Il Blog di Giuseppe Previti

” TI BACIO QUANDO TORNO”- Storia di Santina- DI CATALDO LO IACONO-SALVATORE LOMBARDO

Una storia che ci riporta nella Sicilia degli anni Cinquanta, quando una ragazzina di quindici anni, studentessa liceale,  Santina Cannella. viene uccisa in mezzo
a una strada da uno spasimante che lei aveva respinto perché aveva scelto di studiare e non voleva condizionare la sua vita a un legame che non sentiva.
Dobbiamo fare un salto nel tempo e arrivare all’8 marzo del 2022 quando nell’Aula Magna del liceo classico di Caltanissetta, gremita di studenti e studentesse,
è stata tenuta la commemorazione dell’ex-alunna dell’Istituto. Una sala affollatissima, per questo ricordo dovuto a lei e alle tantissime donne  vittime della
brutale violenza ma con il rischio di essere dimenticate per l’oblio del tempo, ma anche perché questi fatti delittuosi avvengono con una sempre maggior frequenza e quindi si corre il rischio che non facciano più notizia.
Con un “romanzo-documento” si riporta quindi alla ribalta questa sfortunata ragazzina, nata e vissuta nel piccolo paesi di Marianapoli per poi trasferirsi nella città capoluogo perché voleva continuare a studiare.
La storia di Santina è comune a quella di tante giovani donne che subiscono il martirio da chi, essendo maschio, si arroga il diritto di decidere della vita degli altri o peggio ancora di troncare la vita altrui.
La breve storia di Santina fa riflettere su questo odioso crimine che oggi purtroppo è quasi ogni giorno oggetto di cronaca.

Al giorno d’oggi quasi non fa più notizia, a che punto siamo arrivati ! Tante, tantissime, troppe donne entrano nella storia e nella cronaca, ma le loro vicende di amori finiti male non devono scadere nel mero fatto di cronaca, occorre riflettere e  parlare affinchè il loro ricordo si perpetui nel tempo e serva da monito.
Un avvocato, SALVATORE LOMBARDO, uno scrittore, CATALDO LO IACONO, sono i coautori di TI BACIO QUANDO RITORNO( Storia di Santina) hanno avviato una approfondita ricerca su una giovane studentessa, impressionati dalla sua forza di volontà e dalla sua determinazione, venuta in  piena luce a una
commemorazione tenuta in un Istituto scolastico. 8 marzo 2022, Liceo Ruggero Settimo di Caltanissetta, gremitissimo di studenti e studentesse, tutti colpiti dal personaggio di questa ragazza. All’appello tutti rispondono presente, ovviamente quando viene scandito il suo nome la sua voce si  manifesta per bocca
degli altri che hanno deposto sul  banco che lei occupava nel 1951 un garofano bianco.
Con questo “romanzo-documento” i due autori affrontano sotto due piani diversi, da una parte la ricostruzione storica e giudiziaria del fatto,dall’altra il racconto in cui l’io narrante è la stessa protagonista. Una storia drammatica che si legge e si divora tutta d’un fiato, nella sua forma di romanzo  breve, realizzato da CATALDO LO IACONO.
Lui da voce a Santina, ripercorrendone la breve vita, facendola narrare in prima persona, dando appunto spazio e voci ai suoi sogni, ai suoi pensieri, ma con una sua visione del futuro,Una ragazza che vede nello studio lo scopo della sua vita, si da lasciare la casa dei genitori per trasferirsi nel capoluogo di Cal-
tanissetta, per frequentarvi le scuole medie e il Liceo.
Santina ha fiducia nella vita e nel futuro, lega molto con gli altri studenti e con le persone a cui l’hanno affidata, non pensa o sottovaluta agli strascichi di un
idillio adolescenziale.
La forza del libro è di dare forma a un personaggio vero, reale, che manifesta gli ideali di chi sa affrontare la vita e la vuole vivere, con le sue suggestioni, le
sue emozioni,i suoi affetti. LO IACONO è  bravo nel farci rivivere le sensazioni  di una ragazza che si sta affacciando alla vita e che palesa una forza morale
un senso dell’impegno e  a scuola e nella vita veramente notevoli. Santina vive in un ambiente abbastanza ristretto per mentalità , ma la sua bravura a scuola
fanno sì che i genitori acconsentano a farla trasferire a Caltanissetta, pur se la famiglia resterà per lei un punto fermo, anche se alla resa dei conti i genitori non riusciranno a capire il dramma che si sta addensando su di loro. Ma del resto in tutti questi anni l’esperienza ci insegna che è cambiato ben poco.
SALVATORE LOMBARDO è l’altro autore, lui si è occupato della parte giudiziaria, successiva alla tragedia abbattutasi sulla povera Santina, con lo spasimante che ancora una volta si trasforma in giustiziere.
LOMBARDO è un avvocato e si occupa del processo e della sentenza, purtroppo emanata in un contesto di cui si deve far conto.C’è un pò di delusione sulle conclusioni processuali, e pur se tante cose sono cambiate con il passare di decenni e decenni, resta sempre l’impressione di una giustizia che non sempre è
stata fatta  a partire dal caso di Santina Cannella.
LOMBARDO riporta sinteticamente i fatti, traspare la sua pietà nei confronti della vittima e della sua famiglia, “segnata”per sempre da un senso di colpa per non aver impedito cosa è successo. Il difficile in queste vicende  è che non  vengono mai prese apertamente le parti delle vittime che non hanno nessuna colpa da espiare a differenza dei loro carnefici. Ancora oggi troppi sono liberi di fare come vogliono., e se non ci si riesce neppure oggi, figuriamoci ai tempi
della giovanissima vittima.
Andrebbe capito, e Santina lo aveva compreso, che la causa non è l’amore, ma l’amore che uccide è quello “criminale”, e che quindi non andrebbe neppure chiamato amore.
La storia di Santina ci deve far riflettere sul tema della viole, una violenza quella contro le donne ancora oggi perpetrata più che mai, e quindi non meritevole di alcuna attenuante.
Santina ricevette un enorme riconoscimento, alle sue esequie partecipò una folla imponente, tutti i suoi compagni di scuola,  tutta la città l’accompagnarono
nel suo ultimo viaggio.  Questo sdegno per quanto accaduto non è mai venuto meno, e questo libro ne è l’ennesima  riprova e anche  testimonia la volontà
dei due autori di non far dimenticare la povera Santina, ma idealmente tutte quelle donne morte ammazzate il cui ricordo via via si sbiadisce nel tempo, e
che quindi si devono sentire rappresentate in questa storia di cui stiamo parlando.
Nè va sottaciuto che questa opera se è un atto d’amore verso la nostra protagonista, ancora più significativo perché sono due uomini a scriverlo, è comunque§
un ricordo per tutte quelle donne  di cui si continua a leggere nelle cronache nere.

 

GIUSEPPE PREVITI


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