Il Blog di Giuseppe Previti

L’argomento di cui si parla: il noir italiano 27.04.2022

Vecchie discussioni degli esperti e degli appassionati del Giallo e del Noir vertevano sulla loro natura e sulla loro differenza. IN generale il giallo era
ritenuto quel romanzo dove attorno a un delitto si muovevano l’investigatore e l’assassino, la contesa era nel riuscire all’individuarlo e a questa sfida
partecipava anche il lettore, anzi si diceva che il “bravo”autore era tale quando forniva gli stessi indizi al detective e al lettore, a,loro poi il risolvere>
il caso. Con il noir cambiano le prospettive, cambiano i tempi, più che la soluzione dei casi interessa la motivazione, il perchè un fatto accade, visto
anche secondo la prospettiva del colpevole.
D’altra parte oggi la società attraversa una crisi profonda, i valori crollano,e  coloro che sempre più appaiono in grado di interpretare questa nuova società
sono gli autori di noir. Sono loro che raccontano queste tragedie pubbliche e private, indagano sugli umori di questa società, fiutano il clima politico,quello
sociale, insomma sanno interpretare le origini e il perché di  questa crisi di carattere universale.
I nostri autori di noir  hanno saputo andare oltre il genere, creando storie e personaggi  ancorati alla realtà odierna.Il noir italiano nasce e prospera in breve tempo perchè sa interpretare il bisogno di verità che avverte la gente comune, e quindi è l’autore di noir che meglio sa rispondere a questo bisogno di raccontare la realtà, e perciò gli autori hanno cominciato a indagare e a raccontarlo attraverso i loro romanzi. Venuto meno per vari motivi il giornalismo
d’inchiesta, sia quello scritto che quello per immagini, c’è voluta la deprecata e tragica guerra in Ucraina per riscoprire l’uso della diretta, e allora i romanzieri
, sfruttando anche il lavoro dei giornalisti,si sono messi a scrivere di fatti legati alla realtà. Certamente i ruoli sono differenti, i giornalisti raccontano i fatti
come sono avvenuti e si occupano di dire delle verità. i  romanzieri si occupano di personaggi ed è il personaggio con il suo agire, con le sue emozioni, con i
suoi comportamenti a coinvolgere il lettore.
Una volta che sembrava quindi affermata la piena supremazia del noir ecco che questo “mare piatto” viene scosso da un’intervista del decano dei giallisti ita-
liani, Loriano Macchiavelli, rilasciata a un altro altrettanto grande nome del poliziesco italiano, Giancarlo De Cataldo. Macchiavelli non contesta che il poliziesco stia vivendo un grande momento, editori, scrittori, recensori, lettori ce ne sono a volontà e molti di valore, e del resto non è altro che il risultato
di un grande lavoro praticato da scrittori, critici, esperti, studiosi e naturalmente lettori interessati e preparati.Macchiavelli ricorda però una differenza tra
giallisti e noiristi, il giallo ristabilisce la legalità dopo che un delitto l’ha lesa, il noir deve invece colpire, disturbare, turbare, deve significare che il delitto paga.
Secondo Loriano il noir non ha più questa caratteristica, non turba più nessuno, non spaventa più nessuno. Nella società  ormai impera la violenza, la rabbia,
la tristezza, il disincanto per lo spazio dato ai “cattivi”, e se la Società non funziona è inutile ribellarsi a essa.Ma siamo sicuri che i nostri scrittori se ne siano
accorti a tempo
Ovviamente ci sono state delle risposte da parte di tanti autori del ramo. Secondo la bravissima Cristina Cassar Scalia, la creatrice della vice-questora Vanina
Guarrasi è che il noir è stato superato dalla realtà, oggi il mondo è molto più “nero” di quello che viene scritto nei libri, certamente questi possono essere uno
specchio della  realtà, e attraverso i loro personaggi evidenziare le storture, il marciume che ci opprime.  E occorrono personaggi in sintonia con i tempi in cui
vivono, quindi ecco un’altra rivoluzione rispetto al giallo tradizionale.
Probabilmente la gente cerca nel romanzo una forma di evasione, in quello poliziezco si sente anche gratificato quando vede il male smascherato, cosa che non sempre nella società avviene.
Anche per Maurizio De Giovanni  il noir non è in crisi, il nero “siamo noi”, e vive sulle nostre emozioni. E in tempi di guerre e quindi di storie “globali” il noir
puo’ tornare, dice lo scrittore napoletano, a parlare del “crimine della porta accanto”, quello dei miei vicini, il contesto piccolo-borghese è non meno pericoloso
e può benissimo essere fonte o ricetto di crimine, insomma il male nascosto nella nostra normalità- E d’altra parte De Giovanni si sente fortunato a vivere nella
sua amatissima Napoli, un “paradiso terrestre narrativo” dove convivono tanti personaggi diversi capaci di esprimere le diseguaglianze della città e delle
sue classi sociali, ed ecco che lui ci ricava materiale per raccontarci di ben quattro tipologie di personaggi diversi.
In sostanza si puo’dire che il crimine è alla base del noir, e come tale non può mai essere consolatorio o riparatorio, evidenzia sempre una società malata, con i
suoi crimini e le sue malefatte, ma il male vi è radicato da sempre e se il noir racconta il crimine…. purtroppo esisterà sempre.
Anche Carlo Lucarelli interviene nella discussione affermando che “il noir non puo’morire”. Ovviamente i dubbi di Machiavelli lo hanno colpito, Loriano
è il padre del giallo nostrano, ma secondo lui se è vero che Macchiavelli è preoccupato della ripetitività di un genere che non farebbe più paura al potere nè
inquieta più nessuno, il noir ha però una forza in sè senza misura, c’è spazio per tutti e per dire di tutto, dal puro intrattenimento al noir sociale o politico o
strettamente attuale, importante è che siano in tanti a mettere in evidenza l’anima nera dell’uomo e finchè ci saranno nessuna paura. E del resto i tanti
scrittori all’opera, anziani , giovani e meno giovani non scrivono mai storie dal lieto fine , nessuno di loro è consolatorio, importante  è mettere in evidenza
questa cattiveria.
IL noir più che genere è  un istinto, la paura fa parte dell’uomo come la tendenza a parlarne. D’altra parte i giornalisti si devono fermare ai fatti, gli scrittori
hanno invece la fortuna di rappresentare una realtà. E pertanto il noir non potrà mai scomparire.
Massimo Carlotto dice che il noir italiano è nato dalla necessità di rivelare delle verità,perchè il nostro è un Paese di verità negate, e così gli autori hanno
quasi accolto un appello dei lettori che li invitavano a indagare, a rivelare delle verità
Vorrei chiudere, e ci serve anche per ricordare un amico scrittore scomparso questo mese, un altro decano del giallo italiano, Alberto Eva che aveva appena
pubblicato A modo mio. Alberto  che dice di aver scritto un’opera letteraria nera, ma che non si vuole arrestare alla definizione, semplicemente racconta ogg una storia degli anni ’80. ebbene questa storia vista oggi non ha insegnato niente a nessuno, ha semplicemente raccontatato al suo tempo una cosa del seo
tempo, e allora oggi cosa è cambiato ? Lunga vita al Noir!

GIUSEPPE PREVITI


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui