Il Blog di Giuseppe Previti

“LA MALEDIZIONE DEL NOME” di ELENA TORRE- CASTELVECCHI – 01-12-2021

Molti i personaggi che animano il racconto, da Derek Rein, che sta per intraprendere un lungo e decisivo viaggio, a Eleonor Glenn che si consuma nell’attesa.
Intanto a Roma un uomo penzola in un parco, rappresentando l’Appeso dei Tarocchi, mentre il commissario Biagini sta dando l’ultimo addio a un carissimo
amico e collega, per poi riprendere la caccia agli assassini.
Il tutto all’interno di una guerra che si perde nella notte dei secoli e che sta per toccare il suo epicentro a Roma, dove stanno convergendo tutti i protagonisti.
Una guerra in cui simboli, enigmi, giochi di potere animano la scena.
La triologia iniziata con “Il segreto dei custodi della fede” e “Il mistero delle antiche rotte” sta per concludersi in un finale ad alta tensione, con nuovi segreti
sempre più inquietanti.

Dopo Il segreto dei custodi della fedeche vedeva un omicidio rituale sul sagrato di una chiesa di Lucca, e Il mistero delle antiche rotte, che partendo da Pisa ci portava in Egitto, ne La maledizione del nome Elena Torre, partendo da Viareggio, ci porta a Roma sulla scia dell’eterna lotta tra il bene e il
male.
Come nei precedenti romanzi troviamo il commissario Biagini che è come sempre il protagonista della parte più propriamente gialla della storia, ma troviamo
anche una parte più misteriosa, più esoterica, più affascinante perché ci mostra il sacro e il profano con tutta una serie di eventi tra il vero e il falso, tra l’immaginato e lo storico, tra la fiction e la realtà romanzata.Il tutto all’insegna della lotta tra il bene e il male, ma con confini ben delimitati. In conclusione
un thriller esoterico a sfondo storico dove passato e presente si intersecano, con la determinazione di arrivare a mettere dei punti fermi per il futuro, costi quel
che costi. Singolare che tutto avvenga all’interno di una faida familiare tra Erik Rein e i suoi figli, con enigmi e misteri, con passioni sconvolgenti, con tradimenti e cospirazioni, con segreti e scontri all’ultimo sangue,. Tutto questo nel romanzo di Elena Torre,La maledizione del nome, che racconta tutto
questo con un ritmo e uno scandire dei tempi
Un libro ricco di azione ma anche di simboli che però oggi  si faticano a leggere e interpretare, quasi avessimo perduto il senso dell’interpretazione.
Elena Torre si conferma scrittrice dalle molte personalità narrative, sì che può  muoversi a pieno agio tra il romanzo d’avventure, quello storico, quello giallo, quello fantastico, e infatti un po’di tutto questo lo troviamo ne “La maledizione del nome”, romanzo in cui si vedono cooptati vari stili e vari generi.
Un grande rilievo lo svolgono i personaggi femminili, descritti in una gramma di sensazioni e di arrangiamenti, ora forti, ora fragili, ora di difficile identifica-
zione nella complessità dei sentimenti espressi, ma del resto è tipico della vita di ognuno di noi assumere più espressioni, e quindi non vi è nessuna forzatura
nei personaggi creati dalla Torre.

 

GIUSEPPE PREVITI


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