà e fiction, al centro della vicenda non meno importanti risultano le vicende  di Bruno Arcieri e Elena Contini, al centro da sempre di queste storie. Tra i tanti capitoli della vita e delle imprese di Bruno Arcieri, in questo romanzo capitano dei carabinieri in forma al SIM, forse lo si può considerare il più storico
dei tanti scritti da Gori, che ha sempre fotografato, miscelando fatti veri e fatti dei suoi protagonisti, ma del resto questa può essere considerata la formula giusta per raccontare la verità e non fare un’arida cronaca storica.
Qui il tema che si affronta è quello del comportamento del re, dei governanti e dei militari in quelle giornate del settembre del 1943, quando arrestato Mussolini, insediato Badoglio,mentre ci si avvicina alla giornata dell’8 settembre, quella in cui verrà firmato l’armistizio,non viene emessa nessuna direttiva considerata affidabile dagli organi di governo e dal re, che si preoccuperanno solo di fuggire da Roma per rifugiarsi a Brindisi. L’Italia viene praticamente abbandonata a se stessa, in mano ai tedeschi al Nord e con
gli americani sbarcati a luglio in Sicilia, ma molto lenti nel risalire la penisola.
In effetti il governo aveva perso tempo prezioso, non riuscendo ne a far salire con maggior sollecitudine gli americani dal profondo sud, ne a contrastare con efficacia i tedeschi che occupavano i punti nevralgici del Paese.
Se questa fu l’amara verità, LEONARDO GORI tramite il suo Arcieri  ci fa rivivere queste oscure giornate, con Arcieri in una posizione privilegiata per raccontare il tutto. Era lui
infatti l’ufficiale incaricato di tenere i contatti con gli emissari americani, due alti ufficiali venuti a Roma in gran segreto per fissare i punti base di un possibile sbarco Alleato alle
porte di Roma, già concordato con le autorità militari italiane- Ma il nostro è un paese raramente affidabile, e se ne accorgeranno appunto i due ufficiali di di quanto valga da noi la parola data.In mezzo a tutto questo un allibito Arcieri che assiste ai voltafaccia degli  Alti Comandi, oltre che a vedersi coinvolto in una lotta intestina tra i vari…grandi papaveri, che passa avanti a tutte le sofferenze della popolazione. E tra gli alti gradi del Sim del passato e del presente, Arcieri finirà per sentirsi ” usato” anche dal suo ex-superiore, a cui lui certo deve tutto, ma non fino ad accettare qualsiasi cosa.
Ed infatti con Arcieri abbiamo ritrovato  in un ruolo da protagonista Elena Contini. ruolo che sembra però voler annunciare un cambiamento del personaggio ( del resto lo vedremo nelle prossime avventure….)da bella donna innamorata a donna sempre più consapevole del proprio ruolo e del proprio destino. GORI si conferma così un narratore completo, riuscendo a procurare interesse ed emozione, in questo excursus in una fase assai delicata del Paese.
L’abilità dello scrittore sta anche nel non cadere nel melodrammatico, lui riesce a creare un clima da tragedia, ma non venendo mai meno alla sobrietà del racconto, in un’Italia che sta per crollare, un Arcieri che sta perdendo la donna della sua vita, ma non per questo rinuncia a lottare. Lui è un uomo leale, ha in suoi valori a cui non verrà mai meno.E
da uomo “vero”qual’è aiuterà Elena anche quando capisce che la sta perdendo, e nel gran guazzabuglio di questa Roma sempre più stravolta, anche oltre le sue colpe,, lui comincia a capire da che parte deve stare.
E’ in un coacervo di gente che pensa solo a se stessa o si precipita ad abbuffarsi negli agghindati palazzi del potere mentre la gente fuori muore di fame. Arcieri sa cosa rispondere al supponente generale Taylor a cui non vuole, o meglio, non può perdonare quei bombardamenti a tappeto che sterminano la popolazione nei dintorni della capitale., e arriva a
affrontarlo di persona quasi mettendogli le mani addosso, e il generale capirà e così tra tutte le persone che ha incontrato in quei pochi giorni a Roma dirà che il “vero” uomo è lui “Bruno Arcieri”.
Ed è bello anche che , nonostante queste visioni ben diverse della vita, la comune passione di jazzisti non verrà meno….., sono del resto questi i particolari che rendono”vero” un libro.
Un libro dove si conferma che ormai esiste un genere unico di romanzi, non ha più senso parlare di “genere” o di “narrativa”, semplicemente si devono avere delle storie da
raccontare,
Infine, in appendice un racconto che conferma il legame “storico” tra Arcieri e il commissario Bordelli.
Infine vogliamo con commozione ricordare che Leonardo Gori ha dedicato questo romanzo a Stefano De Marino, un amico scrittore che ci ha lasciati troppo presto.

 

GIUSEPPE PREVITI


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