Il Blog di Giuseppe Previti

” IO SONO L’INDIANO” di ANTONIO FUSCO- RIZZOLI – 20.07.2022

Allergico alla disciplina e alle gerarchie ma sempre pronto a combattere le ingiustizie, ecco di nuovo all’opera l’ispettore Massimo Valeri, più
noto come l’Indiano, con i capelli lunghi legati con un codino. Vive su una barca ormeggiata nel porto turistico di Roma, dove lavora al XVII
distretto di polizia. Non ha amici in ufficio né nella vita, sua unica compagnia una gatta che si presenta ogni giorno sulla barca per reclamare
il cibo  e qualche carezza. L’Indiano viaggia su una moto Guzzi. Unico rimpianto della sua vita Giulia, l’unica donna che abbia mai amato e che
comunque rivedrà a Roma proprio in quei giorni.
Scoppia intanto il caso di una ragazza eritrea  che tutti i giorni sta davanti al comissariato chiedendo giustizia per il suo compagno Jemal, uno
dei tanti sbarcati nel nostro Paese,e di cui si sono perse le tracce. I giornali si gettano sul caso, la polizia non sa che fare, il vicecommissario To-
gnozzi ne ha le tasche piene di questa storia, e così affida il caso al poliziotto che gli è più antipatico nella squadra, cioè l’ispettore Vitali. Ma ben
presto la faccenda si rivela assai più complicata del previsto, in una Roma dove le distanze sono abissali ma meno di quanto sembri, tra disperati,
nobili spiantati, faccendieri senza scrupoli,viziosi,procacciatori, spacciatori, poveracci che a fatica sbarcano il lunario.In questa sorta di girone in-
fernale si è perso Jemal, che verrà trovato morto, sembra per un banale investimento senza soccorso, Ma,attenzione, c’è l’Indiano, e la storia si
farà sempre più avvincente.

Lo avevamo conosciuto al G8 di Genova l’ispettore Massimo Valeri, ora è a Roma, sempre più insofferente alle gerarchie e quindi in aperto con-
trasto con il suo superiore Bruno Tognozzi. A Roma si è sempre alle prese con mille casi, ma improvvisamente diventerà un caso di primaria impor-
tanza quello di una giovane eritrea, che da giorni sta sempre ferma davanti al XVII Distretto di polizia,quello appunto dove lavora Valeri, alias l’In
diano. Vuole che la polizia ritrovi il suo promesso sposo, Jemal, con cui aveva lasciato l’Africa per venire in Italia, ma improvvisamente lui era scom-
parso senza più dare notizie.
IL superiore gli affida il caso di questa giovane donna di colore di cui stanno cominciando a occuparsi i giornali. Valeri parla con la ragazza, ma intan to la situazione precipita, un uomo di colore è stato ucciso da un furgone che si è poi dileguato senza soccorrerlo.
IO sono l’Indiano è il nuovo romanzo di Antonio Fusco: vi si fa un chiaro riferimento  ai problemi sociali che agitano la città, la “flagellano”, il
che poi puo’portare all’episodio che fa da base al romanzo di Fusco, ovvero la scomparsa di un giovane di colore, che solo l’ostinazione della compa-
gna porterà alla luce e alla ribalta della cronaca.
L’autore ci mostra varie realtà, varie posizioni, con il pregio di apparire molto reale, presentando dei fatti, e il lettore va avanti con sempre  maggiore
curiosità e interesse.

Dopo il commissario Bonansea, il poliziotto nella vita >Antonio Fusco,>ci racconta di un altro poliziotto,questo Massimo Valeri, che magari
non gradisce di essere chiamato “l’Indiano”, pur se è figlio di una ragazza Sinti che lo ha presto abbandonato, e lui è stato cresciuto da una
famiglia che lo ha adottato e cresciuto, ma certo niente ha potuto evitare l’evidenziazione di quei tratti somatici che lo hanno fatto chiamare
Indiano.
Non ha mai dimenticato un grande amore giovanile,vicino a lui solo una gatta, e quando vede questa donna disperata davanti al commissariato
capisce cosa puo’provare e si getta di slancio nell’indagine, e se no che giallo sarebbe ? Ma naturalmente c’è altro, si parla di politica, di
manovre elettorali, di sfruttamento di lavoratori, di bassi salari, di guerre tra poveri e di guerre tra chi li sfrutta.
Ma come è giusto che sia si può parlare anche di sogni, di giustizia, di illusioni, di delusioni.
Tutto questo troverete ne IO SONO L’INDIANO con al centro la donna più determinata e convinta che si possa trovarw, un commissariato di polizia dove non si fanno sconti a nessuno, anche perché a differenza dei piani alti qui si affrontano le realtà, che capitano tutti i giorni.
E Roma è un pò il simbolo, il crocevia a cui approdiamo disperati e spesso sono persone che hanno cercato di fuggire da una vita ancora più
“precaria”. Ma come di fanno vedere le belle pagine scritte dall’autore anche Roma finisce per essere una sorta di chimera, un ulteriore schiaffo
per questi poveretti che si alimentano di sogni, o meglio ancora, sperano solo di vivere.
UN r0manzo che va al di là della singola storia e delle indagini sulla scomparsa di Jemal.Ormai è da tempo che gli scrittori di gialli hanno preso
a narrarci la vita, e FUSCO con il suo stile asciutto ma sempre molto “umano”, molto “reale” fa entrare i lettori in questo “Gioco” dove ci si chiede di cosa fare di questa città e dei suoi abitanti, non ci sono protagonisti da privilegiare, meno che mai nei libri.
E così ci attacchiamo all’ispettore Massimo Vitali perchè scopriamo che è”genuino”, ci crede davvero, come del resto il suo creatore…

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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