Il Blog di Giuseppe Previti

” L’UOMO DEL BOSCO” DI MIRKO ZILAHI- LONGANESI- 28.11.2021

Il professore John Glynn è uno scienziato di fama mondiale che sta lavorando su una sonda geofonica che, captando la voce del nostro pianeta, potrebbe prevedere, con grande anticipo,qualsiasi tipo di terremoto. Glynn, nel mentre sta presentando la  sua invenzione alla stampa,è ormai all’apice della sua
carriera. Carriera che è iniziata circa trent’anni prima, il 19 aprile del 199o, quando suo padre Liam, considerato il grande eretico della scienza geologica
di quei tempi, era scomparso nell’esplosione di una miniera in Belgio. insieme alla sua squadra di estrattori,
Sono passati ormai trenta anni ma John è sempre rimasto legato alla memoria di quel periodo, pur non ricordando niente. Ma quando con la famiglia si
trasferisce a Civita Bagnoregia qualcosa di nuovo  avviene.
Una serie di eventi straordinari si susseguono, dalla scomparsa di una sonda nei boschi circostanti alla comparsa di un poliziotto che ha uno strumento che era
di suo padre, sino  alla riapparizione nella sua vita dei vecchi compagni di scuola. Infine  una voce che notte dopo notte lo fa precipitare in un’atmosfera da incubo.
E’ come se tutta la sua vita passata ricomparisse, e così lui si ritrova a fare i conti con un passato che riaffiora, e che sembra celare segreti spaventosi….

L’UOMO DEL BOSCO di MARCO ZILAKI ha confermato, ove ce ne fosse stato bisogno, la fama e la bravura di questo scrittore. Qui ci presenta una storia complicata per le tante questioni che pone al lettore, una storia tutta ambientata in piani diversi e in ambienti diversi,  il tutto anche molto innovativo, e lo
fa con successo di giudizi e di aspettative.
Una storia scritta con stile a facilità di espressione, che va oltre gli argomenti stessi, non tutti  “facili” da affrontare. Ne scaturisce una lettura appassionante,
una scrittura densa , che ti porta ad andare avanti con grande curiosità e partecipazione.
Oltre tutto in questo romanzo ZILAKI ha abbandonato il commissario Mancini e la sua triologia, affrontando un argomento completamente diverso,e anche
questo, in un’epoca di…super-seralità, è segno di curiosità e di voglia di affrontare temi diversi.  Qui l’autore ci parla di geologia, di scienza , di psiche umana,
di applicazione della legge, e per fare questo vi è un continuo passare dal presente al passato. I protagonisti infatti si conoscono da bambini, da quando vivevano in una città fantasma, creata per necessità industriali e di ricerche geologiche e minerarie e poi scomparsa dopo qualche anno e di cui restano
solo dei ruderi. IL riferimento è quindi a una immaginaria località sorta dal nulla per ospitare i lavoratori e le loro famiglie, ma il riferimento più evidente
e’ a una città reale, Civita Bagnoregia, la città che muore.
Ma la nostra storia non si fa mancare  nessun elemento del thriller classico, qui si incrociano varie vite, varie storie, vari personaggi, ovviamente c’è anche
un poliziotto, tanto per….cambiare un commissario della polizia penitenziaria che vuole fare luce sulla figura di un ergastolano morto in  carcere, dove era
perché accusato di aver ucciso un minore, ma lui lo ha sempre ritenuto innocente.
Una storia piena di colpi di scena, sempre ambientata in un’atmosfera scura, cupa,imprevedibile,ma anche affascinante, ma del resto sono le contraddizioni
della natura umana.
Un romanzo che esce sicuramente dalla consueta narrativa, anche e non solo di genere, qui ci sono veramente delle varianti nello stile narrativo, nella descri-
zione dei personaggi, nella impostazione della scrittura. E anche gli argomenti sono molto diversi dalle trame classiche, figurarsi che si vorrebbe scoprire la voce della terra scavando al suo interno.
Personaggio principale questo professore John Glynn, astro sorgente nel mondo scientifico, ma poi sempre più preda di ombre e di fantasmi del passato, si
da portare in piena luce il personaggio della moglie, che tenta di fargli vincere questa paura di vivere sempre più accentuata.Noi lo coniosciamo quando tutti
lo stanno festeggiando per la scoperta di una sonda che sa interpretare le voci del nostro pianeta, ma poi  il passato si ripresenta prepotentemente sotto
forma di voci, di messaggi, di segnali e addirittura sotto la forma di presenze umane (i suoi vecchi compagni di  fanciullezza). E effettivamente ci troviamo
difronte a un romanzo corale dove scienza, thriller, amore, fantasia si mischiano e si combinano continuamente.
Un romanzo che stupisce e uno scrittore che non finisce di stupire….

 

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 

 

 


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