Il Blog di Giuseppe Previti

” IL GIGANTE E LA MADONNINA” di LUCA CROVI- MONDADORI

Milano, maggio 1932: Milano attende con grande entusiasmo e frenesia l’incontro di boxe che vedrà salire sul ring a San Siro Primo Carnera. Osannato questi da Mussolini
che vede riflessa in lui  la forza e il coraggio dell’Italia fascista e quindi perfetto anche come simbolo del Paese all’estero. Ma purtroppo esiste un sottobosco criminoso che
trama perché il Gigante sia vittima di un ricatt9 e sia costretto a perdere.  Storie che il commissario De Vincenzi conosce bene  e su cui colui che la mala definisce “Il poeta del
crimine” sa come intervenire. E nel contempo riuscirà anche a risolvere di una giovane donna precipitata dalla guglie del Duomo, le dritte giuste gli sono venute addirittura
dal cardinale di Milano, S.E.Schuster,

Torna ancora alle “rivisitazioni” di Luca Crovi, il commissario De Vincenzi, creato da Augusto De Angelis negli anni Trenta,  Detto che queste “rivisitazioni” sono sempre
più ambiziose , perché oltre all’omaggio a un grande scrittore e al suo personaggio c’è anche una interessantissima  ricostruzione storica della Milano anni Trenta e del-
l’atmosfera che vi si respirava facendo entrare nel racconto personaggi di primissimo piano- Stavolta la nuova indagine del commissario ne Il Gigante e la Madonnina ri-
guarda il presunto suicidio di una donna precipitata dalla cima del Duomo e coinvolgerà tra gli altri anche il famoso pugile Primo Carnera.
De Vincenzi, un commissario un po’fuori della norma, tanto da essere chiamato dai malavitosi milanesi “Il poeta del crimine” in senso di rispetto, perché lui trattava tutti
ugualmente e poi voleva sempre capire prima di tutto voleva comprendere i motivi del loro agire.
Il Duomo è sconvolto da una serie di suicidi, tutto avvenuto sotto gli occhi della Masonnina, a lei non sfugge niente, né la vita, né la morte.Questi suicidi sono avvenuti o all’in-
terno della basilica o gettandosi nel vuoto. L’indagine serve anche a fornirci un’idea dei vari personaggi che sono stati scolpiti tra le guglie del Duomo. Tra gli altri il maestro
Toscanini e il nano Bagonghi, famoso per combattimenti tra nani e giganti. Nella storia che invece ci racconta Crovi i protagonisti sono il gigantesco Carnera e un altro nano,
Giuseppe ,famoso artista del circo e grande amico di Carnera.
In questo romanzo Crovi rende vari omaggi, già detto di De Angelis e del suo De Vincenzi, già citati Toscanini, Primo Carnera, il Bagonghi,  c’è anzitutto un affettuoso riferimento al proprio padre, il grande Raffaele Crovi, abituale frequentatore a Milano di ambienti assai variegati e dove si viveva una grande passione per la musica, e in par-
ticolare per la canzone milanese. E il personaggio di spicco e di cui si parlerà sarà Giovanni D’Anza, di cui conosceremo vita, morte e miracoli, fin da bambino, crescendo e
divenendo sempre più famoso, musicista, direttore d’orchestra, autore di grandi canzoni, come “O’mia bela Madunina”. E intanto altre formw d’arte e altri personaggi si afferma-
no, vedi Sergio Tofano e il suo signor Bonaventura, altra passione di De Vincenzi.
E nel corso della storia Primo Carnera e il nano Bagonghi si occupano anche delle ricerche di un ragazzino, Giacomo Marini,venuto dal novarese a Milano per conoscere
il suo idolo Carnera, che si apprestava a salire sul ring.
L’autore ne approfitta per farci conoscere tanti fatti della Milano Anni Trenta, vedi il crollo delle tribune dello stadio di via Goldoni, l’incendio della stazione Centrale, le
nozze di Bagonghi. Si vive un momento particolare con il regime preoccupato che tutto funzioni a meraviglia, specie dinanzi agli occhi del mondo,e su questo spesso si
sofferma il nostro commissario, che vede sorgere molti ostacoli sull’affermazione della verità, specie quando sono coinvolti personaggi del Regime.
Luca Crovi  sfrutta la trama del giallo per riportare alla luce i ricordi di quegli anni, sia per le testimonianze dei suoi genitori, ma anche ricorrendo a giornali, documentari e foto dell’epoca, fatti, commenti, il tutto usando la formula di capitoli brevi(per lo più un paio di pagine). Ecco quindi tante instantanee della città,tanti riferimenti alla sta storia,
al modo in cui ci si esprimeva e come si pensava. Un racconto tra lo storico e il fiabesco, insomma il favoloso “Mondo Milano anni’30”.

 

GIUSEPPE PREVITI


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