Il Blog di Giuseppe Previti

” A MODO MIO ” DI ALBERTO EVA- FELICI EDITORE – 23.04.2022

Un noir ambientato nella Firenze meno da cartolina, quella piu’popolare. Siamo negli anni ’80,dei padri disperati per perso un figlio vittima
di una partita di droga tagliata male e che, minacciano di morte il giovane  spacciatore che l’ha procurata e che a sua volta minaccia il suicidio.
Ovviamente la polizia lo protegge, le posizioni dei genitori sono abbastanza diverse, uno di loro non si sa bene se pretenda giustizia o cerchi
vendetta, altri invece vogliono farla pagare cara all’improvvido pusher.

A modo mio è l’ultimo libro pubblicato da Alberto Eva, noto scrittore fiorentino di lungo corso, che ha fatto appena in tempo a presentarlo in pub-
blico qualche settimana fa per poi spegnersi improvvisamente. Vincitore di un Premio Tedeschi nel 1978, una lunga carriera di scrittore, di animatore
di eventi, di curatore di antologie, al  suo attivo tanti romanzi e tanti racconti, una grossa perdita per il mondo letterario non soltanto fiorentjno ma
anche nazionale. Forte anche di una “sterminata” cultura letteraria, storica, sociale, cinematografica, il che gli ha permesso di non essere mai banale
nelle sue storie e di evidenziare tanti dei problemi di questo Paese, insomma un amante di un giallo o di un noir usato come chiave per raccontare<
storie di vita.>
In questo romanzo la  storia è ambientata in una Firenze periferica degli anni ’80. Alcune famiglie sono cadute nella più cupa disperazione, padri e madri
pieni di dolore ma alcuni di loro sono anche decisi a vendicarsi di chi spacciando droga  ha provocato la morte dei loro figli. E> le loro reazioni non sono
però uguali, vanno dalla più cupa rassegnazione alla voglia di vendetta alla ricerca di giustizia.
Nelle loro mire un piccolo spacciatore, uno sciagurato che per per procurarsi la droga spaccia,e ha distribuito quindi una partita “maledetta”perché letale
a chi l’ha consumata.
IL ragazzo è bersagliato da telefonate e da minacce,  minaccia il suicidio, e quindi la polizia lo tiene d’occhio per proteggerlo. Conosciamo così due  poliziotti,
un commissario e un anziano agente, Pagano, un po’filosofo un pò fantasioso, che propone un patto a uno di questi padri. Uno strano patto, su cui il suo supe-
riore ha qualche dubbio, secondo la quale proposta sarà proprio uno di questi genitori a occuparsi del ragazzo, a seguirlo, a fargli da angelo custode.Una storia forte che affronta uno dei problemi più acuti del momento, lo spaccio e il consumo della droga, i drammi familiari susseguenti a tutto questo, con
ragazzi rovinati o addirittura  privati della vita, familiari distrutti, ma anche desiderosi a volte di vendetta, di sostituirsi  alla legge o di farsela da sè.
Alberto  Eva scrive un noir, lo dice lui stesso, aggiungeremmo che ha scritto una storia dove protagonisti sono degli individui, certo differenti tra loro, benestanti, arrivisti, poliziotti, mezzi delinquenti, spacciatori,  desiderosi di vendetta, dove spesso donne e uomini fanno a gara a dare il peggio di sè.
Ed ecco alla ribalta questo Enrico Magi, un imbianchino intriso di cultura e di filosofia, padre di uno ragazzi uccisi, che firma una sorta di patto con il….
diavolo, in quanto accetta la …sconcertante proposta di un altrettanto singolare poliziotto che ha uno strano modo di praticare la giustizia, pur se non è
detto che non  abbia la sue ragioni. Dunque il Magi diverrà l’angelo custode del ragazzo, dovrà proteggerlo dagli altri genitori o in sostanza da chi lo ha minac-
ciato di morte, e qui la storia si complica ancora di più.
Alberto Eva ci fa intravedere il suo pensiero, le sue paure, le sue impressioni, dall’uomo di profonda cultura che era abbondano riferimenti, citazioni,impres-
sioni, a questo arriva scrivendo una storia fatta di personaggi fondamentalmente reali, quindi una storia vera  che riguarda un ipotetico ieri ma che serve a
a proiettarsi su un ipotetico oggi. Insomma scrivere noir, o giallo, per lasciare delle verità.

E che ci resti un buon ricordo di questo autore che ci lascia come testament0 l’utilizzo del noir per parlare d’altro.

 

GIUSEPPE PREVITI

 


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