Il Blog di Giuseppe Previti

“LEON” DI CARLO LUCARELLI- EINAUDI- O7-O1-2022

Grazia Negro è all’Ospedale Maggiore di Bologna, ha appena partorito, sono nate due gemelle. E’ancora stordita per l’anestesia, ma è molto felice,
ora è madre, e basta con le indagini, con i morti e con la caccia ai mostri.
Ma all’improvviso tutto cambia,una infermiera porta via la culla con le piccine, un agente la spinge a muoversi  a vestirsi e a fare presto. L’Iguana,
il feroce assassino che lei aveva catturato tanti anni prima, dopo che aveva seminato morti e terrore tra gli studenti dell’Università di Bologna , è scap-
pato dalla struttura psichiatrica ove era detenuto, prima ha ucciso due persone.
E così lei e le bambine vengono trasferite in un luogo protetto dalla polizia, e presto le raggiungerà il suo ex-compagno, Simone,un non vedente, che l’ave-
va aiutata nelle indagini. La situazione si fa sempre più complicata, troppi misteri in questa storia, nessuno è al sicuro.

A volte ritornano, alludiamo a Grazia Negro e a Simone, il ragazzo cieco di Almost Blue.
I carabinieri accorsi sul posto, una casa-struttura dove era custodito L’Iguana, un feroce serial-killer considerato ravveduto e quindi meritevole in uscire
dal penitenziario, vi trovano due morti assassinati e, nascosta sotto un lavandino, ove si è incastrata, Marta una giovane infermiera, scampata al massacro.
Questo è l’inizio di Léon,il nuovo giallo di Carlo Lucarelli, dove ritroviamo Grazia Negro, investigatrice che mancava da otto anni (Il sogno di Volare)
, e che era diventata famosa con Almost Blue nel 1997.
E cos’ ritorna, ora è diventata madre, e dice, avendo coronato il suo sogno, “Finalmente”. “Finalmente”però lo dice anche il lettore che ha sempre gradito
questo personaggio. Lo stesso autore, nei ringraziamenti di rito, quasi si scusa di una così lunga attesa, ma doveva scoccare “la scintilla giusta”- come dice lo
stesso Lucarelli. Mancava la scintilla che accendesse la miccia, che poi corrispose all’ascolto di una canzone dei Melancholia, Léon, e via tutto parte e il roman-
zo decolla….
La storia che Lucarelli racconta parte dalla fuga dell’Iguana, il feroce serial killer che l’ispettore Grazia Negro aveva arrestato ai tempi di Almost Blue, e che
per tanti anni era stato chiuso in un ospedale psichiatrico, salvo poi, per buona condotta, essere trasferito in una struttura meno controllata , e di lì era fuggito uccidendo due infermieri e minacciando vendetta.
E così Grazia e le gemelle, più Simone, il suo ex-di allora, vengono portati precipitosamente in una casa protetta dalla polizia.
La storia si svolge  ai giorni nostri, sempre ambientata a Bologna, quando ci sono le mascherine, i vaccini, le videochiamate, i messaggi vocali, Instagram,
insomma tutto a dimostrare che siamo in piena contemporaneità.
Spiccano subito tre personaggi in sequenza. Marta, che era infermiera nella residenza per ex-degenti psichiatrici, dove un pazzo ha appena ucciso due persone per scappare. Lei si è nascosta sotto il lavello della cucina, quasi a rifiutarsi di vedere.
Poi Grazia, è stesa su un lettino, si sta alzando per vedere le sue bambine, quando vengono portate via d’urgenza dall’ospedale per essere condotte in un luogo sicuro.
E infine Simone, lui è cieco, però non ha bisogno di vedere, “sente” che nella sua stanza c’è qualcuno, il Killer?, e anche lui raggiungerà Grazia nell’alloggio pro-
tetto.
Dopo il senso del “vedere” ecco un altro elemento comune a tutti i protagonisti, la “paura”, che via via cresce nei vari personaggi, ad ogni fruscio che si avverte,
la casa sembra vulnerabile, tra gli stessi inquirenti vi è molta confusione.
Poi ai “protetti” si aggiunge Roberto, un tassista di notte, che ama il suo lavoro, ama la città, ama riprendere i suoi passeggeri, specie quelli che sono più originali. Come un tale che ha appena caricato,  ben vestito, con mascherina, ma che lo inquieta perché gli vede gli occhi che sono da “assassino”. E così anche per lui scatterà la protezione.
Ma intanto le indagini vanno avanti, vi partecipa anche Grazia, pur non in servizio, in maniera molto attiva ” Solo tu lo puoi fermare, lo hai già fatto”, glielo dice il suo capo. Molti poliziotti ai alternano ai loro ordini, c’è anche un nuovo personaggio, una esperta del crimine violento, non mancano divergenze sul come procedere nella caccia al Mostro Ma Grazia non dimentica le bambine, è felice dell’essere madre, le segue continuamente, pur se nella fretta dell’uscita dall’Ospedale  non le hanno dato neppure un nome, così sono “Le bimbe”. Si prosegue la caccia all’assassino tra varie ipotesi, le persone in pericolo sono sempre scortate, tutti si danno daffare, il superiore di Grazia l’aiuta anche a cambiare le piccole, che dal canto loro  sembrano capire la delicatezza della situa-
zione e sono molto buone e si fanno sentire poco. Come detto è arrivato anche Simone, da tempi lui e Grazia non si vedevano, ma dell’antica fiamma qualcosa è rimasto.
Intanto la storia va avanti, tra sorprese e colpi di scena, la tensione sale di capitolo in capitolo, ma Lucarelli mixa alla perfezione i vari passaggi, sino a farti
sfiorare e poi avvicinare sempre più alla verità.
Tutto costruito come in un testo teatrale, personaggi che entrano e escono di scena, scrittura molto asciutta, capitoli secchi, brevi, molti dialoghi, ma sempre§
nel segno della concisione, via via le tensioni aumentano, il senso di paura aumenta nei vari protagonisti.L’autore sceglie vari argomenti, anche molto attuali
o curiosi, profili criminali, riprese cinematografiche, addirittura un breve corso di….sollevamento pesi.
Molti i personaggi da Grazia al vicequestore Carlisi, suo mentore e protettore,, da Simone che cerca una propria dimensione di vita al tassista ,ottimista per
natura, che filma tutto per riversarlo su Istagram, dall’infermiera sotto choc che ama molto le piccole.
Certo, spicca Grazia , madre, cacciatrice,poliziotta, al passo con i tempi. Siamo infatti in era Covid,i personaggi portano le mascherine, più usate come un
prodotto del nostro tempo che come simbolo della pandemia. La mascherina è usata anche come omaggio a Hannibal Lecter, il protagonista de Il silenzio
degli innocenti.
Altri protagonisti,la paura, su cui l’autore conta molto per coinvolgere il lettore., e poi Bologan, per Roberto il tassista “La città più bella del mondo”.Una
Bologna molto differente da zona a zona, qui non c’è molto materiale per studiarla, però è sempre al centro della storia.
Diciamo che è a viso…un po’coperto come tutti noi ! Ma questo non fermerà Grazia Negro !

 

GIUSEPPE PREVITI

 


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