Il Blog di Giuseppe Previti

” TUTTE LE COSE VIVONO” DI STEFANO SALMORIA- EDIZIONI ATELIER – 29.11.2022

Un corpo viene riportato a riva dal mare con tutti i segreti che si porta dietro. Segreti e misteri che Maria non accetta che restino tali e decide di recarsi a Londra per togliersi ogni dubbio sulla morte del suo uomo, Sebastiano. Una Londra cupa,livida, sferzata dalla pioggia. Qui la sua indagine si incrocia con
realtà e dinamiche terrificanti, con uomini che si muovono senza pietà per nessuno e con un susseguirsi di episodi  sempre più gravi per l’umanità. Ed infatti
il drammatico finale ci riporta all’Africa orientale, dove tutta questa storia del resto era cominciata.

Dopo U malo tiempo Il liutaio Stefano Salmoria completa la triologia con  protagonista quel Sebastiano che si era ritirato nell’isola dopo esservi capitato per esigenze professionali, legate alla sua attività di commercialista. Lui era infatti sceso da Roma per sistemare l’eredità di un suo cliente,un noto cartografo, morto suicida.
Sebastiano, ancora prostrato dal ricordo della moglie,morta dopo una lunga malattia, sulle prime pare non gradire questo soggiorno, vuole tornare a Roma, ma
piano piano si farà sedurre dall’isola e ancor più da Maria, una donna discreta e che ha il dono di capire gli altri. Ritrova così la voglia di vivere , ma adesso
Sebastiano vuole scoprire le vere cause della morte del professore, ma l’indagine lo porta a scontrarsi con uomini senza scrupoli, vedi il proprietario della casa editrice per cui il suo amico lavorava. Scopre così un’assurda vicenda, basata sull’errore del tracciamento di un confine tra due tribù africane, con conseguenze però letali. Sebastano non accetta che si giochi sulla pelle di quella gente e si rifugia nell’isola dove troverà appuntoMaria e gli amiciTuri e Lubbettu.
Ma ora Sebastiano si trova invischiato in una brutta vicenda, i servizi segreti israeliani lo braccano e lo vogliono morto, pur se son venuti meno i motivi per cui era stata decretata la sua condanna.  E così appunto nella seconda parte della triologia Sebastiano verrà ucciso e abbandonato in mare, che poi ne resti-
tuirà le spoglie, mentre lui finalmente avrà trovato pace incontrando la moglie nell’al di là.
Ma in questo Tutte le cose vivono chi non trova pace, sono i suoi amici.Turi e il fido Libbettu cercano di sistemare tutto,perchè la loro vita riprenda il corso
normale. Maria però non accetta quello che è successo nè placa la sua ansia distruggendo o nascondendo tutto ciò cher le puo’ricordare Sebastiano. Ma tutto
la riporta a lui , pensieri, parole, ricordi, ma quello che la sconvolgerà maggiormente è il venire a sapere che è stato assassinato.§
Maria come detto si era sfogata sfasciando mezza casa, e maledicendo quell’uomo che per troppo amore l’aveva protetta e le aveva nascosto quella parte di vita che come aveva presentato il conto a lui ora lo stava presentando a lei. Piano piano era emersa le verità sull’errore del professore che aveva scritto un libro dove aveva sbagliato nel tracciare dei confini in una landa sperduta dell’Africa, e questo l’intransigente editore non lo aveva perdonato,tanto più che erano in ballo interessi di ogni tipo. Sebastiano si era interessato alla vicenda e questo aveva decretato la sua condanna.
Ora Maria vuol sapere cosa è accaduto e decide di partire per Londra da dove tutto è iniziato.
IL romanzo a questo punto prende un’altra direzione, da un’atmosfera di liricismo intriso di disperazione e rimpianto grazie anche alla visione poetica del-
l’isola, eccoci passare alla dura concretezza della metropoli, ci si… trasferisce quasi in un libro d’azione, una spy-story vera e propria, con caccia all’uomo,
esecuzioni, molti sacrificati senza pietà e con Maria testimone silente  di  fatti che certo non le renderanno l’uomo amato.
Una storia dalle tante atmosfere, dai molti personaggi, tutti ben evidenziati, anche se alla fine, accanto a Maria, il vero protagonista resta lui Sebastiano,
a cui tutto fa riferimento.

 

GIUSEPPE PREVITI
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