Il Blog di Giuseppe Previti

” JACK IS BACK” DI STEFANO TURA- PIEMME 27.11.22

Derick Brainblee è un poliziotto più che valido e molto considerato, però una serie di dolori che lo perseguitano, , di disturbi sempre più frequenti a
livello di memoria e di comportamenti, a  volte autentici blackout., lo preoccupano sempre più ,anche se cerca di tenerli nascosti per non compromettere
la sua vita professionale. Un giorno, superata la fase di una delle crisi ricorrenti, vede sul suo profilo Instagram l’immagine di una donna uccisa, la gola
squarciata  e una sigla misteriosa. Poi l’immagine scompare, ma per lui inizia un percorso di vero terrore, anche perché a ogni risveglio da quelle crisi nella sua mente restano impresse delle immagini sempre più raccapriccianti, inoltre sul suo corpi appaiono ferite e tagli.Ma lui di queste notti non ricorda assolutamente
niente.
La sua vita prosegue con una serie di indagini, relative anche a fatti di tanti anni prima intrecciandosi con altri personaggi da una detective di grande bravura a una studentessa che studia i crimini dell’era vittoriana, dal nobile rampollo di una famiglia imparentata con la Casa Reale, che in realtà è un sadico e un violento   a un personaggio che sembra la reincarnazione di Karl Marx, ai tanti esperti di criminologia che incontreremo nel corso di questa storia. Il tutto ambientato in una realtà londinese terribile, con un killer che imperversa per Londra, ricordando anche un passato non lontano.

JACK IS BACK è una storia scritta da Stefano Tura dove ci si  mostra passato e presente, riportando nella attuale società addirittura Jack Lo Squartatore
,ancora più crudele e feroce.
Nella Londra della Brexit vive Derrick Drainblee, uno stimato poliziotto, prostrato da una sindrome incurabile che ogni tanto gli procura dei veri e propri
estraniamenti dal mondo e lui al suo risveglio presenta tagli e ferite sul suo corpo ed è perseguitato da immagini raccapriccianti  relative a fatti oscuri e ter-
ribili che non ricorda di aver vissuto. Improvvisamente sul suo profilo Istagram appare l’immagine di una ragazza barbaramente uccisa, e lui deve compiere
un salto nel buio per ristabilire la verità, incrociando una serie di individui, un famoso psichiatra,uno stimato criminologo,una poliziotta esperta e assai quotata, un nobile sadico e violento, una giovane studentessa interessata ai grandi delitti del passato, un professore che sembra  Carlo Marx e che organizza
tour nella notte londinese per turisti interessati a visitare i luoghi dei grandi delitti del passato commessi  a Londra. Dove vengono nel frattempo commessi
da un  serial killer una serie di delitti, con un modus operandi che ricorda quello di Jack lo Squartatore, e del resto anche questi delitti vengono firmati con la stessa sigla che lui  adoperava . Insomma “Jack is Back” come recita il titolo del romanzo, passato e presente si incrociano in un crescendo di eventi raccapriccianti, che sembrano ripetere crimini e orrori di un assassino che apparentemente sembra ancora perseguitarci.
Una storia violenta in cui Stefano Tura  ci porta nella Londra di oggi aiutandoci nella sua scoperta, ed è infatti Londra la vera protagonista di questa storia
una Londra intrigante,misteriosa, sì da nascondere tra le pieghe delle sue strade, dei suoi pub, dei suoi palazzi, i delitti più efferati e tremendi.La vicenda è resa ancora più appassionante dall’alternare passato e presente, portandoci a spasso tra le vie della Londra dell’Ottocento e di quella dei giorni nostri, contaminando atmosfere e sensazioni, ricreando le stesse emozioni e le stesse paure della Londra vittoriana e di quella degli anni Duemila. Un processo
narrativo sempre più angosciante che coinvolge sempre più il lettore nelle paure e nei tormenti dei vari personaggi, ognuno con le proprie sensazioni e ubbie, sì da arrivare sommando le varie esperienze personali   a un crescendo di paure e angosce.
Il potagonista è un poliziotto che ha il pregio di non rientrare nei conseto stereotipi di tanti suoi colleghi.  Brainblee è un uomo tormentato dai lati più oscuri della sua anima, oscuri anche a lui. I suoi voti di memoria sono sempre più frequenti e lo preoccupano sempre piu’, non si ricorda di nientem ma sente he
il male è intorno a lui.
Uno dei temi principali del romanzo, se non il principale è quindi quest’atmosfera di terrore che sembra impregnare ogni pietra di Londra, sia moderna che
antica. Atmosfere agghiaccianti,molto sangue, molti misteri, tanti tra fantasmi, morti e potenziali assassini.
Non ci sono in effetti grandi differerenze fra la Londra Vittoriana e quella di oggi, con  un singolare rapporto  fra la Londra tutt’altre che felice della Brexit, dove del resto ancora esistono soprusi e abusi ai danni dei più deboli, degli emarginati, con al centro una umanità sempre più portata a enfatizzare il male
e a sfogarsi contro le minoranze. Oggi l’uomo è molto più violento, basta del resto scorrere i titoli dei giornali di tutti i giorni, oggi si respira un’aria intrisa
di crudeltà, e Tura lo evidenzia in questa storia molto attuale dove ricorre all’artificio di portare alla ribalta uno dei serial killer più spietati che abbiano
contraddistinto un’epoca. E si ricordi che non è mai stato identificato.
Quel che colpisce è il grado di crudeltà che si respirava nella Londra di ieri, e che si ripete in quella di ogg i.JACK IS BACK    è sì una storia moderna ma la
definiremmo anche “universale”  che può benissimo riguardare sia il passato che il presente.
Un romanzo molto moderno che sa attrarre il lettore, perché è proprio questa modernità continua,i suoi riferimenti sociali e ideologici. la incapacità di ri-
solvere i problemi, compresi quelli della natura e del clima , del resto ci è voluta la caparbietà o il…candore di una ragazza di 14 anni per farci riflettere
sulle disastrose condizioni in cui viviamo, anche se poi per lo più ci limitiamo a un  effluvio di parole, senza purtroppo nessuna concretezza nell’agire.
Il male cos’ prospera ancora oggi come nell’Inghilterra dell’Ottocento, tutti parlano e sparlano di Jack the Ripper, assassino seriale, e Stefano Tura su lui
modella la sua storia. Ricordiamo che Tura oltre che scrittore e anche un valente giornalista, tanti anni corrispondente Rai da Londra, si è quindi cimentato
nella creazione di un Jack Ripper moderno, ben presto famoso, anche perché la cassa mediatica  è naturalmente ancora piu’estesa.Ripetiamo,ben poco è
cambiato tra le due epoche. A pensarci bene anche allora l’anello debole della catena erano le donne, e quindi erano le più esposte all’istinto sadico e sanguinario del serial killer.
Oggi certo Londra è ancora più visitata, vengono moltissimi turisti da tutto il mondo, ma certi istinti non se ne andranno mai, basta leggere questo linro.
L’autore conoscer molte bene la città, dove per tanti anni è stato corrispondente Rai, quindi conosce bene quello che scrxive, e con la “chiave del giallo”
è riuscito anche a scrivere un romanzo sociale.
UNa società composita, troppo vasta e per certi versi con troppa gente invisibile, e quindi anche per i poliziotti è diffcile affrontare questa scias di male che opprime la società.Un lavoro pesante il loro e di giorno in giorno sempre più usurante.
Come vedetre dalla leggenda di >Jack a una riflessione sui mali di oggi il passo è breve !

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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