Il Blog di Giuseppe Previti

” IL SUPPLENTE” DI LAURA VIGNALI- EFFIGI- O8-12-2021

La fine improvvisa di un noto professore e critico letterario fiorentino, Attilio Ciampi, costringe il suo giovane assistente Marco Tullio Battaglini a ricostruir-
ne la vita con una indagine che abbraccia anche il passato del  suo maestro, sino a scoprire imbarazzanti segreti sulla sua v ita.
La storia parte dalla improvvisa comparsa alla conferenza tenuta dal Ciampi di  tre strane e mature figure femminili, che saranno al centro della vicenda,
perché sul filo delle loro memorie, quando frequentavano l’ultimo anno del liceo classico a Firenze ed ebbero come professore “supplente” proprio il Ciampi.
Isa, Toni e Tilde riappaiono dal passato proprio alla serata “fatale” per il luminare, e poi dai loro ricordi, parlandone tra loro e con il Battaglini, riemergerà uno
spaccato della vita degli anni Settanta, attraverso i…pruriti adolescenziali di tre ragazze alle presenze con un affascinante e disinibito supplente.
Al nostro assistente il compito di trovare il bandolo della matassa circa i rapporti attuali tra le tre donne, ma anche scoprire cosa le aveva legate ai tempi della
scuola e cosa le aveva legate al Ciampi.
IL tutto con la regia e l’apporto determinante della vitalissima Rosy, affascinante pittrice, esperta di gialli e di cucina alternativa, che ha preso sotto tutela  Marco Tullio per farne uno scrittore di gialli di successo.

Laura Vignali scrive ormai da tanti anni, il suo primo romanzo giallo risale addirittura al lontano 2007 e  lei, più o meno puntualmente, quasi ogni anno è in
libreria con una serie di libri gialli, che le hanno attribuito un posto di rilievo nella geografia del giallo all’italiana.
Si può dire che dai tempi del liceo,  tra l’altro grande co-protagonista del suo ultimo romanzo, Il supplente, Laura Vignali ha sempre sentito il bisogno di esprimersi con la  scrittura, anzi lei ha sempre detto che considera lo scrivere storie una sorta di terapia personale. Una voglia di scrivere  realizzata per lo più  ricorrendo alla  struttura del genere giallo, inteso come mistero, enigma, giallo all’italiana, gusto dell’indagine, ma non venendo mai meno alla  necessità di di-
vertire, di ironizzare, di far si che il lettore possa combinare la…paura, l’horror,  con l’ironia,con  l’humour, tanto che per anni Laura è stata considerata una delle più promettenti esponenti del “giallo-comico”Tutti elementi che poi troviamo sempre, in maniera più o meno accentuata, nei suoi romanzi. D’altra parte
Laura Vignali racconta sempre delle storie prendendo dalla vita, dal vissuto proprio e di altri, quel che poi  ci narra,e quindi storie buone e cattive,  storie
allegre e drammatiche, insomma storie attinenti o ispirate alla realtà, perchè del resto questa è la vita.
Ne Il supplente si compie una sorta di viaggio a ritroso nel tempo, iniziando da una classe liceale che si sta avviando all’esame di maturità, con tre studentesse
su cui inciderà per tutta la vita l’arrivo in classe del nuovo supplente di italiano e latino. Ora se è chiaro che l’autrice possa  aver pescato dalle proprie esperienze di studentessa prima e di professoressa poi emerge la capacità di “pescare” dal mondo esterno, dalle letture, dalle situazioni, dai personaggi di tutti i giorni quello che da la vita ai personaggi del romanzo, con la capacità di conferire loro una propria anima, una propria personalità, sì da divenire delle….persone reali.
Qui il personaggio principale è un critico letterario ed ex professore liceale, molto presuntuoso e pieno di sè, che muore improvvisamente durante un incontro
pubblico. Gli fanno da controcanto tre mature signore presenti alla serata a lui fatale, e anche il suo giovane assistente, che un po’ per curiosità e un po’ per riconoscenza(gli ha lasciato in eredità un palazzo)prova a ricostruirne la vita, cercando anche di scoprire il perché della presenza delle tre donne alla serata.
Ne uscirà una indagine assai complicata anche perché altrettanto complicata è stata la vita del Ciampi,almeno quella giovanile,, se ne scoprirà la componente
narcisistica, la fama di sciupafemmine, ma anche la grande cattiveria.
Altrettanti curati i caratteri delle tre allieve, Isa Tilde e Toni, che , come del resto Marco Tullio, si esprimono in prima persona,. narrando via le loro sensazioni,
le loro impressioni, ma anche raccontando via via quel che avviene. Una struttura narrativa complessa ma anche molto efficace.
Una storia quindi tra il faceto e il serio, un giallo con al centro tre donne, viste alternativamente come mature signore o come studentesse attratte più dal-
l’…uomo che dal professore, e in aggiunta una quarta donna, Rosy,una singolare pittrice-investigatrice.
Poi un giovanotto un po’imbranato, il tutto in funzione di un maturo signore, tutt’altro che buono !
Laura Vignali ha la grande abilità di portare avanti la storia con un ritmo narrativo sempre intenso sino al finale,l’interesse non viene mai meno, cioè
ci troviamo di fronte a una storia che si conclude non per esaurimento, ma perché l’autore ha saputo coinvolgere il lettore sino alle ultime righe,e anche
questo è un merito, nel…piattume seriale dei nostri autori.

GIUSEPPE PREVITI

 


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