Il Blog di Giuseppe Previti

” LA CASA SENZA RICORDI” DI DONATO CARRISI-LONGANESI

Un bambino viene ritrovato abbandonato e senza memoria in un bosco, della madre che doveva essere con lui nessuna traccia. Il suo nome è Nico, ha dodici
anni, è ben nutrito e ben vestito, sicuramente qualcuno si è preso cura di lui. Però non parla, pur se sembra tranquillo, anche se a volte appare assente.
Viene affidato all’addormentatore di bambini Pietro Gerber, il miglior ipnotista di Firenze, tra l’altro figlio d’arte. Questi comincia a esplorare nella mente del
ragazzo, per capire quale sia la sua storia, e così piano piano Nico comincia a raccontare qualcosa. Gerber comprende di aver aperto la porta di una stanza dimenticata, ma deve compiere una  corsa contro il tempo per salvare Njco, oltretutto c’è chi trama contro di loro, disseminando false piste e false illusioni.
Quel che è singolare è che la voce sotto ipnosi è quella del bambino, ma la storia che racconta non è certamente la sua.

Donato Carrisi prova a farci paura usando un ritmo narrativo che cela paure, demoni. cattivi ricordi che, una  volta palesatisi possono sconvolgere il nostro
intelletto e il nostro futuro. In La case senza ricordi ci troviamo difronte a un ragazzo di 12 anni, Nico, ritrovato in un bosco, dopo che mesi prima erano scom-
parsi lui e la madre.
Ma come lui altri bambini compaiono in questa storia, del resto non per nulla il protagonista è il famoso “addormentatore di bambini” Pietro Gerber,il miglior
ipnotista di Firenze, che già abbiamo conosciuto ne “La casa delle voci”.
La storia inizia in una notte assai fredda in un bosco della Valle dell’Inferno, in Toscana, dove viene ritrovato un ragazzino dagli occhi “vacui” e che non proferisce parola. Si scoprirà che lui e la madre erano scomparsi qualche tempo e non se ne era più saputo niente.
Il ragazzino sembra assente, comunque mangia,si gratta la schiena, ma nulla di più. Entra allora in scena, su indicazione del giudice, Pietro Gerber,il miglior
iptonista di Firenze, che dovrà cercare di fargli recuperare la memoria, per sapere cosa è successo.
Gerber cerca di conquistare l’interesse del ragazzo per poterlo “accompagnare”nel buio della sua mente e ne esce così una storia a vari libelli, dove Gerber finirà per essere coinvolto personalmente ed emotivamente, come se qualcuno usasse anche lui.”La nostra mente è più potente della nostra coscienza” e su questa falsariga si muove Gerber convinto che il ragazzo stia mentendo, essendosi anche addossato l’omicidio della madre. Autorizzato dal Tribunale l’ipno-
tista lo  porterà in una serie di stanze della sua mente, per scoprire quali elementi blocchino la sua mente,oltretutto  secondo Gerber Nico sta raccontando sì
una storia, ma non la sua.
Si entra in una sorta di labirinto  dove si confondono verità e bugie, sensazioni e realtà, ricordi e fantasie, e trovare la maniera di uscire dallo stesso sembra sempre più difficile.
Un romanzo imprevedibile, che mette i brividi, Carrisi studia le manipolazioni della coscienza, psicologia e suspense si incrociano in un continuo andirivieni
tra passato e presente, intersecandosi sino a rendere possibile cogliere il motivo giusto.
E’singolare l’approccio al thriller psicologico di Donato Carrisi, qui non ci sono assassini e poliziotti, qui l’indagine riguarda la natura e la psiche umana, e vuole arrivare alla rivelazione dell’inconscio.
Un mondo misterioso, affascinante certo, ma non di semplice trattazione,  l’autore sa comunque districarsi in questa ricerca di scoprire ciò che è e ciò che non è. Altro tema importante è di quanto sia manipolabile la coscienza del singolo individuo. Certo non è facile arrivare alla verità, anche perché sembra che tutti,
autore in primis, facciano a gara a confondere o quanto meno a sorprendere il lettore.
Una cosa singolare è che il romanzo non ha una fine dichiarata, è una sorta di corsa ad ostacoli che si ferma sul più bello, seminando vari dubbi. Rimando al
prossimo libro della serie, o arresto voluto difronte all’indissolubilità della mente.
Uno dei fattori più interessanti del romanzo è che si occupa dell’infanzia, infatti,grazie al mestiere di Berger, noi conosciamo le turbe che ossessionano molti>>
ragazzini e che frequentano il suo studio fiorentino, dove approderà anche Nico. Il motivo base sembra sempre il richiamo dei fantasmi del passato, alcuni>
tipici dell’infanzia, vedi “L’uomo nero”, “L’orco”, il “Lupo”. E  considerando questa storia, quando poi siamo diventati grandi, come ci comportiamo ?
La storia che Carrisi ci racconta non cerca il sensazionale, semmai ci porta a compiere un viaggio dentro la nostra memoria., ricordando che quanto viene rive-
lato in ipnosi puo’essere liberatorio, pur se a volte si crea uno spazio in cui si è rinchiusi e dal quale è difficile uscirne.
L’autore ,con il suo stile scorrevole, porta avanti il romanzo senza particolari problemi, e d’altra parte il libro si basa molto sugli studi di psicoterapia e
svuluppa tutti questi temi facendosi seguire con attenzione.
Quanto alla scrittura caratteristica de La casa senza ricordi è il ricorrere a capitoli molti brevi, il che porta il lettore a…divorare le pagine. D’altra parte la
velocità della narrazione coinvolge la velocità della lettura.
Una storia quindi che torna al passato e si riporta sul presente, e questo è necessario per entrare e uscire da una mente manipolata.
Molti i personaggi, tutti ben caratterizzati, la storia è ambientata in Toscana, anche in una Firenze….insolitamente non da cartolina.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 


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