Il Blog di Giuseppe Previti

” TUTTO CIO’ CHE E’ SULLA TERRA MORRA'”- di MICHEL BUSSI- edizioni e/o- O3-01-2022

Zak Ikabi è un giovane scienziato che ama le ricerche avventurose ed è attualmente impegnato nello scoprire la verità circa quel che la Bibbia racconta di Noè, che si salvò dal diluvio universale, imbarcando sull’Arca una coppia di ogni animale esistente al mondo. Sembra che l’unicorno sia stato l’unico animale non
fatto salire a bordo.
Conosce Cécile Serval, una ricercatrice francese abbastanza presuntuosa e scontrosa per avere da lei , che è una glaciologa.un rapporto segreto sullo scioglimento dei ghiacci, Ma le loro scaramucce cesseranno presto, perché insieme al professor Parella dovranno sfuggire a una banda di  sanguinari miliziani
e ad altri strani individui, tutti alla ricerca del segreto di Noè, per salvare quel che resta della Tarra.
E così inizia la fuga di Zak e Cécile, che tra agguati e avventure varie, finiranno anche per innamorarsi…

Conosciamo il MICHEL BUSSI scrittore di gialli di gran successo,  ma ora cronologicamente andremo a parlare di un romanzo scritto qualche tempo fa addirittura firmandolo con uno pseudonimo per tenere distinte le duplici fatiche di scrittore e non fare trainare questa escursione nel thriller
d’avventura dai suoi successi di giallista. Alludiamo a TUTTO CIO’CHE SULLA TERRA MORIRA’,  un romanzo con cui ci sorprende, essendo un’opera a metà
tra il romanzo d’avventure e il thriller, tra il romanzo storico e quello di costume. Era già stato pubblicato nel 2017 con un altro titolo e, ripetiamo, con un’altra
firma, a dimostrazione dell’interesse e della curiosità che aveva il >Bussi per questo svincolarsi dai suoi consueti canoni, anche se vorremmo ricordare che
nella vita Michel Bussi è un professore dell’Università di Rouen, dove insegna geografia.
Questo suo romanzo è certamente interessante e coinvolgente, Bussi è uno che sa scrivere e creare trame e atmosfere, e quindi in mano sua la biblica Arca diventa materia di contendere in pieno XX secolo, con una serie di faide sanguinarie, ma anche con grossi interrogativi sul piano dottrinale a cominciare dallo stesso Vaticano.
Opera di fantasia vi chiederete ? Certo, ma poi non troppo, va bene sarà difficile dimostrare che l’unicorno non venne fatto salire sull’Arca, ma ci sono elementi
oggettivi che portano a ritenere che l’Arca sia  esistita veramente, del resto è proprio la Bibbia che le da una collocazione geografica precisa,sul monte Ararat.
Se l’Arca è al centro della narrazione, protagonista è uno scienziato Zac Ikabi, che sta tentando di  sciogliere i misteri sul personaggio Noè, trasformandosi in  una sorte di Indiana Jones che corre per il mondo, dal Vaticano a Parigi per recuperare tutto quanto è stato scritto sull’argomento. Ed eccolo penetrare in Vaticano per portare via i libri “proibiti” su questo argomento,per poi recarsi a Parigi, per informarsi sui ghiacci de Monte’Ararat, dove sarebbe nascosta l’Arca,
dato che circola voce sul possibile scioglimento dei ghiacci.  E proprio a Parigi Zac incontrerà Cécile Serval, un incontro che, prima di sfociare nell’amore, vedrà
tante baruffe tra i due ma anche il coinvolgimento in tanti pericoli, in quanto altri misteriosi gruppi,oltre tutto molto sanguinari,, stanno  effettuando le stesse
ricerche. Abbiamo sentito parlare di Dan Brown, di Indiana Jones, francamente direi che BUSSI sfrutta a menadito le sue conoscenze storiche e geografiche,
il suo non è un romanzo di puro intrattenimento, ci sono molti elementi che fanno riflettere, pur se la cava bene pure come romanziere d’azione…..
TUTTO CIO’ CHE SULLA TERRA MORIRA’ è un romanzo sulle religioni, sulle credenze, sulle superstizioni,  sul fatto che le varie religioni hanno sempre esercitato un potere temporale che non sempre è stato da portare ad esempio. In effetti guerre più o meno sacre sono state scatenate nei secoli per definire gli
assetti spirituale e territoriali, pur se è anche vero che scienza e fede possono anche essere alla base di un dialogo e di un qualsiasi equilibrio.
Tanti personaggi, tanti fatti, si parla di religione ma anche di tanta violenza, questa di Bussi può anche essere un’opera di disimpegno ma ci fa pensare e interessare a qualcosa di infinitamente più grande.

 

GIUSEPPE PREVITI


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