Il Blog di Giuseppe Previti

” LA MALA ERBA” DI ANTONIO MANZINI-SELLERIO – 01-O1-2023

Nella cameretta di Samantha, studentessa liceale di 17 anni, c’è un poster, raffigura la donna lupo, gli artigli al posto delle unghie, una donna che non si
arrende dinanzi a niente pur di difendersi. Samantha vive una esistenza triste, la famiglia attraversa molte difficoltà, troppi debiti, che il padre ,perso il la-
voro, non sa come onorare.Ma il fatto più drammatico è che per lei non c’è alcuna prospettiva nella vita, come del resto per gli abitanti del piccolo borgo di
Colle San Martino. Vite grame,una solitudine di fondo comune a tutte queste esistenze, ognuno con i suoi, più o meno inconfessabili segreti,  con l’aggiunta di una qualsiasi assenza di solidarietà.Sul paese svettano il campanile della chiesa e  le torrette del palazzo del padrone del paese, , Cicci Bellè, che è proprietario di
tutto e di tutti.E’ il despota della comunità, tutti sono più o meno indebitati con lui. E in più c’è Don Graziano, uno che sembra tutto…meno che un prete. E tra
i due, ovviamente, non corre buon sangue.
Cicci Bellè ha un solo affetto, il figlio Mario, un  32nne semideficiente con il cervello di un bambino. Padre  Graziano ha invece con sè Faustino, un nipotino a
cui bada Ljuba, una russa che si è stabilita in paese.
Samantha è rimasta in cinta di un ragazzo del posto,  che non lo vuole riconoscere, a scuola va maluccio,, l’unica che la comprende è Nadia una sua compagna di classe.
Tante vicende squallide inquinano il paese, poi scoppieranno fatti di sangue, Samantha cerca di ribellarsi a tutto questo,, ma sarà il suicidio del padre an trasformarla in una vera e propria donna lupo…..

ANTONIO MANZINI in LA MALA ERBA presenta una galleria di vari personaggi, scolpendoli in maniera cruda e senza pietà, un noir dove scorre anche
del sangue, ma dove predomina il personaggio di una ragazza  sola difronte al suo dramma, ma nel contempo c’è anche il ritratto d’insieme di una piccola
comunità. Qui quel che colpisce è la cattiveria (ma poi è veramente tale ?) della donna lupo, dell’egoismo senza fine dei due “padroni” del paese, uno dei
corpi, l’altro delle anime…
Trecento le anime che vivono a Colle San Martino, un borgo dell’Appennino centrale. Samantha, bella, liceale, purtroppo per lei in cinta, il padre affogato nei debiti dopo aver perso il lavoro. Poi una pleteora di personaggi che fanno da coro a questa storia forte e raccontata senza pietà, con al centro altri due perso-
naggi ,opposti certamente ma anche simili. Don Cicci Bellè è il signorotto del paese, ricco sfondato ,ha prestato soldi a tutti, e così li tiene tutti in pugno.Don Graziano è il prete, ha troppe ombre e segreti, di cui viene a conoscenza il Bellè, che così ha in pugno anche lui.
Ma anche Bellè ha un punto debole, il figlio trentaduenne con un cervello da un bambino di cinque, salvo le….pulsioni sessuali che prova alla vista di Saman-
tha che spia dalle finestre del palazzo.
Un paese pieno di personaggi scomodi, ma anche di lupi e cinghiali, salite molto irte, caverne sconosciute ai più e piene di ossa umane, un campanile in alto i cui rintocchi raggiungono tutta la valle. Omertà assoluta tra i paesani, e quel che sconcerta è la pressoché assoluta mancanza di solidarietà. Inevitabile che po finisca tutto in tragedia o quasi…. ANTONIO MANZINI ci ha messo sui tredici anni per completare questo romanzo, Rocco Schiavone aveva ancora da venire, Ma evidentemente tutto questo tempo gli è servito anche a inventare personaggi certo non edificanti, ma con storie tragiche alle spalle come nei più
conosciuti drammi e quindi meritevoli di essere raccontate.
E’ una indagine ,se vogliamo, sulla povertà, materiale e spirituale, una ragazza giovane, travolta da una serie di fatti dolorosi,ma come la “mala erba” anche lei riuscirà a sopravvivere.E pur in uno sfondo dove il male sembra il vincitore, pure questi duri montanari cercano di non arrendersi. Il libro è narrato
ricorrendo all’artificio di risalire indietro nel tempo, ricostruendo gli eventi accaduti via via. Cresce lo sgomento in un girotondo di personaggi dalle vite inte-
riori travagliate e incapaci di suscitare simpatie, travolti poi come sono dal crollare progressivo delle proprie certezze.
Illusioni, delusioni, maldicenze, sogni per lo più infranti, e del resto, qui nemmeno i giovani fanno una bella figura, ma d’altra parte cosa aspettarci dall mondo di oggi ? Perchè il male sembra ammonirci, l’autore non è Colle San Martino, ma il mondo che ci circonda.

 

GIUSEPPE PREVITI


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui