Il Blog di Giuseppe Previti

” C’E’ UN CADAVERE AL BIOPARCO” DI WALTER VELTRONI 01-11-2021

Il commissario Buonvino ha passato una giornata tranquilla al commissariato, e così puo’godersi  l’amore della sua Veronica, ma la tregua è di breve durata.
Viene trovato nel rettilario del Bioparco, l’ex-zoo della capitale, il cadavere di un uomo, di cui l’anaconda ha divorato la testa. Per Buonvino e i suoi uomini§
una brutta gatta da pelare ! Oltre tutto il commissario è anche un “erpetofobico” per cui  si sente subito nel luogo sbagliato.
Comunque fa buon viso a cattiva sorte,e  comincia a porsi una serie di domande, allertando i suoi uomini. Perché un uomo era finito nella tana dell’anaconda ?
E com’era finita la testa del disgraziato nel corpo della bestia ? E così lui e in suoi uomini, una squadra un pò scombinata ma piena di buona volontà, si buttano
sulle indagini.

Torna il commissario Buonvino, il simpatico commissario creato da Walter Veltroni, già apparso in Assassinio a Villa Borghese Il caso del bambino
scomparso. 
Questa volta il commissario si trova al Bioparco, un tempo giardino zoologico della città. E’ stato trovato il corpo di un uomo senza testa nel
rettilario, la testa è finita nella pancia di un gigantesco rettile, un’anaconda, che poi l’ha risputata. Ma chi è la vittima ? Come è finito lì ? E chi l’ha ucciso?
Perchè è chiaro che si tratta di un delitto.
Veltroni, già sindaco di Roma, già ministro per i beni culturali,  già fondatore e segretario del partito democratico, giornalista ,scrittore, regista ,adesso giallista. Torna in libreria con C’è un cadavere al Bioparco . Eccoci appunto al commissario Buonvino, che superato lo choc del luogo, lui è un erpetofobico
e ha un vero terrore per i rettili. si aggira  per i viali, fa delle foto, prende appunti, rovista tra i cespugli. E del resto sta facendo tutto quanto necessario per in-
quadrare questo delitto tanto feroce e tentare di risolverlo.
Certo Veltroni ne ha di fantasia per costruire questo romanzo,perché va bene che un poliziotto deve essere pronto a tutto, ma trovarsi davanti a un cadavere nudo e senza testa nella  teca di un’anaconda verde è ipotesi certo suggestiva, ma anche improbabile in generale, e qui non solo succede ma succede a uno che
odia i rettili…
Ma tant’è, Buonvino dal poliziotto coscienzioso che è si mette all’opera, cercando di scacciare quel ricordo di lui bambino, quando un suo compagno gli gettòaddosso un serpente di gomma, impaurendolo a morte e lasciandogli un disgusto perenne verso i rettili.Altri i tempi dello zoo di Roma, anni’50 e ’60,, meta di famiglie intere che portavano i figli a vedere gli animali nelle gabbie. Da allora le cose sono cambiate, spazi più larghi per gli animali, più personale a
accudirli, ma l’intento dell’autore non è certo quello di aprire un dibattito (pur se qualche frecciata alla dirigenza del bioparco non manca….), lui racconta una>
storia dove l’importante è risolvere il mistero di questa morte.
L’assassino non ha lasciato impronte, sembra uno che sa bene come muoversi, sa dove sono le chiavi per  accedere al rettilario, sa sfuggire alle telecamere di
sorveglianza, insomma è evidentemente uno di dentro !
E così verranno via via alla ribalta c0loro che lavorano nella struttura. La bella responsabile del parco, sembra una donna perfetta, ma ha un segreto, ha saputo solo in età adulta che il padre era morto in manicomio, la madre non glielo aveva mai voluto dire. Poi la responsabile della comunicazione, la cui unica preoccu-
pazione sembra il discredito che può venire al Bioparco da quello che lei semplicemente considera un “fatto increscioso”. Stranamente entrambe le donne non hanno un alibi Poi c’è un veterinario sino troppo “preparato” alle domande, un gruppo di custodi dai vari problemi personali e caratteriali, e poi la  difficoltà
nell’identificare la vittima. Oltretutto non si è certo decapitato da solo….
Ma Buonvino e il suo gruppo sono ormai una squadra  magari non un esempio di presenza  e di comportamento, oltre tutto erano stati irrisi dai colleghi che non vedevano quali indagini si potessero fare in un parco per bambini, Ma visto che i delitti si susseguono Buonvino e in suoi hanno tutto il modo di far vedere
di che panni si vestono. Intanto va avanti la liasion tra il commissario e la bella poliziotta tra il tifo da…stadio dei colleghi del commissariato. Insomma Veltro-
ni 
non ci fa mancare nulla, con la città e in suoi luoghi storici, con l’ironia tipica della stessa Roma, e necessariamente con la costruzione dei personaggi e delle§
loro vicende.
Non mancano certo le sorprese, a cominciare da questa anaconda, un serpente di notevoli dimensioni, puo’ esere lungo anche cinque metri,e quindi può benissimo divorare un uomo Una stranezza del delitto del Bioparco è come la testa di quel corpo sia stata spinta,quasi a forza, nel corpo dell’animalone che
però l’ha rigettata.
Quindi un delitto a cui appunto l’anaconda  ha assistito, e in un certo senso non lo ha ….gradito  risputando fuori la testa stessa, il che potrebbe anche aiutare
il commissario nella sua ricerca della vittima.
Buonvino e i suoi uomini lavorano di lena, tutti vogliono finire prima dell’appuntamento delle nozze tra Buonvino e Veronica,otmai fissate da tempo.
Come è ormai di moda in molti gialli del momento, un ampio spazio alla squadra, abbastanza mal…composita, dall’anziano Portanova sempre più a disagio con la vista al narcolettico Gozzi che gli da da angelo custode, sino all’ agente Cavallito che vuol fare carriera. Se oggi questi “gruppi” vanno di moda, ricordiamo che li ha inventati un certo McBain tanti e tanti decenni fa. Si può iscrivere quindi a questo “Club” quindi a buon diritto anche Veltroni, che dimostra una certa ironia e una buona mano nel costruire trame e personaggi,il che non guasta.
Roma non la puoi certo relegare a comparsa, una Roma con la sua storia, la sua vitalità, la sua voglia di migliorarsi, cosa che almeno viene ripetuta spesso nelle
cronache, anche se sempre riferendosi alle stesse non sembra facile. E’ bella però la storia di uno zoo non più luogo di sfruttamento degli animali.
Una Roma che Veltroni ci racconta con amore e passione, tre sono ormai gli appuntamenti con Buonvino e i suoi colleghi del commissariato e si può dire che
l’autore si conferma un buon confezionatore di gialli, ad esempio è da citare la ricostruzione del delitto con tutti i sospettati davanti al commissario, fa tanto
Agatha Christie, e fa tanto un buon Finale.

 

GIUSEPPE PREVITI

 


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