Il Blog di Giuseppe Previti

” LA DAMA DI RUE DE VAUGIRARD” DI STEFANO JACINI- BOMPIANI- 04-01-2022

Una signora molto scaltra ma anche molto elegante e molto disinibita, oltre a fare collezione di mariti, idea per fare quattrini una Clinica del vento per ricchi
sfaccendati ma intanto coltiva vari interessi, tra cui anche Giocchino Rossini e la sua epoca. La nostra storia si svolge a Parigi, nei pressi del Giardino del Lus-
semburgo, dove la proprietaria di una créperie sa tutto di tutti nel quartiere, pettegolezzi e…opere pie, è una grande appassionata de I tre moschettieri, che
avevano vissuto nel quartiere, Ora è diventato un habituée del suo locale un aspirante scrittore italiano, ma possiamo anche trovarci un portinaio che si fa gli§
affari di…tutti,una bella ragazza, per inciso storica dell’arte, e altri ancora.
In tutto questo andirivieni capitano due delitti di cui si occupa un misterioso commissario che non vedremo mai, poi il furto di una spada che sarebbe appartenuta a Athos il Moschettiere, poi cìè anche un misterioso tappeto che nei disegni potrebbe celare la mappa del tesoro, e poi il ritratto della dama che da
titolo al romanzo. Così è se vi pare…

Un racconto questo La dama di rue de Vaaugirard di Stefano Jacini che colpisce per la gioia di come è strutturato e raccontato, senza schemi particolari,
una spruzzata di giallo, un pizzico di ironia, una frenetica giostra di individui che rappresentano il lato più scanzonato della Commedia umana. Però non è  che soltanto si ride, c’è molta più verità nelle relazioni tra questi individui, che non se fossero stato condotte in maniera più seriosa e pesante.
Due morti, il quadro di una elegante signora sconosciuta che agita i sogni di uno dei protagonisti, una storia che olterttu si svolge in epoche temporanee diverse.
Tanti i personaggi che compaiono in queste pagine, poi c’è la caccia a un presunto tesoro nascosto nella casa di rue de Vaugirard, quindi una spada che sarebbe
appartenuta addirittura a Athos,uno dei tre moschettieri. Se vogliamo etichettare questo romanzo ,a prima vista è una commedia in forma di romanzo, potremmo anche parlare di giallo, visto che ci sono due morti ammazzati. Dei delitti se  ne occuperà un commissario che non avremo mai il piacere di vedere,
sappiamo che fuma la pipa., ma ogni tanto ci saranno delle…pillole delle sue indagini. Via Via interverranno vari personaggi che sono un po’ l’anima del quartiere, dalla titolare di una créperie, a cui fanno capo tutti i casi e i pettegolezzi della zona,un aspirante scrittore un po’fuori del mondo,un portinaio molto curioso, una bellissima storica dell’arte, e altri strampalati individui di questa allegra compagnia.
Protagonista è Camillo, un giovane scrittore in cerca di notizie e spunti su Rossini. Ha acquistato un appartamento nel quartiere dove ha fatto posizionare un dipinto appena acquistato e che lo intriga molto e che lo porta indietro nel tempo, a fantasticare sulla signora ritratta e anche sull’amato  Rossini. Già.il nostro
sembra più un sognatore…Infatti più che sulle ragazze dei suoi tempi  lo si vede più fantasticare sulla dama del ritratto, poi si scoprirà che è vissuta nei pressi
una trentina di anni prima, quindi altra caratteristica del libro è di svolgersi su due piani temporali diversi, che poi però inevitabilmente finiranno per incrociarsi.
La vicenda ci viene narrata dallo stesso Camillo che vuole scoprire chi è la signora, fantasticando che lei si trova volentieri nel suo salotto dalle cui finestre può vedere luoghi che lo sono stati familiari.
Un romanzo quindi molto originale, fantasie tante, poi si scoprirà che c’è pure una buona base di erotismo, qui si da molta importanza alle immaginazioni  dei
protagonisti, al loro trovarsi e ritrovarsi, al loro confrontarsi, quasi sembra di essere a teatro, con continui cambi di scena, pardon, di capitolo, il tutto sempre
narrato con gradevolezza. mano lieve, anche se poi non mancano gli argomenti e i comportamenti scabrosi.
Un romanzo-indagine,  dai tanti interrogativi: chi è la signora del quadro ? e poi siamo davvero al Giardino del Luxembourg ? e poi perché è stata tranciata la firma ?E poi chi è la ragazza a cui Rossini chiede indietro la chiave della garconniere ? Ma se questi sono gli interrogativi del….sognatore, c’è poi l’inchiesta
ufficiale, con il commissario invisibile….
Un romanzo certo originale, molto diverso da quelli  di cui normalmente ci occupiamo, una ventata di freschezza e di giocosità a evocarci personaggi del passato, a seminare interrogativi, a creare una trama diversa dal solito.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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