Il Blog di Giuseppe Previti

” L’ANNO CAPOVOLTO” DI SIMONE INNOCENTI- EDIZIONI DI ATLANIDE- 19.09.2022

Il ricco Giulio e la sua bellissima moglie Francesca attendono, come di consueto, nella loro bellissima villa sul litorale toscano gli amici di sempre per cele-
brare l’ultima notte dell’anno.
Tanti gli invitati, un notaio, una modella, un poliziotto, un maestro di tennis, un gioielliere, un rappresentante,una assicuratrice, una esperta di enigmistica,
la proprietaria di uno stabilimento balneare, dove tutti loro si sono conosciuti e hanno cominciato a frequentarsi da giovanissimi.
In tutti questi anni sono avvenute tante cose, storie di amori, di menzogne, di tradimenti, di soldi, di invidia, di rimpianti,di desideri, di segreti. Ma ecco
che in questa serata che li raduna tutti sembra che stia per succedere qualcosa, che porterà ognuno a non essere più chi dice di essere ma invece di rivelarsi
per chi realmente è.
Una clessidra scandisce il tempo per arrivare alla mezzanotte , con tutti i personaggi inesorabilmente portati a rivelarsi per quelli che sono.

L’ultimo romanzo di Simone Innocenti si intitola L’anno capovolto e mette a confronto in una particolare occasione, la fine dell’anno, un gruppo di amici
che si sono riuniti in una bellissima villa in Versilia.Una residenza sfarzosa, ricca di tutto quel che è…ricco, una vera “orgia del lusso”.
31 dicembre, 20 amici da una vita, la notte di fine anno ancora una volta li vede riuniti. Tra loro di tutto, da un notaio a un poliziotto, da degli imprenditori
a una assicuratrice, da un gioielliere a un maestro di tennis, da una compilatrice di giochi enigmistici a varie mogli, e anche la proprietaria dello stabilimento
balneare dove si erano conosciuti. Pubblici vizi e pubbliche virtù, potremmo dire, in verità più vizi che virtù in questa variegata compagnia.
Un romanzo che certamente sorprende per come è stato scritto, ha molto dell’impianto teatrale di commedie a più personaggi, ma ha anche di un certo
cinema  alla Scola o alla Verdone.
In questa villa si è concentrato di tutto, invidiosi, viziosi, sessuomani, cocainomani, falliti, eppure si sono conosciuti da giovani quando erano pieni di sogni e di speranze. Adesso che sono adulti restano i rancori, i risentimenti, le delusioni, molti sono risultati dei falliti, sia sul piano sentimentale che professionale,
ora sono li a blandire il padrone di casa, l’…odioso deus ex machina anche di molte delle loro vite. Una clessidra scandisce il tempo che avanza verso la mezzanotte, un possibile punto di non ritorno per alcuni di loro.
Diciotto i capitoli in cui l’autore, intitolandoli a ognuno di loro, ci presenta la vita di ogni singolo personaggio. E Simone Innocenti non fa sconti a nessuno,
una prosa dura, aspra, anche nei dialoghi, e se c’è ironia è solo consequenziale, non si lascia respiro al lettore.                                                                                         La protagonista reale del racconto è quella clessidra che sovrintende alle tante chiacchiere dei vari personaggi che si raccontano, si compatiscono, si esaltano, si camuffano. Ma poi in effetti parlano, parlano, straparlano, ma poi sono tutte marionette, solo il “tempo” sa – se lo sa -quel che avverrà.
E’un romanzo corale questo scritto da Simone Innocenti, ognuno ci ha svelato i propri segreti, le proprie illusioni e delusioni, ognuno, ripetiamo,
con la sua maschera che però finisce per non proteggerlo più, è giocoforza che ciascuno si sottometta all’altro.I temi dominanti sono del resto la bugia,
la finzione, l’illusione,, e ognuno di loro se ne serve per ingannare gli altri, e sono ipocriti a tal punto da pensare di esserci riusciti.>
Ovvio che non tutto può essere detto, tutti hanno i loro segreti più o meno inconfessabili, ma tutti alla fine si illudono di essere alla fine puliti,o quanto meno
di meritarsi l’assoluzione.>
Tanti quindi i personaggi, tante le sensazioni di ognuno di loro, alcuni annunciano il loro fallimento, altri vogliono rifugiarsi nella solitudine, nello studio,
nella vita conventuale, altri si sentono perfetti, altri si accettano come sono…già ci sono anche questi.  Non è un giallo questo romanzo, ma alla fine questa
“commedia umana” ha qualcosa del giallo, tanti…sospetti, al lettore  capire quale sarà il loro destino.
Finzione, realtà, molti li hanno considerati gli elementi essenziali di questo romanzo, questo ci riporta anche al teatro, ci fa venire in  mente un certo Pirandello, maestro nello svelare il rapporto tra realtà e finzione.
Innocenti ci ha mostrato un quadro di uno spaccato del mondo dove non si sa dove finisca la finzione e dove subentri la realtà. E se fossero le facce di§
una stessa medaglia ?

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 


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