Il Blog di Giuseppe Previti

” DIETRO LE QUINTE DELLA POLIZIA” DI GEORGES SIMENON- ADELPHI- 28.12.2022

Il commissario Maigret ci racconta nelle sue memorie che aveva ricevuto e fatto visitare i locali della polizia giudiziaria a uno “scrittorello” abbastanza sfrontato, un giovane,tale Georges Sim.
Nella realtà  Xavier Guichard aveva ricevuto Georges Simenon, che aveva già pubblicato vari Maigret, a trascorrere alcuni giorni al Quai des Orfeves per
rendere più verosimili i personaggi e l’ambiente in cui si muoveva. Simenon accettò volentieri l’invito e scrisse anche una serie di articoli, e così pure aveva
ricavato una serie  di spunti per nuovi romanzi, ma potè anche ricavare materiale di prim’ordine per raccontare inchieste celebri, casi giudiziari famosi,dram-
mi particolari. Naturalmente si respira la Parigi dell’epoca, con i suoi quartieri malfamati, con gli immigrati delle periferie e con i ricchi borghesi dei quartieri
più eleganti, con i piccoli artigiani , e nell’insieme una variopinta fauna di personaggi che alimentava la vita della Ville Lumièré e su cui la polizia vigiliava
ventiquattro ore su ventiquattro. Una Parigi che oggi non esiste quasi più, come pure è scomparsa questa polizia dai metodi duri ma efficaci che Simenon
rimpiangeva apertamente.

Dietro le quinte della polizia è il quarto volume dei reportage di Georges Simenon, composto da una serie di articoli scritti tra il 1933 e il 1937, Le prime indagini del commissario >Maigret erano apparse nel 1933, qualcuno le aveva considerate un  po’abborracciate sotto il profilo investigativo ed ecco che il
capo della polizia giudiziaria parigina Xavier Guichard aveva invitato Simenon per qualche giorno al Quai d’Orfeves per osservare come lavorano i flic. E
Simenon scopriva leggendo le denunce anonime che arrivavano agli uffici”l’ira sotterranea che pervadeva Parigi, gli odi, le invidie, le violenze nascoste che
circolavano tra la gente, al di là di ogni immaginazione.,altro che romanzi !. Scopre pure che i poliziotti non somigliano affatto a Sherlock Holmes, non si
fidano mai del loro fiuto. Sono persone normali, con vestiti normali, da bravi “biorghesi”, hanno famiglia, sognano la villeggiatura, e, secondo l’età, la pensione.
Simenon legge con attenzione i rapporti della Omicidi, in poche e scarne righe sono raffigurate le vittime, e così si mette subito all’opera, con il suo Maigret
che rimugina si quei pochi dati per dare una sostanza, una immagine alla vittima.Ma apprende anche dai  Flic che l’assassino è uno che compie un lavoro sordido, sporco, volgare. Spesso gli assassini sono degli imbecilli, non era certo un genio il famoso Landru, un “borghesuccio del crimine”, non certo uno
spirito eletto secondo chi lo ha arrestato.
Georges Simenon aveva appena 30 anni quando accetta l’invito del Prefetto di Polizia giudiziaria, era già famoso ,  ma si mette di buona lena a studiare le
tecniche investigative e i comportamenti dei flic. Molto attento al “fattore umano”, segue sul campo qualche unità operativa, e in più compone una serie di articoli su quanto ha visto.
Mentre da scrittore si cimenta con storie di pura fantasia, adesso , con l’ausilio dei poliziotti, può scrivere di fatti presi dalla realtà, e dal canto loro i poliziotti sono contenti di avere come compagno un grande scrittore, che così potrà cantare le loro gesta.
IL mestiere del poliziotto è duro, difficile, sono a contatto con la parte più brutta della natura umana. Simenon studia i dossier, le denunce,gli interrogatori,
i rapporti della Buon Costume, Segreti inconfessabili, casi scottanti,deposizioni di serial Killer noti all’opinione pubblica tipo Landru. E poi ancora storie di corna, malaffari, malavitosi vestiti come damerini, truffatori, borseggiatori, ricconi asserviti alla droga, donne di buona società e servette in cerca di fortuna.§
Certo, siamo a Parigi, il campionario è il più vasto possibile e non può che uscirne un elogio per chi vigila sulla nostra sicurezza. E mai servizio fu più necessario, perché vista con gli occhi della polizia giudiziaria fa veramente spavento.
Nel 1934 muore Stavinski e un’onda di discredito sembra travolgere le istituzioni ma Simenon nei suoi articoli si scaglierà contro le nuove leggi garantiste,
che condizionano l’operato della polizia.E G.S. ammonirà nei suoi scritti che la libertà individuale è una gran cosa, ma non deve diventare libertà garantita per i criminali.
Nel 1937  Simenon scrisse altri articoli, sempre da Parigi, tema le morti violente  per poi posare l’occhio sugli aspetti della città. vedi Montmatre, non più regno dei papponi e delle prostiute , ma la Montmatre dei vecchietti, molti senza soldi e mezzi di sostentamento scelgono il suicidio o si feriscono più o
meno intenzionalmente per poter farsi ricoverare all’ospedale, o, al massimo della disperazione,il suicidio.
Tutto questo in Dietro le quinte della polizia

 

GIUSEPPE PREVITI


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