Il Blog di Giuseppe Previti

” LA CARROZZA DELLA SANTA” DI CRISTINA CASSAR SCALIA- EINAUDI- 14.06.2O22

6 Febbraio, mattina, si è appena conclusa a Catania la festa di Sant’Agata e la “Santa” è già tornata nella cattedrale.Ma ben presto una notizia sconvolge la città, un uomo è stato trovato ucciso in una  delle Carrozze del Senato, che si trovano nell’androne del Municipio. Del caso si occupa il vice-Questore Vanina Guarrasi, la situazioje appare subito complicata, tutto sembra girare intorno alla vita privata della vittima,persona assai nota in città. La Guarrasi, sollecitata anche dal sindaco, s’impegna a fondo, pur dovendo spesso recarsi a Palermo, dove un’altra indagine non puo’prescindere dalla sua presenza, legata com’è alla morte di suo padre. Comunque, contando sull’aiuto dei colleghi e del
vecchio commissario Patanè tutto andrà a posto.

La notizia di un omicidio scuote Catania, mentre ancora non si sono spenti gli echi della festa patronale. E’ stato infatti ritrovato un  cadavere all’interno di una carrozza del municipio di Catania, nell’androne, dentro una delle Carrozze del Senato. Alla vittima è stata recisa la carotide. E’ così che CRISSINA CASSAR SCALIA fa iniziare una nuova
avventura di Vanina Guarrasi, dal titolo LA CARROZZA DELLA SANTA.
E’certamente un giallo di impostazionje classica, ma sempre nei “limiti” molto larghi della nostra protagonista, La Guarrasi è infatti una dura, tipo tosto, coraggiosa,ha le sue
preferenze a cui non rinuncerebbe neppure sotto tiro, non sa cucinare ma sa…mangiare, sul lavoro è molto determinata, è molto aperta nelle relazioni con gli altri. Ha i suoi
fantasmi nell’armadio, come l’uccisione del padre l’ha segnata e portata a fare la poliziotta.Continuo è il suo andirivieni fra Palermo,la sua città, e Catania, dove vive. Continua
la relazione con Paolo, il magistrato sotto minaccia della mafia, che le ha già appunto tolto il padre. E il via va tra le due città era dovuto alla profonda conoscenza  che lei ha
dei  mafiosi a  cui stanno dando la caccia, mafiosi che lei ha cercato di dimenticare trasferendosi a Catania. Quindi è un momento di fatica doppia, con la caccia all’assassino del
notabile catanese, e  con le labili tracce che fanno intuire la presenza dei killer mafiosi, ed ecco perché Vanina è chiamata spesso a Palermo.
Sullo sfondo delle sue azioni c’tempo anche di accennare alla storia della Sicilia, con la guerra degli anni Quaranta, ci sarà tra i partecipanti anche un partigiano di nobili origini.
E poi una continua…scorribanda viene fatta tra i piatti della rosticceria siciliana, e  continuo riferimento ai vecchi film italiani che fanno tanto atmosfera, e poi le bellezze naturali e monumentali di Catania e Palermo, e
del resto tutto questo contribuisce alla fortuna del personaggio e delle sue storie.
Nel nuovo romanzo  si spazia tra le feste patronali, turbate da un feroce delitto, la Varrasi indaga, anche se non nega spazio a cannoli, caponate, tante sigarette,film d’epooca,
ma la realtà la chiama all’opera tra Catania e Palermo.
Spicca l’immagine di una Catania oberata dal traffico, abbellita dalle sue vestigie, intanto Vanina Guarrasi con il gruppo dei fedelissimi cerca di venire a capo del nuovo omicidio,
con lei la bellissima Marta, che vede un po’ scricchiolare il rapporto con il grande Capo,poi l’ispettore Spano, insostituibile spalla, e formidabile cacciatore di notizie sulla vita cittadina. E ancora gli amici più cari, in testa Giulia e la signora Betttina, e poi, il ruolo d’onore all’ex-commissario Patané, uno splendido ottantatreenne,dall’intuito investigativo
perennemente vivo. sempre più attaccato alla Guerrasi, incurante delle gelosie della moglie Angelina.
Indagini su indagini, passato e presente che si intrecciano, ma se a Palermo tutto sfuma perché c’è chi parla troppo,a Catania il finale è abbastanza sorprendente, con un inaspet-
tato riferimento alle lotte partigiane contro il nazifascismo e a ciò che ne è derivato. Come abbiamo detto all’inizio il romanzo della CASSAR SCALIA è un giallo ben costruito e
con delle caratteristiche che il lettore ama cercare, ci sono infatti tante piste,indizi,, una vera gioia per il lettore, anche per la capacità di non venire mai meno a un meccanismo
oliato alla perfezione, ma mai scontato e sempre capace di rinnovarsi.
Un affresco di vita italiana con riflessi sociali ,    politici, storici,  con un ovvio intrecciarsi con la  mafia e tutte le relative conseguenze. Attenzione anche al linguaggio sempre
molto curato in questi Gialli anche….filologici.

 

GIUSEPPE PREVITI

 


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