Il Blog di Giuseppe Previti

” DIRITTO DI SANGUE ” DI GIGI PAOLI – GIUNTI- 16.04.2022

Una lunga e travagliata degenza, coma, buio totale, dolori tremendi, ma finalmente Carlo Alberto Marchi è uscito dall’ospedale, dopo la violenta caduta
dai piani alti del Palazzo di Giustizia, il …famigerato Gotham. Per adesso ne porta ancora pesanti conseguenze, va avanti con gli antidolorifici, deve muo-
versi con una stampella, un fischio continuo lo perseguita togliendogli anche il sonno.
E così si consola un po’ tra la figlia Donata e l’insperato ma graditissimo ritorno di Olga,l’ex fidanzata, Al giornale è stato sostituito da una giovane e ram-
pante collega, ma improvvisamente tutto cambia. Il suo capocronista gli telefona e gli dice di riavviare i suoi contatti in polizia e in magistratura per decifrare
un omicidio che sta sconvolgendo Firenze. Infatti in una di quelle notti il noto gestore di  un conosciutissimo furgone dove ai clienti della notte del leggendario
parco, tanto bello e animato di giorno quanto altrettanto animato ma da ben altra…clientela di notte, serviva panini e bevande, viene ucciso a colpi di pistola.
Marchi stesso insieme a poliziotti e giornalisti a fine turno o prostitute e trans in pausa frequentava quel chiosco, ma il fato nuovo che emerge dalle indagini è
che il paninaro non era altri che uno dei brigatisti che si erano protagonisti di una sanguinosa rapina in una banca cittadina, conclusasi con vari morti, tra cui
il direttore di quella banca, il padre del nostro Marchi. Erano scomparsi nel nulla, di loro non si era saputo più niente, nè chi aveva eseguito quella mattanza che fine avessero fatto i soldi. Per Marchi ogni dolore è come scomparso, ora più che mai torna in lui la necessità di avere delle risposte, il diritto di sapere chi
avesse ucciso suo padre.

Un romanzo assai intenso, fortemente sentito dal protagonista Carlo Alberto Marchi, a caccia di una verità che gli è dovuta, quella di sapere chi ha  suo padre.§
Questo è il tema dell’ultimo romanzo di Gigi Paoli, Diritto di sangue.

Una rapina a una banca fiorentina alla fine degli anni Novanta,, sono ricomparse le Brigate Rosse, ma tutto finisce in un bagno di sangue, una delle vittime tra gli ostaggi era stato il padre del giornalista Carlo Alberto Marchi, direttore di quella banca. I brigatisti erano poi scomparsi nel nulla,l con un bottino di sei mi-
liardi, soltanto uno di loro era finito in galera, adesso era tornato a piede libero, a Firenze, ma non aveva mai parlato.
E ora tutto torna nuovamente in prima linea, dopo un misterioso delitto alle Cascine, vittima uno dei  più noti paninari delle notti fiorentine, ucciso nel suo
furgone, ma il caso si farà ancora più eclatante quando si saprà che aveva fatto parte di un commando delle Brigate Rosse implicato in una rapina a una banca.
In pochi giorni ci saranno altre vittime , si comincia a delineare un fil rouge che le lega. E così  Marchi, ancora a riposo e sempre alquanto malconcio, viene richiamato in attività a furor di popolo. Ma lui avrà un ulteriore motivo per occuparsi di questo caso. Infatti viene fuori che lo riguarda personalmente, c’è di
mezzo la sua vita, il suo passato, con un fatto di sangue che ha coinvolto la sua vita, infatti tra le vittime c’era suo padre, direttore di quella banca e il cui assas-
sino non era mai stato trovato.
Ne esce una storia per certi versi sin troppo coinvolgente, Gigi Paoli ci fa quasi apparire tutti co-protagonisti,la carica emotiva che traspare da questa pagine
è sempre più alta, ci  sentiamo tutti  coinvolti con il suo protagonista, qui il suo interesse non è solo professionale, è quello di superare un dolore mai venuto meno negli anni. Tutto quello che avviene è come in un fondo chiaro-scuro, come del resto lo è la bellissima Firenze, affascinante nei suoi monumenti e nei
suoi tesori, però di contro c’è il buio delle sue notti, spesso violente, ci sono i suoi delitti, spesso enigmatici e rimasti insoluti.
Ma la storia va avanti, molti i personaggi che la animano, gli inquirenti e i magistrati battono la testa contro un muro sempre più alto da scalare, ed ecco all’opera i vari protagonisti, giudici, poliziotti, giornalisti,ex-brigatisti, si profila una situazione sempre più intricata e sempre con tanti passaggi, sino all’im-
prevedibile risvolto finale che porterà alla soluzione del caso.
Ma il  romanzo, a parte la….minuziosa marcia verso la verità, attrae parecchio, e offre lo studio dei rapporto tra padre e figli, e poi tra figlio, a sua volta padre,
e figlia. Carlo Alberto è alle prese con una ragazza che cresce e vuole i suoi spazi, i contrasti tra i due non possono mancare, o meglio, entrambi si devono adat-
tare l’uno all’altro, anche se stanno sempre attenti a che le cose non deflagrino.
Ma a sua volta lui non ha avuto un gran rapporto con il padre,  e quando sembrava che qualcosa potesse ritornare a fiorire tra i due  ecco che quel tragico fatto
manda tutto all’aria, ma i tempi sono cambiati, ora anche lui  è padre, e i rapporti non devono venire mai meno, tutto va fatto in questa eterna contesa tra bene e male, si che il bene abbia sempre il sopravvento.
Firenze fa da sfondo a questa storia con Marchi più che mai al centro dell’attenzione, certo come sempre bellissima ma anche capace di sussulti di violenze
sanguinolesche, sia che il lettore stia sempre sul chi vive.
Paoli da consumato giornalista qual’è ha saputo trasmetterci nel suo romanzo l’ansia e l’emotività del fatto che ci racconta attraverso le vicende del suo alter-
ego, che del resto è l’esempio vivente di quanto si è detto,lui porta addosso le ferite, anche fisiche, del suo passato precedentee adesso tutto gli appare ancora
più pesante.
Un Marchi provato nel fisico quanto nel morale ma che comunque sente che deve a se stesso, a suo padre, al significato del termine “verità” la costanza di andare avanti. Tutta la storia è narrata in prima persona, con il giornalista  che sta recuperando sul piano fisico, ma che ora si sente ancora più arrabbiato
nell’affrontare questa storia che lo riguarda da vicino e che sembra sempre più inestricabile. Una storia che sembra vera, realtà e finzione sembrano fondersi
a meraviglia, con il desiderio e la voglia di chiudere una storia di sangue e di violenze che l’Italia ha subito oltre misura.
Una scrittura incalzante,ma anche una storia che appassiona, che ti prende, riuscendo a dare un senso finito a un’era che fu intrisa di cieca violenza e di
cattiva ideologia.
Una accurata ricostruzione storica, un’altrettanto fluida narrazione di un fatto, che sì è fiction, ma che potrebbe benissimo essere veramente accaduto. Un
racconto quindi anche storico nel tema trattato e per come lo ha trattato, se ne possono ricavare anche delle verità interpretative, altrettanto importanti e
necessarie nel succedersi della storia di questo Paese.
Cronaca e fantasia, realtà e immaginazione al centro di questo Diritto di sangue, narrato con bellissima prosa da Gigi Paoli.

 

GIUSEPPE PREVITI


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