Il Blog di Giuseppe Previti

” SENZA DIRMI ADDIO” DI GIAMPAOLO SIMI – SELLERIO – 17.06.2022

Dario Corbo, per venti anni cronista di nera e giornalista di prestigio, ha poi cambiato mestiere, diventando il braccio destro di Nora Beckford,, figlia d’arte, ma anche imputata
e condannata per un omicidio di cui molto aveva scritto lo stesso Corbo. Ma una notizia arriva a sconvolgere la vita di Corbo e di suo figlio Luca, proprio  mentre  questi è sotto
processo e sta per essere pronunciata la sentenza. Giulia, ex-moglie di Dario e madre di Luca, non si presenta in aula e ben  presto se ne troverà il corpo, uccisa, almeno così
sembra, da un pirata della strada.
Luca, già provato dall’esito del processo, prende con molta rabbia il fatto e ne accusa apertamente il compagno della donna, ma il padre,per calmarlo e perché non convinto delle
risultanze ufficiali, un maresciallo suo amico dice che il caso verrà chiuso alla svelta, decide di occuparsene personalmente. Tra l’altro il cellulare della donna è scomparso e poi
che ci faceva da sola di notte in una località buia e sperduta ?
Poi Corbo vuole anche approfondire i rapporti con i suoi datori di lavoro, una nota gallerista e il marito, un personaggio discutibile, e poi a loro risulta legato, un noto archeologo, che tra l’altro Giulia conosceva molto bene.
Ma poi c’è un altro fatto, chiamiamola una coincidenza che nei gialli però non è mai casuale, e non soltanto, forse vale anche per la vita di tutti i giorni, nel luogo dove è stata ammazzata Giulia vi è un vecchio casolare abbandonato  dove anni prima era stata trucidata una famiglia. Anche questo sembrava un caso risolto, ma adesso Corbo vede che il caso si puo’inquadrare in maniera diversa.

Giampaolo Simi è da sempre un ottimo costruttore di trame, con varietà di fatti e di personaggi nei suoi romanzi, sempre interessanti, anche perchè riesce a rendere il finale
non scontato,e per il resto c’è una figura non proprio adamantina, che però tra la vena  da bastian contrario che si ritrova e la voglia di riconquistare figlio e autostima si lancia
sul mistero Giulia.
In questo  “Senza dirci addio ben poco è concesso al buonismo e al consuetudinario lieto fine, non è un buono il protagonista Dario Corbo, un giornalista che per anni ha fatto
la cronaca nera, ha diretto un settimanale, ora cura la comunicazione per una fondazione che si occupa d’arte e del mondo dell’arte. Ce ne vengono descritte perversioni, interessi e intrallazzi vari, addirittura si torna si una serie di omicidi avvenuti in Versilia, dove si svolge la nostra storia.
Simi è autore che sa lavorare sui caratteri, li sa costruire e “scolpire” alla perfezione, vedi quella Nora Bedford, figlia di un grande artista, già imputata per omicidi0, oppure il
figlio di Corbo,Luca, che è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale. Ma proprio il giorno del verdetto scompare la madre, Giulia, ex moglie di Corbo, che verrà poi trovata morta, sembra vittima di un pirata della strada. La donna viveva  con un procuratore sportivo che era stato all’origine dei guai di Luca e ora lavorava per una galleria d’arte.
Dario capisce il tormento del figlio, lo fa proprio e decide di scoprire cosa c’è dietro alla morte di Giulia, che è andata a trovare la fine in una zona della Versiklia abbandonata da tutti, e che anni prima era stata teatro di un triplice omicidio, sembrava una rapina finita male e così erano state chiuse le indagini. Corbo non ci crede, indaga in proprio, aiutato
dal figlio e da un maresciallo dei carabinieri che, memore di un’antica conoscenza, gli da credito e fiduciaUna storia forte, dove egoismi,personalismi,miserie umane si mescolano, si parla di arte, di mare, di Versilia, ma le bassezze umane sono ben superiori a una situazione che sembrerebbe dare adito a ben altre aspettative.
Un giallo oscuro, ricco di aspettative e di misteri, ben scritto, con tanti colpi di scena, adesso Dario Corbo dà credibilità alla sua voglia di verità, il tutto venato da una certa dose di ironia. Vari approcci a seconda della natura  dei personaggi, si gira intorno all’arte e un mondo non solo spesso “fasullo”ma anche “cattivo”la sua parte, per cui arte e giallo
si fondono bene insieme. Giampaolo Simi  sa tenere la barra sempre alta, non scade nel manierismo con le varie figure, il dialogo è sempre ricco ed efficace, insomma un
buon mistery nel mondo delle gallerie.
Intreccio fluido e ben articolato, il mistero quando sembra diradarsi torna invece a infittirsi e a tenere il lettore sulle spine. Ma alla fine, un Corbo migliore  di come sembri alla
prima apparenza, farà giustizia.

 

GIUSEPPE PREVITI


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