Il Blog di Giuseppe Previti

” CAMINITO” DI MAURIZIO DE GIOVANNI- EINAUDI – 14.12.2022

Anno 1939, sono passati da quando il commissario Ricciardi è rimasto vedovo, ed è  entrata nella sua vita la piccola Marta , che ora ha cinque anni, e cresce
benissimo, affidata nel corso della giornata a persone amiche e affettuose, ma l’affezione maggiore è per il padre, affezione ampiamente ricambiata. Anche se
il cruccio maggiore del Ricciardi è sapere se la bambina ha ereditato quella che è la sua croce, ovvero vedere me sentire i morti.
Nel frattempo grosse nubi si addensano sull’Italia, spirano venti di guerra e il regime fascista si rivela sempre più tale…
Due giovani vengono assassinati barbaramente in un boschetto mentre facevano l’amore. A Ricciardi il compito di indagare, le ragioni del brutale assassinio appaiono abbastanza oscure, si scoprirà che il giovane è un ufficiale di ,marina, della ragazza assolutamente nulla e stranamente nessuna ne ha denunciato la
scomparsa.
Si suppongono ragioni politiche all’origine della tragedia, Ricciardi prosegue le indagini con l’aiuto del fido Milone, ma sembra sempre più alle prese con una
strana storia tra connubi politici e vendette familiari. Alla fine riuscirà a risolvere il caso e anche a proteggere un suo caro amico, il dottor Modo, che per amore della libertà sta rischiando grosso.

Il commissario Ricciardi è tornato,Maurizio De Giovanni ce lo ripropone in Caminito,  una nuova indagine del Commissario Ricciardi, anzi come da sottotitolo ” Un aprile del commissario Ricciardi”.  Sono passati cinque anni dall’ultima storia con protagonista il Ricciardi, adesso lui è rimasto vedovo,la moglie Enrica è morta, è nata Marta, che ora appunto ha cinque anni ed è molto affezionata al padre, che a sua volta stravede per lei. Sono momenti assai difficili per l’Italia, scossa da venti di odio e sempre più vicina alla guerra. Due giovani, un ragazzo e una ragazza, vengono barbaramente
uccisi, si sospetta un delitto politico, perchè il giovanotto, primo ufficiale di una nave ancorata in porto, svolgeva attiv ità contraria al regime. Per Ricciardi
non sarà facile venire a capo dell’indagine.
Qualche anno prima Ricciardi era uscito di scena per decisione del suo autore con Il pianto dell’alba (2019), ora a cinque anni di distanza ritorna menl’Europa e il resto del mondo sono alla vigilia della seconda guerra mondiale.De Giovanni ha dedicato molti  dei suoi romanzi al personaggio del com-
missario della Mobile napoletana, 12 per l’esattezza, il primo è del 2005, L’inverno del commissario Riccardi.  Invece in Caminito si parlerà dell’Aprile del commissario Riccardi. Lo  ritroviamo molto compreso del suo ruolo di padcre, anche perchè la piccola Marta gli è attacatissima e poi gli ricorda  molto la madre, scomparsa appunto nel 1934.
In questo romanzo compaiono nuovi personaggi, c’è anche una misteriosa figura femminile, Laura, una cantante-attrice fuggita dall’Italia fascista per
paura di essere uccisa dai fascisti e  che adesso si è rifugiata in Argentina dove riprende la sua attività. Ma ai fan di Ricciardi non sarà difficile individuare
che sia veramente.
Ovviamente il protagonista è sempre lui Ricciardi, ancora in servizio alla Questura di Napoli, insieme al fido brigadiere Milone. Si dovranno occupare di un
delitto, molto feroce nella sua esecuzione, due giovani vengono massacrati mentre fanno all’amore, quazsi che l’odio abbia ispirato l’omicidio, pur se è più
facile pensare a una pista politica.
Ma in verità l’autore non sembra interessato più di tanto alla parte più poliziesca della storia, perché questa si divide in tante parti e in tanti rivoli o….stradine se preferite. Del resto il titolo del romanzo è Caminito,  ovvero “stradina”in spagnolo, o “piccolo sentiero” se preferite, e questo è anchde il titolo del celebre tango argentino, che da un po’da colonna musicale a tutto il romanzo. Una stradina appartata in un boschetto dove è consumato l’efferato
delitto, un piccolo sentiero che conduceva Ricciardi e la moglie Enrica a una panchina isolata , dove amavano fermarsi. E’il sentiero che ripercorre Gabino,§
l’autore di Caminito, per ritrovare l’amata che non c’è più…
Ma ci sono anche Milone e la sua famiglia e il loro momento difficile, c’è il Dottor Modo dichiarato antifascista, dalle frequentazioni pericolose, ci sono le
spie  e coloro che sono spiati. C’è il regime con i suoi metodi oppressori, c’è Ricciardi che non rinuncia alla verità e dovrà anche confrontgarsi con il capo della polizia politica, ci sono i “morti di Ricciardi”che lo perseguitano con le loro frasi.
Ma va detto anche che non è tutto cupo, ci sono personaggi positivi, a comciare bambini, con Federico il campagno di Marta, l’unica che riesca a farlo parlare…., , ritroviamo Bambinella, e poi Benedetta e Nunziatina ben più assennate della loro età. Insomma un vero e proprio coro di figure, tante figure che
percorrono i sentieri di questo romanzo d’insieme, dove appunto non ci sono soltanto assassini da assicurare alla giustizia, ma dove si ha un racconto dalle tante storie.
Un romanzo dove si tocca spesso il concetto di dolore, di sofferenza, tanto più grande perchè spesso è un dolore che non ha la speranza del riscatto, solo
il rimpianto di una felicità che non tornerà più come dice il pianista a Lucia mentre studiano l’interpretazione giusta da dare a Caminito. UN tema triste
perchè e solo ricordo di dolore e sofferenza. E poi ci sono gli altri che hanno anche loro sofferto, ma non hanno ancora perso la speranza di un destino migliore. Ricciardi ha Marta, Milone la famiglia, gli altri un domani migliore.
Caminito è un romanzo corale, molto intenso, con dialoghi forti e serrati, dai tanti personaggi le cui vite si incrociano, in un susseguirsi di fatti, di dialoghi,§
sì che ogni evento ha un suo perché e una sua conseguenza, e con tanti interrogativi che si intrecciano e tengono avvinto il lettore.

 

GIUSEPPE PREVITI


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